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  1. #1
    in silenzio
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    Lightbulb un consiglio ai naviganti

    Un consiglio per uscire dai luoghi comuni: è utile cercare di capire la composizione degli schieramenti.
    Se ogni elettore si pone il problema di barrare uno dei simboli in campo, e di scrivere il cognome di un candidato al Consiglio Regionale, allora il voto diventa un'occasione interessante per ogni persona coinvolta: l'elettore che diventa votante, il candidato presidente che comunque sta lavorando, e il candidato consigliere che cerca di dimostrare le sue competenze.
    Spesso le battute sembrano un segno d'invidia verso chi è in competizione. Ma...invidia di che?
    Partecipare di più sarebbe anche un segnale di educazione politica: noi in Emilia Romagna potremmo dare un esempio nuovo, di una consapevolezza che sa diventare dialogo.
    di necessità virtù

  2. #2
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    Predefinito Re: un consiglio ai naviganti

    Originally posted by MariaVittoria C
    Un consiglio per uscire dai luoghi comuni: è utile cercare di capire la composizione degli schieramenti.
    Se ogni elettore si pone il problema di barrare uno dei simboli in campo, e di scrivere il cognome di un candidato al Consiglio Regionale, allora il voto diventa un'occasione interessante per ogni persona coinvolta: l'elettore che diventa votante, il candidato presidente che comunque sta lavorando, e il candidato consigliere che cerca di dimostrare le sue competenze.
    Spesso le battute sembrano un segno d'invidia verso chi è in competizione. Ma...invidia di che?
    Partecipare di più sarebbe anche un segnale di educazione politica: noi in Emilia Romagna potremmo dare un esempio nuovo, di una consapevolezza che sa diventare dialogo.
    Nel mondo astratto forse funziona così. Purtroppo i fatti dicono altro, e cioè che un sistema elettorale è valido se a monte v'è un sistema politico fondato su aree politicamente solide.
    In un sistema maggioritario, dove di fatto solo 2 schieramenti politici possono dettare le proprie ragioni, non capisce per quale motivo ci si debba ritrovare di fornte ad un canditato che come avversario vede un fantoccio. E' questa la "politica del dialogo"?
    Cordiali saluti.

  3. #3
    in silenzio
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    una persona non è MAI un fantoccio

    Concordo nel ritenere un sistema elettorale valido se a monte v'è un sistema politico fondato su aree politicamente solide.
    LA COMPETIZIONE REGIONALE NON E' MAGGIORITARIA MA PROPORZIONALE:
    questa è una validissima ragione per chiedere ad ogni elettore la fatica di stare attento al livello per il quale è chiamato a votare.
    Se massimalizzi questa competizione, e scegli solo il governatore, allora sì che dai ragione a quelli che vogliono le sterili contrapposizioni di campo, senza programmi!
    Per aiutare il sistema politico a fare scelte politicamente realistiche rispetto alla volontà degli elettori, è molto importante consegnare la scheda completa, ovvero barrando anche un simbolo e scrivendo il cognome di un candidato.
    Non devono esistere fantocci nella vita politica, solo persone libere di comunicare idee.
    All'elettore poi l'ultima parola su quali siano le idee migliori nel particolare contesto.
    di necessità virtù

  4. #4
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    Predefinito Re: una persona non è MAI un fantoccio

    Originally posted by MariaVittoria C
    Concordo nel ritenere un sistema elettorale valido se a monte v'è un sistema politico fondato su aree politicamente solide.
    LA COMPETIZIONE REGIONALE NON E' MAGGIORITARIA MA PROPORZIONALE:
    questa è una validissima ragione per chiedere ad ogni elettore la fatica di stare attento al livello per il quale è chiamato a votare.
    Se massimalizzi questa competizione, e scegli solo il governatore, allora sì che dai ragione a quelli che vogliono le sterili contrapposizioni di campo, senza programmi!
    Per aiutare il sistema politico a fare scelte politicamente realistiche rispetto alla volontà degli elettori, è molto importante consegnare la scheda completa, ovvero barrando anche un simbolo e scrivendo il cognome di un candidato.
    Non devono esistere fantocci nella vita politica, solo persone libere di comunicare idee.
    All'elettore poi l'ultima parola su quali siano le idee migliori nel particolare contesto.
    Il sistema elettorale regionale non è proporzionale, bensì maggioritario. Ovvio, con tale affermazione vado oltre la facciata e guardo al contenuto: eleggere direttamente il governatore della regione significa di fatto creare un meccanismo maggioritario. A che serve il gioco dei mille partiti in consiglio?
    Sul piano statale, viceversa, esiste un sistema proporzionale "semi-puro", che crea coalizioni di facciata rette da micropartiti alleati a partiti.
    In sintesi, quale sistema elettorale si dovrebbe adottare? Sia in regione che a livello statale, sarebbe opportuno poter avvalersi di un sistema maggioritario puro che non permetta candidature di facciata. Surrealismo? In Emilia-Romagna senz'altro!

  5. #5
    in silenzio
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    Predefinito una persona non è MAI un fantoccio

    A che serve il gioco dei mille partiti in consiglio?

    Serve ad aiutare a risolvere in modo pluralista e democratico i problemi.

    Votare solo il candidato governatore appiattisce il risultato, e toglie la possibilità di leggere in modo analitico i voti.
    In pratica, toglie potere agli elettori.

    Perciò consiglio di barrare il simbolo più vicino alla propria visione politica nazionale ed internazionale; e di scrivere il cognome del candidato consigliere preferito. Il voto va automaticamente al candidato governatore. A proposito: nel 2004 era possibile il voto disgiunto, usato spesso a Bologna, mentre quest'anno bisogna scegliere "tutto da una parte", in modo gerarchizzato. Vero?
    di necessità virtù

  6. #6
    in silenzio
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    Lightbulb Perchè usare lo pseudonimo Sant'Eusebio?

    Caro Sant'Eusebio,
    perchè hai scelto questo pseudonimo?
    Il nome Eusebio suona bene, soprattutto per chi ama il greco; che significa il termine Santo?
    E' politicamente corretto usarlo, qui, su Politica On Line?
    Ti confesso perchè lo chiedo: sto pensando di firmarmi Donna Maria Vittoria, in futuro.
    Sempre che la Tua risposta sia convincente!
    di necessità virtù

  7. #7
    ora ltd poi lti
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    Predefinito Re: un consiglio ai naviganti

    Originally posted by MariaVittoria C
    Un consiglio per uscire dai luoghi comuni: è utile cercare di capire la composizione degli schieramenti.
    Se ogni elettore si pone il problema di barrare uno dei simboli in campo, e di scrivere il cognome di un candidato al Consiglio Regionale, allora il voto diventa un'occasione interessante per ogni persona coinvolta: l'elettore che diventa votante, il candidato presidente che comunque sta lavorando, e il candidato consigliere che cerca di dimostrare le sue competenze.
    Spesso le battute sembrano un segno d'invidia verso chi è in competizione. Ma...invidia di che?
    Partecipare di più sarebbe anche un segnale di educazione politica: noi in Emilia Romagna potremmo dare un esempio nuovo, di una consapevolezza che sa diventare dialogo.
    Sarebbe bello ma... in politica non funziona così.
    In politica puoi fare concessioni solo se non hai nulla. Il potere non si cede.
    Inoltre, e parlo per quel po' di esperienza personale in materia, le distanze politica - mondo reale non sono mai venute meno.
    Solo gli "estremisti" (in senso buono) auspicano una attenuazione della tanta pletora che è l'hardware della politica.
    Conosco persone che hanno cariche poco significanti. E ti garantisco che le difendono con tutti i mezzi.
    Lungi da loro fare aperture e condivisioni. Figuriamoci man mano che si sale nella scala dei "poteri"...

    lsu

  8. #8
    in silenzio
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    Lightbulb un consiglio ai naviganti

    Originally posted by lsu
    In politica puoi fare concessioni solo se non hai nulla. Il potere non si cede.
    Inoltre, e parlo per quel po' di esperienza personale in materia, le distanze politica - mondo reale non sono mai venute meno.
    Solo gli "estremisti" (in senso buono) auspicano una attenuazione della tanta pletora che è l'hardware della politica.
    Conosco persone che hanno cariche poco significanti. E ti garantisco che le difendono con tutti i mezzi.
    Lungi da loro fare aperture e condivisioni. Figuriamoci man mano che si sale nella scala dei "poteri"...
    lsu
    La metafora della società umana fatta in forma di nave è pertinente.
    Finchè ognuno può partecipare in base alle sue competenze: evviva il capitano, evviva il timoniere, evviva l'armonia di parti diverse che collaborano per vivere bene insieme!!!!
    Quando il comandante diventa comandone, è un diritto acquisito dell'equipaggio l'ammutinamento.
    Nelle regionali? Coraggio, che ognuno faccia la sua scelta: e voti in modo completo, perchè ci sono indicazioni interessanti da raccogliere sulla maturità degli elettori, e dei votanti.
    A vele spiegate
    di necessità virtù

  9. #9
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    Predefinito Re: una persona non è MAI un fantoccio

    > una persona non è MAI un fantoccio

    A prescindere! Così risponderebbe Totò Ed io mi associo, ovviamente...


    > Perciò consiglio di barrare il simbolo più vicino alla propria visione politica nazionale ed internazionale; e di scrivere il cognome del candidato consigliere preferito. Il voto va automaticamente al candidato governatore.

    E da quando ho compiuto 18 anni che mi chiedono come si fa a votare, vuoi che si tratti di un referendum, di una elezione comunale, politica, etc. In tutti questi anni, dalla 18enne al primo voto al nonno in pensione stufo della politica, mi hanno chiesto l'inverosimile. L'esperienza più atroce l'ho vissuta quando ero obiettore cosiddetto di coscienza presso una Casa di Riposo: dovevo aiutare indirettamente persone disabili, ma non interdette giuridicamente, ad esprimere la propria volontà sull'intezione di voto e, in caso di esito positivo, spiegare le modalità di voto. L'assurdo non era tanto assistere a questo abominio giuridico, ma vedere che il Presidente di Seggio era di fatto incapace ed inesistente.
    Alcune brevi considerazioni (in virgolettato riporto parole che mi sono state rivolte): il giovane, molto spesso, sul proprio voto si esprime in questo senso: "ho votato quel simbolo perchè è il più bello" oppure "non so, ho vato X perchè è conosciuto";
    - chi appartiene alla società in modo "concreto" ha un voto "pilotato" e giocare al franco tiratore non serve a nulla;
    - l'anziano spesso ti risponde:"non voto, tanto non cambia niente" oppure "ho votato il PCI" (altra lezione imparata nella casa di riposo: l'anziano ricorda che il tal partito occupava nelle schede sempre la stessa posizione in passato. Oggi, invece è tutto diverso ed uno stesso partito, a seconda della scheda, lo puoi ritrovare in testa o in coda alla stessa. Per loro, però, questo è un dettaglio ).
    Insomma, non pretendiamo di poter partecipare ad elezioni democratiche in senso stretto, perchè il voto non lo esprime, di fatto, il popolo.

    > A proposito: nel 2004 era possibile il voto disgiunto, usato spesso a Bologna, mentre quest'anno bisogna scegliere "tutto da una parte", in modo gerarchizzato. Vero?

    Le elezioni comunali hanno un meccanismo parzialmente differente rispetto alle elezioni regionali.
    Questo un breve vademecum che ho trovato in rete:



    ELEZIONI REGIONALI

    Viene eletto presidente il capolista della lista regionale che prende il maggior numero di voti (al secondo spetta comunque il posto di consigliere regionale). Alle liste regionali sono collegate le liste provinciale, che possono essere diverse.


    COME SI VOTA

    Per le regionali 2005, gli elettori riceveranno una scheda verde. Tre le modalità di voto per eleggere il presidente della Regione ed il Consiglio Regionale.

    1) Tracciare il segno nel rettangolo che contiene il simbolo della lista provinciale. In questo modo, con un solo segno si esprime un voto valido sia per la lista provinciale, sia per la lista regionale collegata. Si può inoltre esprimere un voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere compreso nella lista provinciale votata, scrivendo il nome e il cognome ( o solo il cognome) sulla riga tracciata alla destra del simbolo.

    2) Apporre un segno nel rettangolo recante una delle liste provinciali e un altro segno sul simbolo di una lista regionale non collegata alla lista provinciale prescelta, o sul nome del suo capolista (il cosiddetto voto disgiunto). In questo caso il voto è validamente espresso sia per la lista provinciale, sia per la lista regionale prescelta, anche se si son scelte liste non collegate tra loro.

    3) Tracciare un segno sul simbolo di una lista regionale o sul nome del capolista, senza segnare alcun simbolo di lista provinciale. In questo modo si esprime il voto per la lista regionale ed il suo capolista, ma lo si esclude per la lista o le liste provinciali allegate.

  10. #10
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    Predefinito Re: Perchè usare lo pseudonimo Sant'Eusebio?

    Originally posted by MariaVittoria C
    Caro Sant'Eusebio,
    perchè hai scelto questo pseudonimo?
    Il nome Eusebio suona bene, soprattutto per chi ama il greco; che significa il termine Santo?
    E' politicamente corretto usarlo, qui, su Politica On Line?
    Ti confesso perchè lo chiedo: sto pensando di firmarmi Donna Maria Vittoria, in futuro.
    Sempre che la Tua risposta sia convincente!

    Chi mi conosce sa che il mio cervello non funziona regolarmente e che tutto ciò che faccio non ha una ragione "brillante". La prima volta che mi sono iscritto a POL, nel lontano 8 settembre del 2000 (ricordo la data perchè la associo al '43 ) avevo scelto il nick "giggi". Motivo? E' la primo cosa che in quel momento mi è passata per la testa.
    Quando ho scenlo il nick "Sant'Eusebio" ero reduce dalla visione del film "pane e cioccolata" con nino Manfredi: ricordi la canzoncina "Viva viva Sant'Eusebio" cantata nel film?
    Ecco svelato il dilemma
    Puoi firmarti come meglio preferisci, purchè tu ottenga l'autentica dal notaio Jaki
    Ciao

 

 
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