Dall'Unione Sarda di oggi 23 settembre 2005 pagina 33
Secondo ritrovamento in 4 giorni
Missile in riva al mare:
paura a Cala d’Ostia
Il secondo ordigno in pochi
giorni. Ancora volta
abbandonato in riva al
mare. A poca distanza
dal campeggio comunale
frequentato dagli ultimi
turisti. Ed è stato
proprio uno di loro, uno
spagnolo, tra l’altro ex
uciale di artiglieria, a
scoprire la “bomba”
mentre passeggiava in
spiaggia, lungo il litorale
di Cala d’Ostia.
Un metro e venti di
lunghezza, centimetro
più, centimetro meno.
Ad esaminarlo sono stati
ieri sera gli articieri
dell’Arma arrivati da
Cagliari con i colleghi
della stazione di Santa
Margherita. Ma l’oscurità
e il sopraggiungere
della notte ha di fatto
impedito qualsiasi operazione
tecnica per rendere
innocuo, disinnescare
il missile. Si interverrà
stamani con le prime
luci dell’alba, mentre
per tutta la notte a
pattugliare la zona sono
stati, con i carabinieri,
anche i vigili urbani di
Pula.
E intanto a Pula adesso
cresce la paura, la
preoccupazione per il ripetersi
dei rinvenimenti
di ordigni. Il secondo a
distanza di appena quattro
giorni lungo la costa
pulese. L’altro missile,
un “proietto d’artiglieria”
di soli trentacinque
centimetri, era stato addirittura
trovato sulle
banchine del porticciolo
turistico di Cala Verde
dal responsabile dell’approdo.
Quest’altro, di
maggiori dimensioni, è
invece poggiato sulla
battigia.
Del ritrovamento è
stato informato anche il
sindaco di Pula Walter
Cabasino che ha ascoltato
il racconto dell’ex
militare spagnolo.
La domanda è adesso
una sola. E Pula pretende
di avere chiarezza su
questi strani quanto allarmanti
ritrovamenti.
E chiede maggiori controlli
da parte delle forze
dell’ordine per scoprire
i responsabili, per
individuare chi, in ben
due occasioni, ha abbandonato
gli ordigni.
Sono stati raccolti in
mare aperto con le reti
da pesca e poi qualcuno
se n’è disfatto in fretta e
furia? E ancora, dove
sono stati “pescati”?
Sono stati persi durante
le esercitazioni militari?
Quesiti aperti. Che devono
poter ottenere risposte
certe. (a. pi.)




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