Legge elettorale, Follini contro Prodi
Ma An frena: "Pensiamoci bene"
Il partito di Fini, per bocca di Nania, si dice "perplesso" e invita i centristi alla cautela
Marco Follini
ROMA - Il leader dell'Udc è perentorio. Replica a Prodi in modo secco. Smettendo, a proposito della legge elettorale, i panni del moderato con cui da mesi tiene in fibrillazione la Casa delle libertà.
"Riformarla in senso proporzionale non è la dittatura della maggioranza", dice Marco Follini in risposta all'allarme lanciato dal leader dell'Unione. Per poi aggiungere: "La democrazia è un libero confronto parlamentare e non un'alzata di barricate. Per noi la proporzionale è un principio che risale a Luigi Sturzo e dunque non può essere considerato né un fulmine a ciel sereno né una trovata del momento".
Ma all'interno della Cdl alla determinazione dei centristi fa da contraltare la maggiore cautela di An, che invita a ponderare bene il passo. "Sono stato e resto perplesso sulla modifica della legge elettorale senza il consenso di una parte significativa dell'opposizione - ha commentato il capogruppo di An al Senato Domenico Nania - Mi auguro che Casini e Follini valutino la reazione compatta del centrosinistra che non lascia spazi ad alcuna trattativa".
"Mentre con le riforme la Cdl corregge i guasti provocati dall'Ulivo senza incidere sulla formazione del consenso, la legge elettorale - ha aggiunto Nania - traduce i voti in seggi intervenendo direttamente sulle regole della democrazia. Quindi, la cautela non è mai troppa".
(14 settembre 2005)
L'ennesimo tentativo di imbrogliare le carte si sta trasformando nell'ennesima figura di m...
Certo che una fine più ingloriosa per i bananas era difficile immaginarsela...




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