DI SHERIF EL SEBAIE
Salamelik
Nel suo saggio, "Lo scontro delle Civiltà", Samuel Huntington fece
un'affermazione che sono solito riportare ogni tanto sulle pagine di
questo blog per rinfrescare la memoria di alcuni simpatici
neoconservatori che passano da queste parti: «L'Occidente ha
conquistato il mondo non per la superiorità delle proprie idee, dei
propri valori o della propria religione, ma con l'applicazione
sistematica della violenza organizzata. Se gli Occidentali spesso si
dimenticano di questo fatto, i non Occidentali non lo dimenticano
mai». E' una citazione che mi piace moltissimo poiché sintetizza
quello che io stesso affermo ogni volta che mi si presenta
l'opportunità: «l'unica faccia di superiorità che l'Occidente ha
saputo mostrare fino al 1900 (e non solo) era quella delle armi: i
cannoni francesi contro le spade mamelucche, gli archibugi spagnoli
contro le frecce degli Aztechi, la polvere da sparo contro le lancie
dei Bantù. Ed è grazie a questa superiorità - esclusivamente
militare - che l'Occidente è riuscito a costruire la base di quella
ricchezza di cui oggi si vanta».
L'Occidente tende a cancellare completamente dalla propria memoria
storica fatti e episodi imbarazzanti. Non ha mai colpe, non ha mai
responsabilità, insomma: non c'entra mai. Il colonialismo? Acqua
passata, tipo quella che ha bagnato le mani di Ponzio Pilato. Rimane
quindi un mistero irrisolto: come è che i paesi più ricchi di oggi
coincidono con quelli che sono stati dei colonizzatori in passato,
mentre quelli più poveri di oggi coincidono con quelli che sono
stati colonizzati? Già, ancora una volta la colpa è loro, sono
inferiori, incapaci: l'Occidente ha lasciato la sua impronta, ha
lasciato il seme che quei barbari non sono riusciti a conservare e a
sviluppare. Tipo? Qualche costruzione coloniale, installazioni
militari e un pò di strade e di ponti che servivano al trasporto
delle materie prime saccheggiate. Questa è sostanzialmente,
l'eredità dell'Occidente colonialista nei terreni colonizzati: il
Nulla, ed è proprio da quel terreno che fioriscono le favolette
sull'Occidente superiore circondato da popoli retrogradi, da culture
arretrate, Civiltà inesistenti. Il Nulla e l'inferiorità che
l'Occidente vede attorno a sé altro non sono, in realtà, che una
proiezione verso l'esterno di quegli aspetti che esso stesso - e
nessun altro - vede dentro di sé.
L'Occidente si è dimenticato dei preziosi beni caricati sulle navi
di Colombo, quei beni che sarebbero poi stati dati agli indigeni in
cambio della loro terra, delle loro richezze, dei loro monili in
oro: sacchi di palline di vetro, specchietti, aghi, campanelli e
berretti rossi. Ed è stato pure gentile, Colombo: i mitici
conquistatori del Far West regalavano ai Pelle-rossa alcolici e
coperte infette di vaiolo, per farli fuori il prima possibile, senza
spercare pallottole. Ed è in nome di queste gentili concessioni, che
gli schiavi africani dovranno in seguito lavorare nei campi di
cotone oppure scavare nelle miniere. In Sud Africa, dopo una
giornata di lavoro nelle miniere di diamanti, gli schiavi erano pure
costretti ad indossare dei guanti da boxe, incantenati a mò di
manette: per non "rubare" le pietre che estraevano dalla propria
terra. E sempre in nome di queste gentili concessioni, dovevano
comprare i prodotti finiti, al prezzo stabilito dall'Occidente. Non
è forse questo oro, questo cotone, queste pietre, questi soldi la
base della ricchezza occidentale?
La Compagnia delle Indie orientali, che agiva per conto delle
autorità britanniche, smerciava persino l'oppio, in Cina. Quando il
commissario imperiale Lin Zexu, affrontò con determinazione quella
nuova piaga sociale nel 1839 bruciando ventimila casse d'oppio
appartenenti ai mercanti inglesi e americani, i britannici
attaccarono il paese e lo obbligarono a sottoscrivere un accordo
vergognoso, quello di Nanchino: fu imposto il libero accesso
dell'oppio e degli altri loro prodotti nelle province meridionali
con basse tariffe doganali, l'apertura di alcuni porti in cui gli
inglesi godevano della clausola di extraterritorialità, la cessione
della città di Hong Kong all'impero inglese. Uno schema che non ha
nulla da invidiare al regime delle capitolazioni, a cui fu costretto
l'Impero Ottomano.
Sempre per rinfrescare la memoria dei nostri amici neoconservatori,
ricordiamo i benefici di cui godevano gli immigrati italiani in
Egitto: esenzione dalle tasse, domicilio inviolabile persino dalle
autorità, corti consolari che giudicavano in base alla legge
italiana e non quella egiziana, e addirittura dei quartieri propri,
al di là dei quali c'erano le "Arab Town": i cittadini del paese che
vengono confinati in riserve, come lo sono ancora oggi i Pelle-Rossa
americani.
Ma la Civiltà Superiore della Rapina Organizzata non è ancora sazia:
invade l'Iraq e lo distrugge per ricostruirlo. Ovviamente dopo aver
avuto sufficienti garanzie sulla completa assenza di un arsenale in
grado di contrastare l'avanzata dell'esercito americano. Frutti
immediati: 4.7 miliardi di dollari il valore globale dei contratti
firmati con la ditta Halliburton, società di cui il Vice presidente
Cheney è stato amministratore delegato e di cui tuttora detiene un
cospicuo numero di azioni. 15 milioni di dollari valore del
contratto con una ditta Usa per costruire una fabbrica di cemento,
mentre per una ditta irachena sarebbero bastati 80.000 dollari. Poi
arriva il turno del Libano, e l'Occidente assiste silente alla sua
distruzione, quindi si appella al disarmo, ma solo di una delle due
parti in conflitto. Finita la guerra, si corre pure lì
per "ricostruire il paese", ovviamente non prima di aver fatto bella
figura davanti alle telecamere in quanto generosi donatori di
qualche milione di euro di beneficienza. Nel loro piccolo anche le
mafie italiane ci provano, a strappare qualche contratto a destra e
a manca. E se non ci riescono si accontentano volentieri del lavoro
gratuito dei clandestini che raccolgono pomodori e poi scompaiono, o
dei lavoratori edili che periscono sotto i ponteggi traballanti, i
veri "schiavi moderni".
Ecco, dopo tutto questo, qualcuno ha pure la faccia tosta di dirsi
superiore e di rinfacciare ai paesi del "terzo mondo" la
loro "arretratezza". Qualcuno non si vergogna di sottolineare il
proprio "progresso" scientifico e tecnologico, le mirabili
invenzioni sviluppate, mentre in quei paesi la povertà e la miseria
producono estremismo e fanatismo. Oppure, ancora più patetico,
qualcuno si solleva indignato se viene a sapere che un immigrato ha
avuto accesso ad un beneficio o a un servizio pubblico, tipo una
casa popolare. Vergogna! Sacrilegio! Ha osato riprendersi una minima
parte di ciò di cui è stato derubato, tra l'altro con il proprio
lavoro e tasse, facendo le file e compilando moduli, senza nemmeno
sognarsi di chiedere le cose allucinanti che gli europei imponevano
in passato (esenzioni, favori, pizzi e altre belle cose).
Certo, direte voi, è anche un po' colpa dei governanti corrotti e
aggrappati al potere nei paesi di origine. Ma la loro colpa non è di
oggi, essa risale a secoli fa: se solo avessero investito nelle armi
da fuoco quando era il momento di farlo! Se solo avessero a
disposizione cannoni e fucili al posto delle lancie e delle armi
bianche! Ah se fossero dotati di tutte quelle invenzioni superiori,
tipo i missili teleguidati, le cluster bombs, gli aerei supersonici
e magari qualche bombetta atomica nell'arsenale per spaventare e
ricattare il resto del mondo. Forse non si sarebbero ampiamente
meritati oggi la qualifica di "Civiltà Superiori"?
Sherif El Sebaie
Fonte: http://salamelik.blogspot.com




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