Le mani sulla storia: l’archivio storico della Presidenza del Consiglio sarà separato da quello centrale.
L’archivio storico della Presidenza del Consiglio sarà separato da quello centrale con un decreto.
Sarà Rocco Buttiglione ad occuparsi della cosa. Ernesto Galli della Loggia ha parlato di “frantumazione della memoria del Paese. Sorta di feudalizzazione della storia."
Lo stesso Buttiglione è perplesso: “ La Presidenza del Consiglio non lo fa certo per nascondere e occultare materiali, come qualcuno potrebbe sospettare. Ma per comodità di consultazione e archiviazione.”
Senza volerlo Rocco centra subito il punto. Noi che siamo permalosi c’eravamo già arrivati. Perché Silvio si fa il suo Archivio di Stato?
Semplice: Silvio prevede una débâcle alle prossime elezioni e c’è il pericolo che, se la nave affonda, lui potrebbe trovarsi senza carica istituzionale e in mezzo ad una resa di conti.
Lui sa come vanno le cose in Italia. Oggi sei un Dio per gli Italiani. Ma in 24 ore, in questo paese, si sono svolti cambiamenti epocali.
Mussolini aveva il 98% del consenso. In pochi mesi divenne un dittatore e finì appeso al traliccio di una pompa di benzina, fra pernacchie e scaracchi. Ci vollero 20 anni perché gli Italiani capissero.
Poi ci fu la DC. Andreotti e Forlani, miti del partito. Finirono rispettivamente, nel giro di pochi mesi, indagati per collusione con la mafia e per corruzione. Il primo salvo per la prescrizione, anche se il verdetto è colpevolista, il secondo passato in giudicato è ai servizi sociali. Il suo portaborse, Pierferdinando Casini, è la terza carica istituzionale dello Stato… Ci vollero 40 anni perché gli Italiani capissero.
Poi fu la volta di Bettino Craxi. Uomo forte, politico ideale, corte e cortigiani. Un mito tutto italiano. Nel giro di pochi mesi divenne “Il Cinghialone” di Feltriana memoria, il corrotto, tanto da essere coperto di monetine ed insulti.
Processato e passato in giudicato, riparò ad Hammamet. In esilio diceva lui. In contumace diceva la legge. Morì abbandonato dagli amici, con un partito polverizzato e uno strascico di polemiche non ancora sopite. Ci vollero 20 anni di Centrosinistra per capire.
Silvio è al suo 12 anno. E sente il mare mosso e la nave che cigola. Sa che non appena sarà affondato comincerà la revisione storica anche per lui.
Leggi ad personam, decreti risibili per interessi personali (digitale, Rete4, Poste-Mediolanum, Poste-libri di testo, Software decoder digitale, concorsi accelerati per assegnazioni). Prima o poi la verità viene sempre a galla. E servirà consultare minuziosamente l’Archivio storico della sua Presidenza.
Consultabile da tutti, su tutto. Chi gestisce la memoria storica può omettere, cambiare, revisionare, dimenticare di trascrivere, porre omissis, imboscare, eludere.
Rocco Buttiglione resta perplesso. Ma lui è un grande piroettatore della politica capace di iperbolici salti mortali con avvitamento. Ha già fatto sapere che sarebbe opportuno accorpare invece di sezionare…. Ma continua il suo lavoro.
Farà il lavoro sporco, ma con il giubbotto di salvataggio già indosso. Dalle sue affermazioni si capisce che sta già ingrassando le funi per far scendere le scialuppe di salvataggio dalla nave che potrebbe affondare. Come molti altri nel suo partito, come stanno facendo Pannella, Sgarbi e De Michelis.
A Silvio mancano i sette anni di Presidenza della Repubblica se non vincerà le elezioni.
Sette anni di blindatura dalle sue magagne giudiziarie. Quelle delle Toghe rosse per intenderci. Passati otto anni poi saranno 20. La media giusta per terminare in bruttezza.
Come sempre. Come tutti, in Italia.
Fabio Greggio




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