Paolo di Lauro è stato arrestato nel suo covo segreto a pochi metri dalla locale stazione di polizia dopo una latitanza che è durata giusto qualche lustro e, secondo voci di popolo, dopo aver contrattato l'arresto per paura di essere fatto fuori dai nuovi boss di Scampia...
da il Mattino del 17 settembre 2005
La notizia dell’arresto del boss, tassello importante ma anche altamente simbolico nella lotta alla camorra, dà forza al patto per la sicurezza e unisce dell’ottimismo - senza diversità di pensiero - la Napoli che governa, amministra, fa politica. Antonio Bassolino, presidente della Regione, è tra i primi a congratularsi con i carabinieri. «Un ringraziamento al comandante provinciale dell'Arma, generale Giuliani» arriva dal sindaco Rosa Iervolino, che definisce la cattura di Di Lauro «un risultato importantissimo nell’azione di contrasto alla camorra e un’operazione che rende pienamente l’idea dell’energia con la quale, ad ogni livello, ci si adoperi per reagire e per sottrarre Napoli alla morsa della criminalità».
«Sul lungo periodo lo Stato è vincente - commenta Dino Di Palma, presidente della Provincia - la faida di Scampia ha provocato una grande reazione delle forze dell'ordine e dell'intelligence. Ancor più importante sarà mantenere alta l'attenzione quando i riflettori saranno spenti». Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale, si augura che questo «sia davvero il segno di una svolta. Ora bisogna lavorare per ridare speranza a tante famiglie oneste», «È questa la risposta - aggiunge Enrico Pennella, presidente del consiglio provinciale - a chi sostiene che Napoli e l’hinterland siano ostaggio della criminalità». «Lo Stato vince su ogni forma di devianza criminale e sociale - afferma Guglielmo Allodi, assessore provinciale alle risorse strategiche - questo arresto è il segnale inequivocabile dello sforzo che si sta compiendo per dare un futuro migliore a questa città». «Abbiamo assestato un colpo fortissimo alla camorra - commenta Antonio Martusciello, viceministro per i Beni e le attività culturali - è questo il segno della determinazione avuta dal governo, attraverso l’operato del ministero dell'Interno, delle forze dell’ordine e dell’intelligence». «Napoli non è un inferno da cui non si ritorna - interviene Maria Fortuna Incostante, segretario provinciale Ds - le forze sociali, economiche e civili della città devono rinsaldare e rimotivare un patto per lo sviluppo e la legalità». Per Italo Bocchino, leader della Cdl in consiglio regionale, «la cattura del capoclan è la dimostrazione che la macchina della sicurezza a Napoli sta funzionando al meglio. Merito al Ros dei Carabinieri, che ha saputo stringere le maglie attorno ad uno dei capi più temuti della camorra». «Questa brillante operazione - interviene il deputato Giuseppe Gambale, responsabile per la lotta alle mafie della Margherita - premia l’impegno dei carabinieri e la loro preziosa attività di intelligence». «Vivi complimenti al Ros e alla Procura» vengono espressi da Marcello Taglialatela (An), componente della Commissione Antimafia. «Con questa operazione - dichiara Giorgio Nugnes, capogruppo della Margherita al Comune - si segna un ulteriore passo avanti nella lotta alla criminalità in periferia».
Per capire chi è Paolo di Lauro: http://camorraecamorristi.napolionli...di%20lauro.htm




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