«Certamente non abbiamo dato vita a una Finanziaria elettorale, ma abbiamo gestito con coscienza la previsione della spesa pubblica. E' una Finanziaria responsabile». Queste le parole del premier Silvio Berlusconi in occasione della presentazione della Finanziaria 2006. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha affermato che la manovra sarà di 20 miliardi di euro, sottolineando che 11,5 miliardi andranno alla correzione del deficit, 4,5 miliardi al mantenimento della struttura del bilancio e 4 miliardi per lo sviluppo. L’obiettivo di questa manovra è quello di ridurre il deficit 2006 al 3,8% del Pil attraverso la riduzione degli sprechi, che caratterizzano da sempre la vita degli enti pubblici. Il fondo sanitario nazionale è incrementato a 93 miliardi, e di fatto aumenta di solo un miliardo rispetto all' anno precedente con una stretta rispetto al tendenziale. Gli enti locali dovranno migliorare nell’efficienza, in quanto è previsto un taglio alle spese correnti del 3,8% per le Regioni e del 6,7% per i Comuni nel 2006, con un ulteriore riduzione nel 2007 (pari allo 0,3%) per le amministrazioni municipali. Inoltre il Governo mostra grande senso di responsabilità riducendo del 10% gli stipendi di tutti i parlamentari ed europarlamentari italiani e di tutti gli altri “politici”, dai consiglieri di circoscrizione, a quelli regionali e provinciali da quelli comunali ai sindaci. Un senso di responsabilità che si evidenzia anche tramite un taglio del 50% rispetto al 2004 per le spese di consulenza, di rappresentanza e per le auto blu per le amministrazioni centrali dello Stato. Ma si tratta di una Finanziaria che non dimentica certo la famiglia con l’incremento del Fondo sociale di 1,4 miliardi da distribuire in bonus di 500 euro per i pensionati al minimo e per ogni secondogenito che nascerà nel 2006. Confermata la tanto agognata spinta all’ innovazione e alla ricerca con l’abolizione della tassa sui brevetti e la destinazione del 5 per mille dell'Irpef al sostegno alla ricerca. A sostegno della crescita nasce la Banca del Mezzogiorno, una SpA con il compito di sostenere lo sviluppo economico del Sud. I soci fondatori sono Stato, regioni, province, comuni e camere di commercio e sarà presto aperta all’azionariato popolare diffuso. Sempre in ottica di crescita economica l’istituzione dei distretti industriali, che diventeranno soggetto giuridico unico e saranno destinatari di disposizioni speciali in materia fiscale. La cosa più importante è che avranno la possibilità di emettere bond per finanziare le proprie attività. Non sono stati dimenticati dal Governo nemmeno i risparmiatori vittime dei crac finanziari, i quali riceveranno nel 2006 una quota del fondo del 5 per mille dell’Irpef.
A questo punto la domanda che sorge spontanea è: dove trovare il denaro necessario ad attuare questa Finanziaria? Sarà introdotta la tassa sul tubo. Un’addizionale erariale al canone e alla tassa per l’occupazione di spazi pubblici le grandi reti di trasmissione di energia. La tassa porterà nelle casse dello Stato 800 milioni nel 2006 e nel 2007. Poi ovviamente ci saranno le entrate derivate dalla cessione degli immobili pubblici, che ammonteranno a circa sei miliardi di euro. Una parte molto importante di questa Finanziaria 2006 è rappresentata dalla lotta all’evasione. Infatti il Dl collegato alla Finanziaria contiene diverse misure di contrasto all’evasione come la possibilità di controlli sui versamenti anche prima della consegna delle dichiarazioni. Si prevede inoltre lo stanziamento di 170 milioni di euro in quattro anni per incrementare l'organico della Guardia di Finanza e per maggiori assunzioni da parte del ministero dell'Economia e delle Finanze. Il decreto introduce anche la riforma del sistema di riscossione, che si occupa del recupero di somme evase che sono state scoperte e che quindi devono essere versate. Si prevede la costituzione di una Spa chiamata «Riscossione» alla quale partecipano l'Agenzia delle Entrate e l' Inps. La nuova società dovrebbe essere attiva dal primo ottobre 2006. Sempre in tema di riscossione, il sistema si avvarrà della possibilità di pignorare un quinto dello stipendio che il datore di lavoro pagherà direttamente al concessionario della riscossione. Si tratta delle misure più serie degli ultimi anni contro l’evasione fiscale. E arriva, sempre per decreto, la stretta sulle speculazioni di borsa con nuove norme che modificano il regime di esenzione previsto dalla «participation exemption» (Pex). Viene aumentato da 12 a 18 mesi il periodo di possesso necessario per usufruire dell'esenzione che, però, potrà essere applicata solo sul 95% dell'ammontare della plusvalenza e non più sul 100%.
Per riuscire a contenere il pesantissimo deficit secondo i criteri europei è necessaria la collaborazione di tutti nella riduzione degli sprechi. Solo il raggiungimento dell’efficienza permetterà all’Italia di tornare grande.
Massimiliano Michele Mellone
http://www.mellone.blogspot.com




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