Ospite d'onore?....In Origine Postato da Malik
Devo andare alla Sagra dell'Oca.
A presto.
Ciao![]()


Ospite d'onore?....In Origine Postato da Malik
Devo andare alla Sagra dell'Oca.
A presto.
Ciao![]()


ok, ma badate e' solo una mia impressione... quasi quasi e' meglio che ve lo dico in pvt perche' dovrei dire cose non proprio edificanti. Basti sapere che Prodi la seduta con ogni probabilita' non l'ha mai fatta. Anzi l'informazione che aveva avuto sapeva essere molto scottante. Sapeva anche di mettersi in ridicolo dicendo una cosa simile, ma non poteva dire chi glielo aveva detto, lui stesso non era certo della bonta' della fonte. Vorrei poter essere piu' chiaro ma e' meglio che mi fermi qui... fate conto come se mi stessi inventando tutto che e' meglio (mi sa che lo stesso ragionamento lo fece anche Prodi all'epoca...)In Origine Postato da Malik
Vorrei capire il boomerang nel 3d di occultis.
Este aspetto di capire.
Boja vuoi venire?![]()
PS una cosa e' certa Prodi voleva salvare Moro, qualcun'altro NO


Direi che non inventi nulla e non dici molto di nuovo. Che la faccenda della seduta fosse una balla si è sempre detto. Il problema era che intorno al rapimento si muoveva di tutto, compresi servizi di sicurezza USA. Lo stesso Craxi fece capire che molto poco di quanto si sapeva poteva essere detto. La sparizione successiva di documenti e lettere lo conferma. Probabilmente Moro non fu salvato perché doveva morire per chiudere la strada all'ingresso del PCI in un governo di unità nazionale. Chiunque, in quel clima, avesse notizie che potevano portare alla sua liberazione rischiava altrettanto. l'escamotage della seduta spiritica era l'unico che permettesse di dire qualcosa senza esporsi troppo.In Origine Postato da estewald
ok, ma badate e' solo una mia impressione... quasi quasi e' meglio che ve lo dico in pvt perche' dovrei dire cose non proprio edificanti. Basti sapere che Prodi la seduta con ogni probabilita' non l'ha mai fatta. Anzi l'informazione che aveva avuto sapeva essere molto scottante. Sapeva anche di mettersi in ridicolo dicendo una cosa simile, ma non poteva dire chi glielo aveva detto, lui stesso non era certo della bonta' della fonte. Vorrei poter essere piu' chiaro ma e' meglio che mi fermi qui... fate conto come se mi stessi inventando tutto che e' meglio (mi sa che lo stesso ragionamento lo fece anche Prodi all'epoca...)
PS una cosa e' certa Prodi voleva salvare Moro, qualcun'altro NO


Vai , vai che c'e' il De Ghislanzoni Cardoli che ti aspetta!In Origine Postato da Malik
Devo andare alla Sagra dell'Oca.
A presto.
Ciao
Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!
DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!


be l'hai detto tu... cmq gli usa mi sa che c'entrano molto e Prodi ha rischiato. Mi meraviglio che pochi mesi dopo l'abbiano fatto ministro dell'industria, Andreotti poi... che era quello che piu' rischiava di veder fallire il suo piano... forse perche' i potenziali nemici cerchi di tenerli vicini, ma e' solo un banale sospetto... certo era molto ben voluto da Andreatta, ma col gobbo non c'erano mai stati rapporti idilliaci, strano che proprio uno distante come lui l'abbia tirato dentro...In Origine Postato da Nelson
Direi che non inventi nulla e non dici molto di nuovo. Che la faccenda della seduta fosse una balla si è sempre detto. Il problema era che intorno al rapimento si muoveva di tutto, compresi servizi di sicurezza USA. Lo stesso Craxi fece capire che molto poco di quanto si sapeva poteva essere detto. La sparizione successiva di documenti e lettere lo conferma. Probabilmente Moro non fu salvato perché doveva morire per chiudere la strada all'ingresso del PCI in un governo di unità nazionale. Chiunque, in quel clima, avesse notizie che potevano portare alla sua liberazione rischiava altrettanto. l'escamotage della seduta spiritica era l'unico che permettesse di dire qualcosa senza esporsi troppo.


Con la seduta spiritica venne mascherato verosimilmente una informazione che qualcuno dei partecipanti (tra di essi c'era pure Mario Baldassari) a tale seduta raccolse in ambienti vicini ad Autonomia Operaia che gravitavano intorno all'Universita' di Bologna.
Anche se in anni recenti, il giudice Mastelloni ha ipotizzato qualcosa di ben diverso, ossia che a parlare di via Gradoli ai professori bolognesi sia stato Giorgio Conforto, il "leggendario" agente DARIO, colui che e' stato il principale uomo del KGB nel territorio italiano dal dopoguerra ad oggi, nonche' elemento che teneva i contatti, per conto di Mosca, anche coi servizi occidentali.
Sua figlia Giuliana era infatti stretta conoscente di Luciana Bozzi, esponente di PotOp e prima proprietaria del covo di via Gradoli......
E' questo l'idolo no global????
E il fatto che Prodi (e Baldassarri)In Origine Postato da Michele S-
Con la seduta spiritica venne mascherato verosimilmente una informazione che qualcuno dei partecipanti (tra di essi c'era pure Mario Baldassari) a tale seduta raccolse in ambienti vicini ad Autonomia Operaia che gravitavano intorno all'Universita' di Bologna.
Anche se in anni recenti, il giudice Mastelloni ha ipotizzato qualcosa di ben diverso, ossia che a parlare di via Gradoli ai professori bolognesi sia stato Giorgio Conforto, il "leggendario" agente DARIO, colui che e' stato il principale uomo del KGB nel territorio italiano dal dopoguerra ad oggi, nonche' elemento che teneva i contatti, per conto di Mosca, anche coi servizi occidentali.
Sua figlia Giuliana era infatti stretta conoscente di Luciana Bozzi, esponente di PotOp e prima proprietaria del covo di via Gradoli......
l'abbiano saputo dalla figlia di Giorgio Conforto cosa cambia?
Che Prodi e Baldassarri erano del KGB anche loro?![]()


Si dice, invece, che diversi appartamenti dello stesso stabile di Via Gradoli (compreso QUEL appartamento?) fossero nelle propietà dei servizi segreti: sedi di più di una delle tante società di copertura.In Origine Postato da Michele S-
Con la seduta spiritica venne mascherato verosimilmente una informazione che qualcuno dei partecipanti (tra di essi c'era pure Mario Baldassari) a tale seduta raccolse in ambienti vicini ad Autonomia Operaia che gravitavano intorno all'Universita' di Bologna.
Anche se in anni recenti, il giudice Mastelloni ha ipotizzato qualcosa di ben diverso, ossia che a parlare di via Gradoli ai professori bolognesi sia stato Giorgio Conforto, il "leggendario" agente DARIO, colui che e' stato il principale uomo del KGB nel territorio italiano dal dopoguerra ad oggi, nonche' elemento che teneva i contatti, per conto di Mosca, anche coi servizi occidentali.
Sua figlia Giuliana era infatti stretta conoscente di Luciana Bozzi, esponente di PotOp e prima proprietaria del covo di via Gradoli......
Non lo trovi..."strano"?


In Origine Postato da MrBojangles
Si dice, invece, che diversi appartamenti dello stesso stabile di Via Gradoli (compreso QUEL appartamento?) fossero nelle propietà dei servizi segreti: sedi di più di una delle tante società di copertura.
Non lo trovi..."strano"?
Si dice che tali palle da almeno 7 anni sono state riconosciute come tali anche da colui che le aveva tirate fuori (Sergio Flamigni).........![]()
![]()
L'unico elemento che avvalorava ipotesi di tale tipo era che nel 1982 il prefetto Parisi acquisto' un appartamento in via Gradoli.
Da qui nacquero le piu' sfrenate dietrologie sulla immobiliare Fidrev (la societa' proprietaria di gran parte della case di via Gradoli) e di cui Flamigni ritenne di aver individuato grazie a ricerche catastali un collegamento col Sisde.
Che pero' mai e' esistito, come lo stesso Flamigni ha riconosciuto.
Ah, peraltro tali dietrologie finirono col lambire nuovamente Prodi, dato che uno gli avvocati della suddetta Fidrev era Mario Palandri, all'epoca difensore pure di Prodi.......
Da qui nuovi sospetti su chi avesse "spifferato" il nome di Gradoli nella seduta spiritica in questione ecc. ecc. ecc.
A scanso di equivoci, per quanto io sia ben lungi dal voler difendere Prodi, e' bene chiarire che si tratta di sciocchezze.......
E' questo l'idolo no global????


Sempre sveglio eh Damps?In Origine Postato da proteus
E il fatto che Prodi (e Baldassarri)
l'abbiano saputo dalla figlia di Giorgio Conforto cosa cambia?
Che Prodi e Baldassarri erano del KGB anche loro?![]()
![]()
Non fu la figlia ma il padre (almeno secondo Mastelloni).
Mastelloni ipotizza che con tale atteggiamento "collaborativo", Conforto volesse alleggerire una eventuale posizione processuale di sua figlia.
Sospetto questo che venne avvalorato dal fatto che fu proprio Conforto a denunciare che i due brigatisti "dissidenti" Morucci e Faranda si erano nascosti in casa di sua figlia Giuliana (dove infatti vennero arrestati).
Ed e' francamente curioso che nonostante Giuliana Conforto conoscesse il covo di via Gradoli ed avesse poi dato ospitalita' a due brigatisti latitanti (che nascosero nella sua casa anche la Skorpion che uccise Moro), di fatto non sia mai stata rinviata a giudizio.
Anche in questo caso pero', e' bene chiarire che quelle di Mastelloni sono SOLO ipotesi e non certezze.......
Per maggiori informazioni........ ecco qua le parole di Mastelloni
19 gennaio 2005 - MORO, LO SPIRITO DI PRODI ERA UNA SPIA DEL KGB ?
Moro, lo spirito di Prodi era una spia del Kgb
La relazione del giudice Mastelloni:"Conforto, 007 al soldo di Mosca, dietro il nome di Gradoli"
Per il Pm potrebbe essere lui il suggeritore della seduta spiritica
L'agente segreto fu insignito con la Croce rossa del Cremlino
Claudia Passa
da Roma
Lo spiritello di Romano Prodi era una spia del Kgb? Parrebbe proprio di sì. Giorgio Conforto, talpa di Mosca, sarebbe la misteriosa fonte che in pieno sequestro Moro avrebbe suggerito l'indicazione di "Gradoli" per rintracciare la "prigione del popolo" in cui le Br tenevano prigioniero il presidente De. Potrebbe esserci, infatti, lui dietro l'improbabile seduta spiritica a cui partecipò il Professore. Lui dietro la "soffiata" a 48 ore dall'agguato in via Fani allorché la polizia bussò proprio a quella porta di via Gradoli 96/11 senza insistere più di tanto. La "verità" su Moro, il Kgb e i covi del partito armato con annessi spiritelli improbabili, ce la racconta in una relazione il giudice Carlo
Mastelloni, consulente della commissione Mitrokhin.
Per far quadrare il suo ragionamento, Mastelloni parte dal capo-rete dei servizi segreti
sovietici in Italia, padre di Giuliana, nella cui abitazione di viale Giulio Cesare a Roma vennero arrestati i brigatisti del sequestro, Valerio Morucci e Adriana Faranda, trovati in possesso del mitra che uccise Moro. La spia Giorgio Conforto, unico italiano insignito a Mosca con la stella rossa al valore, nome in codice "Bario" (scheda 142 del rapporto Impedian) si trovava nell'abitazione della figlia al momento del blitz delle forze dell'ordine. "Una presenza singolare", per Cossiga che ha attribuito proprio a Conforto ("con una telefonata all'ex capo della polizia Masone") la paternità della "soffiata" per prendere i due "trattativisti" delle Br.
Per arrivare al bluff del "pendolino" o della "soffiata", Mastelloni sviluppa il pensiero di
Cossiga soffermandosi sui misteri dell'appartamento-covo alla cui porta la polizia bussò
per la prima volta il 18 marzo 1978. Il successivo accostamento al nome "Gradoli" - continua Mastelloni - si ha "con l'infinito affaire del pendolino del 2 aprile che potrebbe costituire una seconda notizia sul covo". Il riferimento del giudice va ovviamente alla discussa seduta spiritica a Zappolino di Bologna del 2 aprile 1978 alla quale parteciparono Romano Prodi e altri professori universitari che avrebbero deciso di evocare gli spiriti di Don Sturzo e Giorgio La Pira per scovare la prigione del leader Dc. Le ricerche poi puntarono sul paesino di "Gradoli", nella Tuscia, anziché in "via Gradoli" a Roma dove qualche giorno dopo i pompieri, per una "provvida" infiltrazione d'acqua, scoprirono il covo Br. Quante stranezze. Prima la "soffiata" alla polizia che bussa alla porta giusta e se ne va perché nessuno apre. Poi la strampalata storia della seduta spiritica, col piattino che, lettera dopo lettera, rimbalza e scrive "G-r-a-d-o-l-i". Poi la doccia lasciata
incredibilmente aperta da impeccabili terroristi. Che c'è dietro? Per Mastelloni c'è lo zampino dell'"agente Dario" e la coincidenza che vede la figlia Giuliana (quella che ospitava i brigatisti del sequestro nel suo appartamento) figurare in rapporti con tal Luciana Bozzi, proprietaria assieme al marito, Giancarlo Ferrero, di un altro appartamento frequentato da terroristi rossi: il covo di via Gradoli. In un vecchio fascicolo Mastelloni ha rintracciato questo appunto confidenziale di un tenente dei carabinieri: "Un amico mi ha riferito che Giuliana Conforto, quando lavorava al Cnen, si faceva accompagnare in via Gradoli dove aveva un appartamento con il marito ingegnere del Cnen". Appartamento in via Gradoli? Secondo Mastelloni "è logicamente pressoché inequivocabile che si tratti proprio della casa della Bozzi", ovvero del covo-Br. Anche la nota dell'allora vice-questore Ansoino Andreassi porta acqua al mulino di Mastelloni: da più "fonti confidenziali" - è scritto - "si è appreso che la Bozzi (mai inquisita, ndr) conoscerebbe molto bene la Conforto, con cui aveva frequentato nel '69 il centro ricerche nucleari della Casaccia". Per la cronaca, entrambe erano in contatto con Franco Piperno, leader di Potere Operaio. A proposito dell'appartamento di via Gradoli, affittato al sedicente "ingegner Borghi" (alias Mario Moretti, capo Br) il giudice specifica che "l'unica persona che poteva arrivare alla Bozzi per l'affitto della casa a Moretti, o a Morucci, quindi alle Br, era Giuliana Conforto".
A questo punto il mistero resta quello di chi a più riprese e in circostanze mai chiarite segnalò il nome di Gradoli. "Chi aveva abitato - si domanda Mastelloni - quella casa prima del signor Borghi? E chi può aver fornito la prima informazione subito dopo il sequestro? Giorgio Conforto? Rivelatosi informatore provvidenziale nel maggio 79 (per l'arresto di Morucci e Faranda, ndr), potrebbe essere stato l'autore ignoto dell'ulteriore pregressa segnalazione nella sua qualità di diligente quanto esperto funzionario del Kgb indirizzandola verso il percorso di rito che terminava al Ministero dell'Interno". E ancora."Se per gli elementi romani di PotOp non ci voleva un grande sforzo per conoscere il covo di via Gradoli, non molto di più ci voleva da parte di un ottimo agente segreto a quelli collegato".L'ipotesi è giudicata "plausibile"; e altrettanto plausibile - secondo la Commissione d'inchiesta - che le diverse indicazioni sul covo Br siano provenute da una stessa fonte, ovvero Conforto. Una "fonte" che andava assolutamente coperta,1 anche al costo di "pagare un prezzo altissimo in termini di immagine", una fonte da coprire con una seduta spiritica?
E' questo l'idolo no global????