Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La strada da seguire
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Testo originale scritto da iproscritti
Il multicoso sarà poco serio, ma in realtà è praticato
Il multiculturalismo è praticato, ma non è differenzialista.
Tuttavia, secondo me sono due problematiche diverse.
Il differenzialismo non è una risposta all' emergenza immigrazione, è assolutamente utopico pensare di poterlo applicare in paesi dove gli allogeni, se non si inverte il trend, supereranno di numero gli autoctoni.
Primum vivere, deinde philosophari,dicevano i latini. E allora, si dovrebbe intervenire prima sull' emergenza, per poi occuparsi dell'altra problematica.
Mia soluzione: si fa una stima dell' eventuale forza lavoro necessaria al fabbisogno nazionale. Si fanno entrare solo gli immigrati di cui si ha bisogno, accettando solo gli stranieri provenienti da culture ritenute compatibili con la nostra (leggi: bianchi europei).
Risolta questa questione, si applica, come è giusto, il differenzialismo.
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La strada da seguire
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Testo originale scritto da C@scio
"Cacciare-i-negri-a-calci-in-culo", traducendo..?
cattiva traduzione. Anzi, pessima. Mi scambi con qualcun altro. Parafrasando Gustave Thibon (che ti consiglio di leggere) ormai le etichette contano più della bottiglia, per non parlar del contenuto ... Riprova, se ti va. Aiutino: hai presente le guerre di indipendenza iniziate dalle parti del 1800?
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La strada da seguire
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Testo originale scritto da cristiano72
accettando solo gli stranieri provenienti da culture ritenute compatibili con la nostra (leggi: bianchi europei).
Con gli sbirri alla frontiera a fare tu sì, tu no, tu sì, tu no? Chi l' ha detto, poi, che i "bianchi europei" si comportino meglio di altri? A livello di ordine pubblico, direi che senz' altro gli slavi siano molto più problematici dei senegalesi, per dire...
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La strada da seguire
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Testo originale scritto da cristiano72
Il multiculturalismo è praticato, ma non è differenzialista.
Tuttavia, secondo me sono due problematiche diverse.
Il differenzialismo non è una risposta all' emergenza immigrazione, è assolutamente utopico pensare di poterlo applicare in paesi dove gli allogeni, se non si inverte il trend, supereranno di numero gli autoctoni.
Primum vivere, deinde philosophari,dicevano i latini. E allora, si dovrebbe intervenire prima sull' emergenza, per poi occuparsi dell'altra problematica.
Mia soluzione: si fa una stima dell' eventuale forza lavoro necessaria al fabbisogno nazionale. Si fanno entrare solo gli immigrati di cui si ha bisogno, accettando solo gli stranieri provenienti da culture ritenute compatibili con la nostra (leggi: bianchi europei).
Risolta questa questione, si applica, come è giusto, il differenzialismo.
cristiano, per te gli immigrati sono schiavi ... Manco un Gauleiter in tempo di guerra si sarebbe espresso così crudamente
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La strada da seguire
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Testo originale scritto da iproscritti
cristiano, per te gli immigrati sono schiavi ... Manco un Gauleiter in tempo di guerra si sarebbe espresso così crudamente
Che significa sono schiavi? E in cosa sono stato crudo?
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La strada da seguire
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Testo originale scritto da cristiano72
Che significa sono schiavi? E in cosa sono stato crudo?
parli di fabbisogno come un bocconiano :cool: e poi ho scritto crudo, non crudele.
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La strada da seguire
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Testo originale scritto da cristiano72
Si fanno entrare solo gli immigrati di cui si ha bisogno,
non si fa entrare un bel niente. Chi lo dice che c'è bisogno di immigrati. Gli imprenditori?! che si fottano gli imprenditori! un popolo deve fare da se, come si è fatto per secoli. Cercare schiavi da sfruttare non è un comportamento accettabile...