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Risultati da 1 a 10 di 54
  1. #1
    destracristiana
    Ospite

    Predefinito Prodi ha già fatto vedere ciò di cui è capace...

    21 aprile 1996: l'Ulivo vince le elezioni, grazie al patto di desistenza con Rifondazione comunista. Maggioranza autosufficiente al Senato, mentre alla Camera i voti di Rifondazione sono determinanti.

    16 maggio: Scalfaro dà l'incarico a Prodi che il giorno dopo ha già pronto il governo, che giura il 18. Il 24 maggio ottiene la fiducia al Senato e il 31 alla Camera.

    19 giugno: varata la prima manovra correttiva dei conti pubblici per 16 mila miliardi.

    24 settembre: governo e parti sociali raggiungono un accordo sul piano per l'occupazione.

    27 settembre: varata una finanziaria per 62.500 miliardi.

    14 novembre: si dimette Di Pietro, ministro dei lavori pubblici.

    30 dicembre: "decretone" di fine anno con misure fiscali per oltre 4.300 miliardi di lire (eurotassa).

    27 marzo: approvata manovra correttiva di 15.500 miliardi.

    9 aprile: prima grande crisi con Rifondazione. La missione Alba in Albania è approvata con i voti del Polo. Nei giorni successivi Rifondazione torna a votare la fiducia al governo.

    28 settembre: finanziaria da 25.000 miliardi.

    9 ottobre: seconda crisi. Rifondazione annuncia voto contrario alla finanziaria. Prodi si dimette. Il giorno dopo Bertinotti si dice pronto a un nuovo accordo, che comprende le 35 ore.

    Il 14 il governo è rinviato alle Camere e il 16 ottiene la fiducia.

    1 novembre: intesa governo-sindacati sulle pensioni.

    24 marzo: il governo approva il disegno di legge sulle 35 ore.

    25 marzo: Italia ammessa nel gruppo iniziale dell'Euro.

    2 aprile: respinte le mozioni di sfiducia al ministro dei Trasporti Claudio Burlando.

    17 aprile: il Consiglio dei ministri approva il Documento di programmazione economica e finanziaria.

    20 aprile: respinte le dimissioni del ministro della Giustizia Flick dopo le fughe di Gelli e Cuntrera.

    21 luglio: il Senato vota la fiducia per la verifica di governo. Il 22 fiducia anche alla Camera.

    25 settembre: il governo approva una Finanziaria da 14.700 miliardi.

    4 ottobre: il Comitato politico di Rifondazione comunista decide il voto contro la Finanziaria.

    Nei giorni successivi scissione della corrente di Cossutta, che voterà a favore.

    25 settembre: il Consiglio dei ministri vara la Finanziaria '99, da 14.700 miliardi dopo aver aggiunto in extremis 1.200 miliardi da
    destinare alle fasce sociali più deboli. Prodi sottolinea che la finanziaria "viene incontro a esigenze e richieste del Prc".

    1 ottobre: Per Bertinotti la Finanziaria "non è emendabile" e il governo può solo "ritirarla". Cossutta esprime sconcerto per la "determinazione ad arrivare alla rottura".

    4 ottobre: al Comitato politico nazionale di Rifondazione comunista vince la linea del segretario, con il voto determinante della
    minoranza trotzkista di Maitan.

    5 ottobre: Prodi va al Quirinale per riferire a Scalfaro. Cossutta si dimette da presidente del partito. Cossiga annuncia che l' Udr non voterà la fiducia al governo, ma nella maggioranza è aperto il dibattito sul rapporto con l Udr. D'Alema smentisce le voci di una sua volontà di sostituire Prodi.

    6 ottobre: l' assemblea dei gruppi parlamentari del Prc approva, con 29 voti contro 16, il documento presentato dal capogruppo alla
    Camera Diliberto con cui si dà mandato di votare no al governo e alla Finanziaria. Il documento contiene però una forte critica alla linea del segretario aprendo la strada alla scissione.

    7 ottobre: Prodi riferisce alla Camera gli ultimi sviluppi della crisi. Per il Prc parla Diliberto che annuncia la decisione del
    partito, ma esprime il disagio suo e di altri colleghi di partito. Nel pomeriggio riunione di quadri del Prc, con Cossutta e Diliberto, che avvia di fatto il processo della scissione che dovrebbe portare alla nascita di un altro partito comunista.

    8 ottobre: la replica di Prodi alla Camera è prudente, soprattutto sul problema dei raid Nato nel Kosovo, che può essere un punto di rottura con Cossutta. Tutti gli schieramenti fanno appello ai propri deputati per la presenza in aula, perchè la fiducia è legata a pochi voti.

    Dai Ds ai Popolari, dai Verdi a i "cossuttiani" c'è grande amarezza per l'esito del voto alla Camera. Ma nelle riflessioni di quasi tutti i leader della maggioranza viene espresso forte disappunto per la decisione di Bertinotti di non votare la finanziaria. Comincia D'Alema, segretario ds, secondo il quale "non si può certo escludere che la via d'uscita possano essere le elezioni. In queto momento credo che nulla possa essere escluso".

    Bertinotti, aggiunge D'Alema, ha compiuto un "errore drammatico". "Credo che chi abbia visto alla televisione le immagini dei parlamentari del Polo festanti intorno a Berlusconi e Fini difficilmente le dimenticherà - ha detto - E credo che per Bertinotti non sarà facile quello che lo attende. Quindi - insiste il leader ds - l'errore drammatico l'ha compiuto quel pezzo della sinistra che si è sottratto alla responsabilità del governo del Paese e che ha restituito alla destra la parola e il motivo per festeggiare. Perchè loro, da soli, non avrebbero mai potuto riconquistarlo".

    E contro il segretario di Rifondazione, che ha votato "no" all'esecutivo, è sceso in campo anche Marini, leader popolare. Scosta brusco i cronisti, lasciando l'aula di Montecitorio dopo la bocciatura del governo, e dice: "Avete visto tutti quello che è successo: siamo andati sotto per un voto solo". "Siamo andati sotto per il voto di un traditore" aggiunge Mattarella.

    "Al Capo dello Stato proporremo di valutare la possibilità di affidare l'incarico a chi è in grado, all'interno del centrosinistra, di portare all'approvazione della legge finanziaria e di gestire la fase successiva e le importanti scadenze istituzionali previste", ha invece dichiarato il senatore Luigi Manconi, portavoce nazionale dei verdi, che ha anche proposto alle altre forze dell'Ulivo di incontrarsi "in tempi strettissimi" per affronatre la nuova situazione e "non dissipare quell'unità del centrosinistra che tuttora resta preziosa".

    9 ottobre Armando Cossutta propone un nuovo incarico al presidente dimissionario Romano Prodi limitato all'approvazione della Finanziaria. Il leader dei deputati moderati di Rifondazione, che oggi, contro le indicazioni del partito, ha votato a favore del governo, ha detto che Prodi dovrebbe impegnarsi a dimettersi subito dopo l'approvazione della finanziaria. Successivamente, essendo in pieno semestre bianco, il presidente della Repubblica potrebbe "adottare misure straordinarie di carattere politico istituzionale", ha aggiunto. Cossutta non ha voluto rispondere alla domanda se intendesse riferirsi alla possibilità di dimissioni anticipate di Scalfaro per poter andare alle elezioni dopo la nomina di un nuovo presidente da parte di questo Parlamento

    tratto dal sito www.Repubblica.it7 OTTOBRE

  2. #2
    Lampo
    Ospite

    Predefinito

    Prodi ha governato bene l'Europa....

  3. #3
    destracristiana
    Ospite

    Predefinito

    BENISSIMO......ancora piangono...






    by Rory Watson and Anthony Browne



    AFTER five years at the helm of the European Commission, Romano Prodi bade farewell yesterday. He talked up his achievements, but critics declared him the “worst president in the history of the EU”.
    The former Italian Prime Minister, who chairs his final commission meeting today and officially stands down at the end of the week, held a cocktail party for journalists and told them: “These have been important years for me. They were difficult at the beginning, but I gained more satisfaction as the years went by. We had a strong policy from the beginning. I leave this heritage to my successor.”

    Speaking in the reopened commission HQ, the Berlaymont, which took 12 years to refurbish, he said: “We had to deal with important challenges such as enlargement and the constitution, and we reformed the Commission internally.”
    The expansion of the European Union to embrace much of Eastern Europe on May 1 this year is widely seen as a huge success. It entrenched democracy and free markets in eight unstable former communist states, and peacefully reunited the Continent after the divisions of the Cold War.
    The simultaneous launch of the European single currency in one day across twelve countries in January 2002 — the largest logistical exercise since the Second World War — is also seen as a triumph.

    Under Signor Prodi, the Commission also paved the way for Turkey to start negotiations to join the EU, prodding the country into human rights and democratic reforms.

    But Signor Prodi, a former economics professor, was frank about his main failure — the inability to reform the rigid and stagnant economies of the EU. The so-called Lisbon agenda, aimed at closing the productivity gap with the US and making the EU the most competitive economy in the world, was “a big failure”, he said.

    EU analysts insist that his failings go further. Charles Grant, the europhile director of the Centre for European Reform think-tank, said: “He has been the most unsuccessful president in the history of the EU. He’s failed to co-ordinate the work of his commissioners as a team. As a former prime minister, he was too grand to get into the nitty-gritty of dossiers, and sailed over the surface.”

    Graham Mather, president of the right-leaning European Policy Forum, said: “He’s shown no understanding of the market-opening and foreign policy agenda. He’s shown no intellectual leadership, and has been prone to many gaffes.”

    The process of EU enlargement, and preparations for the euro, were begun well before Signor Prodi came to power.

    It was on his watch that the Growth and Stability Pact — the treaty that upheld the euro — collapsed as France and Germany failed to curb huge budget deficits. Many of his individual commissioners are widely judged to have been excellent. They include Chris Patten in external affairs, Günter Verheugen in enlargement, and Mario Monti in competition. But many of the Commission’s successes are attributed to them rather than their boss.

    Signor Prodi was appointed President when the Commission of Jacques Santer resigned en masse after a corruption scandal.
    He came to power saying that his priority was to purge the EU’s institutions of fraud, but last year it emerged that millions of euros had vanished without trace into secret bank accounts opened by the officials of Eurostat, the EU’s statistical agency.

    The other main count against Signor Prodi is the haemorrhaging in public support for the EU. The Commission’s surveys record Euroscepticism across the Union. The turnout at the European elections last June was a record low, with fewer than one in two voters bothering to go to the polls.

    Nor is there any longer a “big project” to drive the EU forward. “The EU is perceived to be in a pretty ghastly state. The Commission has lost its sense of purpose,” Mr Grant said.

    Signor Prodi is particularly proud of having seen through the negotiations that led to the EU’s first constitution. agreed by member states in July. On Friday, Signor Prodi’s last day in office, it will be signed by 28 heads of state in Rome. However, it has prompted referendums on the constitution in 11 countries, some of which could deliver a “no” vote, sparking a Continent-wide political crisis.

    Tomorrow, the European Parliament will vote whether to approve the new Commission, and most of the main political groups are insisting that they will not. If Signor Prodi’s successor, José Manuel Durão Barroso, the former Portuguese Prime Minister, fails the vote, he will not be able to take office next week and Signor Prodi will have to stay on as President of a “caretaker Commission”.

    Signor Prodi, who hopes to return soon to Italian politics, said: “I really hope that will not be the case.” He is not alone.

  4. #4
    Lampo
    Ospite

    Predefinito

    In Origine Postato da destracristiana
    BENISSIMO......ancora piangono...

    Guarda che se Prodi avesse governato male lo avrebbero spedito a casa.....

  5. #5
    destracristiana
    Ospite

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    In Origine Postato da Lampo
    Guarda che se Prodi avesse governato male lo avrebbero spedito a casa.....
    non è prassi in Commissione cacciare via chi governa male. Ma esultare quando se ne va, sì. Abbiamo esultato tutti, ma cazzo!, se ne è andato da lì per venire qui. L'Europa è proprio una macchina perfetta dopo Prodi...non la ferma più nessuno.....

  6. #6
    Lampo
    Ospite

    Predefinito

    In Origine Postato da destracristiana
    non è prassi in Commissione cacciare via chi governa male. Ma esultare quando se ne va, sì. Abbiamo esultato tutti, ma cazzo!, se ne è andato da lì per venire qui. L'Europa è proprio una macchina perfetta dopo Prodi...non la ferma più nessuno.....
    Ti ricordo che la 1 squadra di Barroso era stata bocciata....

    Potevano benissimo sfiduciare Prodi se avesse governato male...

    Visto che il maggior gruppo europeo è di destra...

  7. #7
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    La tua proposta pratica per risolvere il problema Prodi quale sarebbe, DestraCristiana?

    Riconfermare Berlusconi?





  8. #8
    destracristiana
    Ospite

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    Visto che il csx ha praticamente vinto, preferirei un personaggio politicamente più affidabile di Prodi

  9. #9
    Lampo
    Ospite

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    In Origine Postato da destracristiana
    Visto che il csx ha praticamente vinto, preferirei un personaggio politicamente più affidabile di Prodi
    Prodi è il miglior premier che il csx possa schierare...

  10. #10
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    In Origine Postato da destracristiana
    BENISSIMO......ancora piangono...

    by Rory Watson and Anthony Browne

    E chi sarebbero questi due soggetti?

 

 
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