Beh se ti basta accettare che un cardinale dica è così punto e basta senza fornire motivazioni va bene.
Uno può risolvere la questione dicendo che basta obbedire al Vaticano. Se uno decide di accettare acriticamente quello che gli dice il magistero (ammesso che il magistero gli dica sempre tutto quello che deve fare) non fa altro che assumere nella propria coscienza l'argomento dell'autorità. Può farlo ma deve pur sapere che San Tommaso d'Aquino giudica debolissime e malate le sue motivazioni (Argumentum auctoritatis est infirmissimum). La coscienza infatti non può mai essere scavalcata, perchè anche quando si sceglie di affidarsi a un'autorità esterna si deve sempre passare dalla coscienza, la quale dice che il magistero di questa autorità è da accettare come valido. Sull'argomento San Tommaso si sofferma nel De Veritate (quaestio 17, articolo 5) quando si chiede: "Se c'è conflitto tra la parola della Chiesa e la mia coscienza a chi devo ubbidire?". E risponde osservando: "Il magistero non è che parola d'uomo, mentre la coscienza è voce di Dio" (Praceptum prelati non est nisi praeceptum prelati, conscientia autem vox Dei).




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