Re: Re: Per una nuova lotta di classe: come fare?
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In origine postato da Gian_Maria
A parte il fatto che le fabbriche e le catene di montaggio ripetitive esistono ancora eccome, al massimo sono state spostate nelle aree geografiche (paesi) dove il lavoratore (in questo caso l'operaio) è maggiormente sfruttabile (p.e. Asia), altrimenti dovresti spiegarmi come cavolo viene prodotta quella gigantesca massa di beni (in gran parte superflui) che solo l'occidente consuma.
x gian maria: è ovvio che nella mia analisi prendevo in considerazione solo la nostra situazione(ovvero quella occidentale), non certo la situazione del terzo mondo...e riguardo a questo concordo con te nel fatto che nel terzo mondo siamo ancora alla situazione del periodo fordista...io mi ero limitato ad analizzare la situazione occidentale...cioè la nostra situazione che conosco meglio perchè ci vivo....se non era chiaro lo ribadisco.
Re: Per una nuova lotta di classe: come fare?
Determiniamo con equazioni la classe che sfugge ai rapporti basati sul capitale e mediati dalle leggi del valore.
:K
Re: Re: Re: Per una nuova lotta di classe: come fare?
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In origine postato da thematrix
x gian maria: è ovvio che nella mia analisi prendevo in considerazione solo la nostra situazione(ovvero quella occidentale), non certo la situazione del terzo mondo...e riguardo a questo concordo con te nel fatto che nel terzo mondo siamo ancora alla situazione del periodo fordista...io mi ero limitato ad analizzare la situazione occidentale...cioè la nostra situazione che conosco meglio perchè ci vivo....se non era chiaro lo ribadisco.
prendo spunto da questo passo per far notare che, come il capitalismo si globalizza, di pari passo, la lotta di classe deve globalizzarsi.
La globalizzazione è una normale evoluzione del capitalismo che, durante il '900, ha subito scacchi clamorosi a causa dell'avanzata di coscienza del proletariato Occidentale, risultando costretto di fatto (per necessità e per interessi propri) ad allentare subdolamente il cappio sul proletariato "nazionale" ed esportare lo sfruttamento brutale. E, ripeto, questa è sia un'imposizione dovuta all'acquisizioe di coscienza di classe in Occidente (che ha imposto condizioni di vita decenti per la classe lavoratrice, i cui partiti e sindacati rappresentavano comunque una minaccia virtuale ma concreta agli interessi della borghesia) sia ad una naturale tendenza gia analizzata da Marx all'espansione globale e alla delocalizzazione delle attività produttive. Inoltre si è tratta di una mossa decisamente tattica, che spiega la mancata attuazione del programma socialista nei paesi più industrializzati.