Roma - La riforma elettorale verrà discussa dall’Assemblea di Montecitorio prima della devolution. Il calendario dei lavori parlamentari che è stato distribuito ieri in serata ai parlamentari nella conferenza dei capigruppo non lascia spazio a dubbi. Dall’11 al 13 ottobre si vota la legge elettorale e solo il 20 la riforma costituzionale. Prima di allora però i deputati dovranno vedersela con l’ex-Cirielli, la proposta di legge battezzata “salva-Previtì" dalle opposizioni, che riduce i tempi di prescrizione dei reati. A determinare la “scaletta”, secondo quanto si è appreso, sarebbe stato il “pressing” di Forza Italia per mettere in cima al calendario l’ex-Cirielli. Un provvedimento che, secondo quanto spiegano bene informati dell’Unione e della Cdl, permetterebbe di scrivere la parola fine su alcuni processi “eccellenti” a cominciare da quello di Giovanni Acampora, l'avvocato vicino a Cesare Previti già condannato in primo e secondo grado per la vicenda Imi-Sir, sul quale la Cassazione dovrà decidere l’8 novembre. Secondo quanto si è appreso, Casini avrebbe accolto la richiesta, ma subito dopo avrebbe deciso di mettere come secondo punto la legge elettorale, da sempre cavallo di battaglia dell’Udc. Alla “devolution”, la riforma costituzionale voluta dalla Lega, sarebbe toccato così soltanto il “terzo posto”. Una scelta che non sarebbe stata accolta con troppo entusiasmo dal Carroccio tanto che, uscendo dalla riunione dei capigruppo, il presidente dei deputati della Lega Andrea Gibelli avrebbe liquidato la vicenda con i cronisti con un lapidario “prendiamo atto delle decisioni del presidente Casini...”.
(da la Padania)
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