Offerta e traffico sono cresciute quasi di pari passo per Alitalia, rispettivamente dell’8,1% e del 7,1%: ed il suo load factor medio, 70,9%, risulta tra i più bassi tra quelli delle “grandi” compagnie mondiali. Sono i dati dell’OAG, così come vengono riportati dal CERTet, che ha elaborato uno studio sulla competitività del trasporto aereo. “La capacità lungo raggio di Alitalia ha subito una certa diminuzione tra il 2002 ed il 2003, risulta tuttavia in netto incremento nella prima metà del 2005”, spiega Oliviero Baccelli, vicedirettore CERTeT. La posizione di Alitalia non appare comunque tra le più solide nel panorama delle grandi, mondiali ed europee, così come dicono i dati OAG e Airline Business elaborati dal Centro: il vettore è 21° per fatturato 2004, pari a 5.068 mld, cifra tra l’altro in calo del 5,7%, come pure il margine netto, -11,9%. Anche in termini di market share in Italia e dall’Italia e verso l’Europa è quinta su un panel di sei vettori europei. Il CERTeT ha voluto misurare lo share di ciascuna compagnia nel proprio mercato nazionale: Air France è prima con il 58%, seguita dal 51% di Klm, dal 45% di Lufthansa, dal 41% di Iberia ed appunto dal 32% di Alitalia. Ultima è British Airways, con il 24%, ma quello britannico è uno dei mercati più affollati di vettori low cost.
In termini di traffico, e stavolta su scala mondiale, Alitalia è 25°. Ai primi posti ci sono, nell’ordine, American Airlines, United Airlines, Delta Airlines, Air France/Klm. Anche Iberia, salita al 20° posto, ha superato il nostro vettore, secondo la classifica stilata da Airline Business.
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