Un titolo del Corriere di oggi mi ha lasciato scioccato. "Le condizioni di Ruini". Ora, che il rappresentante di uno Stato Estero ponga al Governo di uno Stato sovrano delle "condizioni" su una legge che il Parlamento di quello Stato sovrano potrebbe emanare, che questo Ruini si permetta di porre condizioni mi sembra indegno, oltraggioso, e ancor più indecente che chiunque nel Governo o Parlamento tolleri questa ennesima ingerenza.A prescindere dall'argomento, i pacs, e il riconoscimento delle unioni fra omosessuali: è qui in gioco la stessa sovranità dello Stato Italiano nei confronti del Vaticano. Cosa succederebbe se venisse l'ambasciatore britannico o russo a dirci come dobbiamo legiuferare? O, per rispettare le proporzioni, l'ambasciatore della Repubbliuca di san Marino?


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