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E’ un’onda anomala. Uno tsunami. Il numero dei transfughi dal centrodestra al centrosinistra si ingrossa ogni giorno di più. Si affollano sul carro del vincitore senza un’ombra di vergogna. Si riciclano per una nuova stagione di potere. Per noi sono degli alieni – dei visitors appunto – che vanno, in particolare, ad ingrossare le fila dell’Udeur e della Margherita. Un fenomeno di malcostume politico a ridosso delle elezioni che ha le caratteristiche di un vero e proprio esodo soprattutto dalle fila di Forza Italia e di An.
Dalla CdL all’Unione: i nomi dei transfughi
Per molti sarà magari solo abbandonare la barca che affonda, per altri forse si tratta di un problema di coscienza politica. Certo è che la grande fuga dalla CdL aumenta ogni giorno che passa. “Non chiamateci transfughi”, ha detto Bobo Craxi, che con il suo partito, il Nuovo Psi, appoggiato da esponenti illustri come Gianni De Michelis e Chiara Moroni, sta approdando nel centrosinistra. Lo stesso stanno facendo i Radicali, da Marco Pannella a Emma Bonino, per finire a Daniele Capezzone, che hanno appena formalizzato la loro “unione” con lo Sdi. Rimanendo ai nomi illustri, a cercare casa nel centrosinistra è anche l’ex sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi.
E tra le prime a lasciare la CdL, uscendo dall’Udc, è stata Dorina Bianchi, a favore della Margherita. In atto, insomma, è una vera e propria emorragia. Prendiamo il Lazio. Il primo ad andarsene è stato Gaetano Rizzo, ex capogruppo di Forza Italia, passato alla Margherita in tempi non sospetti. Il caso più eclatante è quello di Marco Verzaschi, pezzo da novanta da oltre 25mila voti degli azzurri, ed ex assessore regionale alla Sanità della Giunta Storace, che è passato all’Udeur, portandosi dietro un’intera corrente. Nel Comune di Roma hanno aderito alla maggioranza veltroniana tre consiglieri (Mirko Coratti, Claudio Santini, Gianfranco Zambelli). E l’ultimo a lasciare la CdL è stato appena qualche giorno fa Giulio Gargano, di An, l’ex assessore ai Trasporti della Giunta Storace, e il più votato alle ultime elezioni regionali. Il suo possibile passaggio al centrosinistra ha suscitato l’allarme dei Ds locali, e proprio ieri il segretario regionale del Lazio dell’Udeur, Angelo Picano, ha dichiarato: “I transfughi sono un problema politico, non morale”. Altra situazione “drammatica” per il centrodestra, quella siciliana. Due mesi fa Salvatore Mangiafico, primo degli eletti alla Provincia di Siracusa se n’è andato alla Margherita. A Palermo, intanto, è in corso il terremoto causato dal Movimento per l’autonomia costituito dall’ex uddicino Raffaele Lombardo (una sorta di Lega Sud), che ha acquistato ben 7 consiglieri: tra loro, il ginecologo Cultrera, il presidente di Siremar, Giuseppe Prestigiacomo, e Angelo Figuccia. A Caltanissetta, il gruppo comunale del Mpa è stato fondato dall’ex forzista Lillo Salvaggio, primo dei non eletti all’Assemblea regionale. Chiaro che la destinazione naturale del Movimento è il Polo, ma la non buona salute degli azzurri si vede anche da qui. In tutto il Sud, intanto, Forza Italia perde pezzi ormai da mesi, soprattutto a favore dell’Udeur. In Campania, in disaccordo con la gestione Martusciello, sono passati al Campanile il deputato del Cilento, Antonio Oricchio, Sergio Iannuccilli (eletto a Napoli), Ciro Borriello (eletto a Torre del Greco), e Paolo Santulli (nel collegio di Aversa). Ciro Falanga, invece, eletto a Torre Annunziata, è passato ai Repubblicani della Sbarbati. Alla Margherita, è approdato il consigliere regionale Tonino Cuomo, portandosi dietro 15mila voti e 50 funzionari. Anche in Sardegna, la vita del partito di Berlusconi non è allegra: il deputato sassarese Giovanni Nuovoli se n’è andato all’Udeur, sicuro dei suoi voti, portandosi dietro Piero Pittalis, ex portavoce del partito al consiglio regionale. Per finire il viaggio nell’Italia dei transumanti, approdiamo al Nord. Uno dei primi ad andarsene, lo scorso aprile, è stato l’ex vice coordinatore milanese di FI, Roberto Caputo, che ora sta nella Margherita. In Piemonte, Giuliano Manolino, eletto in consiglio regionale nelle liste di FI, è andato nell’Udeur, insieme a Michele Giovine eletto nella Lista dei Consumatori, che appoggiava Ghigo. In Veneto, l’ex coordinatore regionale di FI, Giorgio Carollo, ha fondato il Movimento veneto per il Ppe, portandosi dietro 7 consiglieri regionali. Sempre in Veneto, a Padova, Franco Perlasca che militava nel partito di Fini fin dalla fondazione, ed ex assessore comunale al Commercio, sarà il nuovo coordinatore provinciale di IdV. Ed esiste anche un caso Siena. L’ultimo in ordine di tempo a lasciare la casa azzurra è stato Gianluca Targetti, eletto nella lista civica del candidato sindaco di centrodestra, che è confluito nel gruppo consiliare Area Riformista/Sdi. La stessa scelta l’aveva fatta qualche settimana prima, Luigi Del Gaudio, eletto in FI. E c’è da star certi che è solo l’inizio.
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AMICI, COMPAGNI, ARGINIAMO IN TUTTI I MODI QUESTO SQUALLORE, QUESTA DEGENERAZIONE, COME GIA' ALTRI AMICI E COMPAGNI HANNO DETTO, SCRIVIAMO AI RESPONSABILI DEI PARTITI, RIEMPIAMO I SITI DI QUESTE SCHIFOSE VERITA', METTIAMO NELL'ANGOLO I DIRIGENTI DEI PARTITI CHE ANCORA NON SI SONO ESPRESSI CONTRO QUESTA SCHIFEZZA IMMONDA!




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