Due banditi intercettati sulla A3; scontro a fuoco a Salerno
Sull'Alfa Romeo c'erano anche una donna e due bambini
Sgominata banda di nomadi slavi
"Sono gli assassini di Taormina"
Identificato il rapinatore ucciso: da tempo aveva il cellulare intercettato
Gli altri fermi a Firenze, Messina, Siracusa. Trovati dei gioielli rubati nella villa
La caccia ai due fuggiaschi nel porto di Salerno
SALERNO - Sgominata la banda che ieri ha ucciso il commerciante Pancrazio Muscolino a Taormina. Secondo il procuratore di Messina, il commando che ha assaltato la villa della famiglia Muscolino era composta da undici elementi, tutti nomadi slavi. Due dei malviventi sono stati fermati a Salerno dopo un lungo inseguimento ed un conflitto a fuoco. Altri fermi tra la Toscana e la Sicilia. Nel gruppo che ha assalito la villa anche un quindicenne, l'unico che è riuscito finora a sfuggire alla manette: sembra che abbia già raggiunto Belgrado su un aereo partito ieri da Catania. Ovviamente è già stato identificato.
Nelle auto dei fermati sono stati trovati dei gioielli. Le foto dei preziosi sono state mostrate alla vedova del commerciante, Stella Santoro, che li ha riconosciuti come di sua proprietà.
Per due dei cinque arrestati a Firenze si profilerebbe l'accusa di omicidio. Per gli altri tre, quella di ricettazione.
Inseguimento a Salerno. Questa mattina, intorno alle otto, un'auto con a bordo due uomini è stata inseguita per chilometri lungo l'autostrada Salerno-Reggio Calabria e poi per le strade della città. L'auto, immatricolata ad Agrigento ed intestata ad un incensurato, è stata intercettata nel tratto che attraversa il comune di Sala Consilina, ed inseguita fino a Vietri sul Mare. I fuggiaschi hanno forzato due posti di blocco e sono usciti dall'autostrada abbandonando l'auto in un parcheggio per cercare rifugio nel porto commerciale.
Sull'Alfa Romeo 140 c'erano anche una donna ventenne, di origini slave, e due bambini di due e tre anni: sono nomadi, ma non parenti degli uomini che guidavano. In macchina, le forze dell'ordine hanno trovato alcuni orologi, qualche centinaia di euro e un documento di riconoscimento, che potrebbe essere di uno dei due uomini fermati, un giovane di 21 anni, già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio a Messina.
Bloccati i fuggiaschi. I fuggiaschi sono stati poi catturati nel porto commerciale di Salerno: erano nascosti tra i frangiflutti. Per scovarli, la polizia è stata costretta a chiudere lo scalo per tre ore, bloccare l'imbarco e lo sbarco di tutte le merci, e i traghetti di linea. Gli agenti hanno usato lacrimogeni e idranti.
Identificato il bandito ucciso. E' stato identificato il cadavere abbandonato sulla spiaggia del lungomare di Villafranca Tirrena: è di un pregiudicato slavo, Nicolic Boljan, nomade croato di 19 anni, residente alla periferia di Agrigento. Era stato ferito a morte dal Pancrazo Muscolino che aveva reagito all'assalto dei banditi. Il telefono cellulare del pregiudicato era intercettato da tempo. In base agli accertamenti svolti da polizia e carabinieri, è risultato attivo domenica notte proprio nella zona dove si trova la villa della famiglia Muscolino. Inoltre, la vittima aveva nelle suole terriccio che, secondo i rilievi dei carabinieri del Ris, proviene proprio dal parco della villa teatro della sparatoria. E' stato grazie all'identificazione del malvivente ucciso che gli inquirenti hanno indirizzato le indagini sulla pista slava. Sua, infatti, potrebbe essere la Fiat Bravo trovata completamente bruciata questa mattina sulla Catania-Sicurasa, nei pressi dello svincolo per Sortino.
Fermati a Firenze e in Sicilia. Altre cinque persone sono state fermate a Firenze dagli uomini della squadra mobile. Sono nomadi che nascondevano oggetti d'oro poi riconosciuti dalla moglie di Muscolino. Altri due giovani slavi sospettati di avere preso parte alla rapina, sono stati fermati a Messina su un traghetto che stava per salpare diretto in Calabria. Con i due malviventi fermati a Salerno, il numero totale dei fermati sale a nove. La polizia aveva ricevuto una segnalazione su varie macchine di slavi in fuga dalla Sicilia.
Il campo di Agrigento. Nel campo nomadi di contrada Gasena sono stati trovati quasi solo donne e bambini. Nella città siciliana, tre uomini sono stati arrestati per furto e ricettazione, ma non risultano coinvolti nella rapina di Taormina. In passato, nello stesso campo era stata sgominata una banda dedita a furti negli appartamenti. Il bottino era stato quantificato in cinquecentomila euro. Nella comunità vivono circa 160 persone, sembrano falliti tutti i tentativi di integrazione. I piccoli del campo vengono mandati in città a chiedere l'elemosina. Un paio di anni fa, un parroco regalò alla comunità un pony. Poteva essere un modo per racimolare qualche spicciolo facendo fare un giro ai bambini, sulla spiaggia. Poco tempo dopo, il parroco venne a sapere che il cavallo era stato mangiato.
Dimesso il figlio della vittima. Gaetano Muscolino, 18 anni, figlio del commerciante assassinato ieri, ha trascorso la notte in ospedale per la ferita al braccio provocata da un proiettile sparato dai rapinatori. Stamane il giovane è stato dimesso.
(13 settembre 2005)


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