Alitalia, nuovo stop Fronda anti-Cimoli
ROMA - Un altro caso Sult in Alitalia. E un altro sciopero. Questa volta a protestare per l’esclusione dalle trattative, il 7 novembre, per 24 ore, sarà l’Unione tecnici di linea che conta 280 iscritti su 450 lavoratori. «Su questa categoria si stanno per prendere decisioni pesantissime ma Alitalia non riconosce Unione tecnici di linea come interlocutore», afferma il presidente dell'altra Unione, quella dei piloti, Massimo Notaro. Questi, ieri, insieme con i rappresentanti di Avia e Unione Tecnici, si è appellato alle istituzioni e alla politica, ottenendo un incontro con il sottosegretario ai Trasporti, Silvano Moffa (già presidente della Provincia di Roma, di An), presenti il viceministro Ugo Martinat, anch’egli di Alleanza nazionale, e il portavoce di quel partito, Andrea Ronchi. «Se entro il 7 novembre i tecnici non saranno convocati per un incontro costruttivo - ha riferito Notaro - lo sciopero si farà. E noi piloti non li lasceremo soli». «Cimoli dia un segnale per Alitalia - ha detto Moffa - non ci possono essere discriminazioni sindacali». Un monito che fa il paio con quello di un altro esponente di An, il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, che lunedì si era infuriato perché nella sala vip Alitalia dello scalo Jfk di New York si servono formaggi francesi . Su Alitalia dunque, tornano a addensarsi quelle nubi che l’amministratore delegato, Giancarlo Cimoli, pensava di aver diradato, quando più di un anno fa accettò l’incarico dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, chiedendo pieni poteri per il risanamento. Oggi Alitalia, alla vigilia della ricapitalizzazione che deve essere attuata entro l’anno, non è ancora fuori dall’emergenza: il rialzo del petrolio ha richiesto un nuovo piano da 400 milioni. Cento sono a carico del governo che però non ha ancora emanato il relativo decreto. Tra le motivazioni del ritardo, c’è la protesta di Assaeroporti: il presidente Giovanni Maniscalco ha scritto al governo per far sapere che se il provvedimento taglierà le tariffe degli scali, sarà impugnato in sede europea. In assenza di certezze sul finanziamento del piano, Banca Intesa, che insieme a Deutsche Bank dovrebbe partecipare alla ricapitalizzazione, resta alla finestra. Sarà per questo momentaneo impasse che in queste ore tornano a circolare le solite voci di un commissariamento della compagnia. Intanto Volare recupera terreno: ieri il ministro leghista del Welfare, Roberto Maroni, ha firmato la proroga sino a fine anno della cassa integrazione.
Antonella Baccaro
Corriere della Sera




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