Il cervello (o quel che ne resta) è il suo e ci fa quello che vuole...In Origine Postato da pillimo
Ma se non hai capito manco di quel che si parla...![]()
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Il cervello (o quel che ne resta) è il suo e ci fa quello che vuole...In Origine Postato da pillimo
Ma se non hai capito manco di quel che si parla...![]()
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Pare non si sappia dove trovare i soldi (In Origine Postato da Skepto
Magari! Da quanto ho sentito, li vogliono rinnovare.
Maledizione... già abbiamo pochi soldi, ma se proprio si volesse investire in tecnologia, almeno che si dessero tali contributi per la diffusione dell'ADSL... non che gli interessi della cricca di governo siano investire in tecnologia, bada bene...strano!).
E la rai non ha soldi per modificare gli impianti...
Insomma una bella commedia all'italiana.


Stop al bonus per i decoder: ma l’affare è già fattoIn Origine Postato da pillimo
Pare non si sappia dove trovare i soldi (strano!).
E la rai non ha soldi per modificare gli impianti...
Insomma una bella commedia all'italiana.
La Finanziaria taglia i fondi: piazzati 3,5 milioni di box, Paolo Berlusconi ha le tasche piene
di Francesco Luti/ Roma
NELLA FINANZIARIA 2006, quella che ha dimezzato i fondi per lo spettacolo e lasciato in braghe di tela Regioni e Comuni, c’è chi continua a reclamare a gran voce 150 milioni di euro per il digitale terrestre.
Il ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi ha definito l’incentivo statale per l’acquisto dei decoder «una assoluta priorità» confortato da quanto disposto della legge Gasparri (che prevede per il 1 gennaio 2006 lo spegnimento del segnale analogico). Sembra però che le istanze del ministro abbiano trovato piuttosto freddo il collega Tremonti e i milioni stanziati, dopo l’ultimo giro della ruota, sarebbero «appena» 10. Landolfi non molla e continua a ripetere che la data dello switch-off «non deve essere considerata ideologica». Ma, alla possibilità che fra due mesi Rai e Mediaset spariscano dalle tv di 20 milioni di italiani, sembra ormai credere soltanto lui.
I decoder venduti fino ad oggi sono infatti poco più di tre milioni e mezzo, la maggior parte dei quali piazzati grazie al contributo governativo. Sarà un caso ma i 70 euro pro capite di incentivo statale rappresentano, di media, il surplus di costo degli apparecchi venduti nel nostro paese rispetto a quelli commercializzati in Francia, Germania o Inghilterra. Una «anomalia» tutta italiana, ancora meno spiegabile per quelle aziende che, pur commercializzando con il prescritto bollino della Ce, si appoggiano alla poverissima manodopera cinese. È il caso della Amstrad, che vende il 7% circa dei decoder italiani. L’'azienda, controllata in Italia da Paolo Berlusconi (attraverso la Solari.com), incassa i contributi del Governo presieduto dal fratello del suo azionista di maggioranza. Nel giro di sei mesi, da gennaio a luglio 2005, l'Amstrad è così diventata la sesta azienda su ventidue per quote di mercato nella vendita di decoder Dtt. Un boom cominciato quando la società, specializzata in elettronica di consumo a basso costo, ha iniziato a commercializzare decoder. Era il gennaio del 2005, lo stesso mese in cui veniva lanciato il servizio di pay per view Mediaset Premium; il lancio dei decoder Amstrad venne così abbinato ad una smart card ricaricabile Mediaset e affidato (anche) alle televendite Mediashopping (marchio gestito dal gruppo di Cologno) in onda sui canali Mediaset e sul web.
Tutto in famiglia insomma, soprattutto se si considera quanto anche il neonato mercato dei contenuti sia appannaggio esclusivo di un duopolio di cui Mediaset, naturalmente, fa parte. Gli unici due sistemi di codifica presenti su tutti i decoder Dtt venduti nel nostro paese, infatti, sono l'Irdeto acquisito in esclusiva da Telecom per il suo servizio a pagamento La7 Cartapiù, e il Nagra, utilizzato da Mediaset per la sua offerta pay per view. Di fatto, quindi, qualsiasi editore sia intenzionato ad offrire un servizio a pagamento utilizzando la piattaforma digitale terrestre (come ad esempio ha annunciato di voler fare la Rai, ma come potrebbe fare un altro editore proprietario di un multiplex digitale terrestre) dovrà pagare a questi due operatori l’accesso agli unici sistemi universalmente diffusi.


02 dic 16Originariamente Scritto da MrBojangles
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Incentivi a Decoder: procedura di infrazione Ue contro l'Italia
BRUXELLES - La Commissione europea e' intenzionata ad avviare una procedura di infrazione contro l'Italia per il sostegno dato dal governo Berlusconi all'acquisto dei decoder per la tv digitale terrestre nel periodo 2004-2005. ''Apriremo il caso riguardo al passato'' ha dichiarato oggi Jonathan Todd, portavoce della Commissaria Ue alla Concorrenza, Neeli Kroes senza precisare la data di avvio della procedura.
(Agr)
http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id={382C1032-50CC-4F1D-9C3B-00BBAC542459}


Secondo il Garante l'acquisto di un ramo dell'azienda concorrenteOriginariamente Scritto da MrBojangles
accentua la posizione competitiva di Cologno Monzese
Europa Tv, l'Antitrust apre un'indagine su Mediaset
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