23 Settembre 2005
Finito l’effetto Ricucci
Rcs crolla in Borsa
Rcs affonda a Piazza Affari. Dopo un avvio all’insegna dell’instabilità, le azioni dell’azienda editoriale hanno imboccato la strada del ribasso, e il titolo ha chiuso con una flessione del 3,75%.
A pesare sulla società che controlla il Corriere della Sera sono le voci secondo cui il sistema bancario sta facendo pressing su Stefano Ricucci per il reintegro delle garanzie. Alcune banche, infatti, tra cui Deutsche bank, Banca Intermobiliare e Bpi, a fronte dei finanziamenti concessi, hanno in pegno quasi l’intera quota Rcs in mano a Ricucci (pari al 20,9%). C’è il rischio, quindi, che da un momento all’altro si possano riversare sul mercato migliaia di azioni Rcs. O perchè vendute da Ricucci (tramite il suo advisor Ubaldo Livolsi) per rientrare dai debiti, o perchè cedute dalle banche che ne sono venute in possesso.
Tra l’altro, il gruppo cui l’immobiliarista pensava di passare le consegne in Rcs, ovvero Lagardere, ha preso le distanze. Dal quartier generale del gruppo francese è stato ribadito che non c’è interesse ad acquistare la quota. E ha pure gelato le attese speculative sul lancio di un’opa visto che ha sottolineato che non c’è «alcuna intenzione di lanciare un’offerta ostile». Pesa anche l’interdizione di Ricucci da tutte le sue cariche e la sua iscrizione nel registro degli indagati con l’ipotesi di aggiotaggio nell’ambito dell’indagine sulla scalata Rcs.
Morale: gli investitori, nel timore che i titoli di Ricucci alla fine siano riversati sul mercato, hanno iniziato a vendere le Rcs.
Se il biscione mangia il leone
Ricucci apre la strada, poi arriverà uno con soldi e strategia.
La profezia di Ubaldo Livolsi, uomo di Silvio
di Gianni Barbacetto
(qui)




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