Il prof. Franco Damiani, sul forum TC, sale in cattedra di liturgia: <<...il "perfidi giudei" non è affatto sparito dalla liturgia del Venerdì Santo, come Quaglia potrà facilmente verificare assistendo in quel giorno alla Messa celebrata a Verona in Santa Toscana, con il permesso del suo vescovo>> (fonte: http://www.politicaonline.net/forum/...16#post2459816).
Caro Franco, tu m'insegni che il Vescovo cattolico (il vescovo scismatico belga che periodicamente si reca a Verrua Savoia può fare ciò che vuole, tanto lui ha rifiutato la gerarchia cattolica e la comunione con la Sede Apostolica), può autorizzare esclusivamente la celebrazione secondo il Missale Romanum del 1962, secondo quanto prescritto dall'indulto del 1984 del Santo Padre Giovanni Paolo II. Tu sai bene che quel messale ( che accoglie il Novus Ordo Hebdomadae Sanctae di Pio XII), promulgato dal Santo Padre Giovanni XXIII, nella liturgia del venerdi santo dice: "Oremus et pro judaeis". Che poi un sacerdote, in guisa estemporanea, tradisca il suo Vescovo e aggiunga a voce, di sua iniziativa, un perfidis che non esiste, è un'altra minestra. Ti prego di controllare a pag. 149 de "La Settimana Santa", edizione latino-italiana con canto gregoriano curata dai Benedettini di San Giorgio a Venezia sull'edizione di Solesmes, edita da Desclée nel 1960 (l'imprimatur è del 1959), oggi ristampato e diffuso dalla Fraternità di San Pio X e noterai che hai torto.
Cordialmente,
Raimondo


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