Viviamo nell'epoca delle disillusioni. L'ideologia dominante non ha più niente da dire.
Il marxismo è sparito da qualche parte tra le imprese zuccheriere dell'Avana e le torri del Kremlino. Il liberalismo sarà senza dubbio ancora più in fretta discreditato.
Tutti i modelli cui l'intellighenzia aveva aderito sono crollatiuno dopo l'altro.
L'apatia politica è in pieno sviluppo. La folla solitaria si ripiega sulla piccola felicità e il narcisismo solitario. Il "disagio della civiltà" di cui parlava Freud è più profondo che mai, e l'alienazione fondatrice che ha reso l'occidente schizofrenico diventa insopportabile.
Con cosa questo si traduce?
Con un appello simbolico profondo, con un appello dell'immaginario verso nutrimenti psichici che l'universo della tecnica, non più della politica politicante, non riescono a soddisfare, E' a questo appello che si tratta ora di rispondere. Si tratta di moltiplicare le proposte e di far conoscere le nostre idee. Si tratta di ricreare spazi simbolici mediante i quali l'uomo possa radicarsi di nuovo nel mondo come nel tempo. Si tratta di nutrire l'immaginario dei popoli, permettendo loro di riappropriarsi della loro identità e di seguire la via per essi esaltante del loro destino.
Alain De Benoist, Ideologies: c'est la lutte finale.


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