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Giuro, questo è l' ultimo, poi mi fermo...:rolleyes:
Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche,
trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa,
hipsters dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto celeste con la dinamo stellata nel macchinario della notte,
che in miseria e stracci e occhi infossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua fredda fluttuando sulle cime delle città contemplando jazz,
che mostravano il cervello al Cielo sotto la Elevated e vedevano angeli Maomettani illuminati barcollanti su tetti di casermette
che passavano per le università con freddi occhi radiosi allucinati di Arkansas e tragedie blakiane fra gli eruditi della guerra,
che venivano espulsi dalle accademie come pazzi & per aver pubblicato odi oscene sulle finestre del teschio
che si accucciavano in mutande in stanze non sbarbate, bruciando denaro nella spazzatura e ascoltando il Terrore attraverso il muro
Allen Ginsberg L' Urlo
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Vladimir Nabokov (1899-1977) Lolita
"Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita. ..."
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Citazione:
Originally posted by LuciaP
John Fante
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mi permetto di anteporre alla tua scelta questa:
"Era una casa grande perché eravamo gente con progetti grandiosi. Il primo era già lì, una sporgenza all’altezza del suo punto vita, una cosa dai movimenti sinuosi…"
J.F
full of life
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Citazione:
Originally posted by epixx
Per molto tempo sono andato a letto tardi. La differenza tra me e Proust.
Pinketts- lazzaro, vieni fuori
e mi permetto anche qui.
"Non so sciare, non so giocare a tennis, nuoto così così, ma ho il "senso della frase". Il senso della frase è Privilegio poichè, se lo possiedi, permette a una tua bugia di essere, se non creduta, almeno apprezzata. Nel caso poi, una volta tanto, tu ti decida a dire la verità, quella vera, quella che puzza perchè non si lava con gli eufemismi, quella brutta perchè non si ritocca né si abbellisce con la chirurgia estetica del ricordo, nel caso tu dica la verità, la verità pelosa, la verità arrapata, se possiedi il senso della frase la verità avrà l'aspetto un po' puttanesco eppure di classe di una bella menzogna".
il senso della frase. a pinketts
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Citazione:
Originally posted by tolomeo
Vladimir Nabokov (1899-1977) Lolita
non è che hai voglia di rileggerlo (o di fingere di averlo fatto) e recensirlo?
all'indice di "ho appena finito di leggere" manca giusto giusto un autore che cominci per N...
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Citazione:
Originally posted by durrutibus
non è che hai voglia di rileggerlo (o di fingere di averlo fatto) e recensirlo?
all'indice di "ho appena finito di leggere" manca giusto giusto un autore che cominci per N...
veramente l'ho letto due volte, in originale (Nabokov lo scrisse in inglese, con una straordinaria padronanza della lingua).
Posso recensirlo, con molto piacere.
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A me piacciono gli incipit secchi e fulminanti.
Non certo il genere "Quel ramo del lago di Como..." ecc. ecc. per tre pagine.
Tipo questi (sono troppo famosi per mettere anche titolo e autore):
In Principio era il Verbo.
Chiamatemi Ismaele.
Ei fu.
Palazzo bello.
La Gallia si divide in tre parti.
Nel 1815 Charle-Francois-Bienvenu Myriel era vescovo di Digne.
In un buco del terreno viveva un Hobbit.
e ovviamente il già citato:
Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi.
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Barrabás arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l'abitudine di scrivere le cose importanti e più tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant'anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore. Il giorno in cui arrivò Barrabás era Giovedí Santo. Stava in una gabbia lercia, coperto dei suoi stessi escrementi e della sua stessa orina, con uno sguardo smarrito di prigioniero miserabile e indifeso, ma già si intuiva - dal portamento regale della sua testa e dalla dimensione del suo scheletro - il gigante leggendario che sarebbe diventato. Era quello un giorno noioso e autunnale, che in nulla faceva presagire gli eventi che la bimba scrisse perché fossero ricordati e che accaddero durante la messa delle dodici, nella parrocchia di San Sebastián, alla quale assistette con tutta la famiglia.
Isabel Allende - La casa degli spiriti
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Una storia tra due città
"Erano i giorni migliori, erano i giorni peggiori, era un'epoca di saggezza, era un'epoca di follia, era tempo di fede, era tempo di incredulità, era una stagione di luce, era una stagione buia, era la primavera della speranza, era l'inverno della disperazione, ogni futuro era di fronte a noi, e futuro non avevamo, diretti verso il paradiso, eravamo incamminati nella direzione opposta."
Charles Dickens
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Citazione:
Originally posted by durrutibus
mi permetto di anteporre alla tua scelta questa:
"Era una casa grande perché eravamo gente con progetti grandiosi. Il primo era già lì, una sporgenza all’altezza del suo punto vita, una cosa dai movimenti sinuosi…"
J.F
full of life
permettiti,permettiti:)
come incipit, quello di Chiedi alla polvere mi è sempre sembrato molto incisivo. però con Fane, insomma, mettiamoli tutti e facciamo prima;)