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    Predefinito «Da oggi l’Europa non è più se stessa»

    LE REAZIONI NELLA LEGA
    Borghezio: Bruxelles calpesta l’identità e i valori dei nostri popoli. Salvini: inascoltato Benedetto XVI

    FRANCESCA MORANDI
    --------------------------------------------------------------------------------
    «La Turchia nell’Unione europea significa la fine dell’Europa». Mario Borghezio, capo della delegazione della Lega Nord al Parlamento europeo è deluso per l’accordo raggiunto sull’apertura dei negoziati di adesione della Turchia alla Unione europea. Deluso e preoccupato: «L’Europa sta rinunciando alla propria identità e ai propri valori - dice Borghezio - Questa decisione fa capire dove ci vogliono portare gli uomini che stanno a Bruxelles e che passeranno alla storia per quello che sono: traditori dei nostri popoli».
    «L’entrata, sia pur lontana, di questo cavallo di Troia islamico in Europa è un tragico segno dei tempi - continua l’europarlamentare del Carroccio - Non si può dimenticare la secolare contrapposizione tra l’Europa e l’impero ottomano e, tornando al presente, non si può far finta di niente di fronte agli attuali problemi posti dall’Islam».
    «In queste ultime ore si è resa palese l’arroganza con cui il primo ministro turco Tayyp Erdogan bussa alle porte dell’Ue - prosegue Borghezio - Pretende e si comporta da padrone. Con lui entreranno nei confini europei 100 milioni di turchi».
    «Sebbene sia una magra consolazione la decisione sull’avvio dei negoziati con Ankara appare tuttavia molto sofferta rispetto all’irresponsabile entusiasmo di qualche mese fa - afferma l’eurodeputato leghista - L’atmosfera in Europa è cambiata, proprio in questi giorni abbiamo visto emergere malumori diffusi e l’Austria ha avuto il coraggio di prendere una posizione chiara. Basta poi pensare ai paletti posti da un’esponente di rilevo come il capogruppo del Ppe Hans Poettering alla procedura di adesione di Ankara».
    «Certamente molti Paesi europei, che hanno lasciato solo il governo austriaco, si sono comportati in maniera vile perché nessuno ha osato andare contro gli ordini di questo governo mondialista che prende decisioni sulla pelle dei popoli - sottolinea Borghezio - Al posto che ascoltare la propria gente Bruxelles ha aperto la porta alla Turchia sulla base di interessi economici e disegni geopolitici. È un fatto gravissimo».
    «Una volta che la Turchia sarà entrata nell’Unione europea - dice ancora il rappresentante della Lega al Parlamento europeo - L’Europa confinerà con l’Iraq e la Siria, i Paesi più pericolosi di quest’area del mondo».
    «Bisogna inoltre rilevare l’ipocrisia con cui l’Unione afferma di rispettare i diritti umani ma con l’ingresso di Ankara nelle sue frontiere chiude un occhio sulle violazioni dei diritti che tuttora sono compiute nel Paese islamico che, tra l’altro, non ha ancora ammesso la sua responsabiltà nel genocidio armeno avvenuto all’inizio del Novecento».
    Sull’apertura delle trattative tra la Turchia e l’Ue è intervenuto ieri anche l’eurodeputato leghista Matteo Salvini secondo il quale quella di ieri è stata «una giornata tragica per chi ama l’Europa».
    «È una giornata tragica - ha ribadito Salvini - per chi ama l’Europa, i suoi valori e i diritti. È rimasto inascoltato anche Papa Benedetto XVI che un anno fa diceva un chiaro no all’ingresso di quel Paese nell’Unione».


    [Data pubblicazione: 04/10/2005]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Predefinito

    Gli umori dei cittadini nei sondaggi di EURO-barometro
    Ora si teme un’ondata di immigrati


    Bruxelles - La maggioranza degli europei è contraria all’allargamento dell’Ue alla Turchia. I timori non sono dettati soltanto dalle grandi differenze di tipo culturale o religioso, quanto dalla preoccupazione di una massiccia immigrazione verso i paesi più ricchi dell’Unione. Il quadro è disegnato da Eurobarometro, che periodicamente realizza sondaggi nei venticinque Stati membri su un campione rappresentativo di cittadini.
    Il 52% degli europei si è detto contrario all’adesione della Turchia all’Ue, mentre i favorevoli sono solo il 36%. Si piazzano meglio l’Albania (50% contrari e 36% favorevoli), la Serbia-Montenegro (44% contrari e 40% favorevoli) ma anche l'Ucraina (41% contrari e 45% favorevoli). Tra i paesi candidati, la Croazia è tuttavia quello che riceve i maggiori consensi dagli europei: il 52% dice sì all’ingresso nell’Ue, mentre solo il 34% è contrario.
    Per la Bulgaria i favorevoli sono il 50% contro il 36% di no, mentre per la Romania i favorevoli scendono al 45% e i contrari al 41%. Sei europei su dieci (63%), secondo Eurobarometro, hanno paura che l’adesione di Ankara all’Ue incoraggi l’immigrazione verso i paesi più sviluppati; solo il 23% dice di non essere preoccupato da questa eventualità. La percentuale di chi teme l’arrivo dei turchi nel proprio paese sale decisamente in Finlandia (79%), Austria (78%) o Germania (71%), mentre in Italia scende al 57% e in Gran Bretagna al 52%. Il 54% dei cittadini dell’Ue raggiunti dal sondaggio si dice preoccupato per le differenze culturali o religiose, a suo avviso troppo grandi per consentire una piena adesione. In questo caso, in Italia, la percentuale cresce fino al 56%. Il 41% degli europei stima tuttavia che l’allargamento dell’Unione alla Turchia possa favorire una vicendevole comprensione dei valori europei e musulmani, mentre il 45% è convinto che l’adesione rafforzi la sicurezza nella regione. La stragrande maggioranza degli intervistati chiede tassativamente che l’adesione della Turchia all’Ue, tra una decina di anni, sia accompagnata da due precise garanzie: rispetto sistematico dei diritti dell’uomo (84% nell’Ue-25) e il miglioramento del livello economico (76%). I più intransigenti sono i finlandesi rispettivamente con percentuali del 97% e del 91%, ma anche gli stessi turchi si sono pronunciati in questo senso con il 71% e il 75% di risposte affermative.


    [Data pubblicazione: 04/10/2005]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Predefinito

    L’Europa cede alla Turchia: può entrare alle sue condizioni
    Alla fine l’Austria abbandona la richiesta di partenariato e il ministro degli Esteri Gul parte contento per Strasburgo

    Ankara - Alla fine il negoziato si è avviato. Per gentile concessione di Ankara. Dopo una suspense durata per tutto il giorno fino a sera inoltrata, il governo turco ha accettato il documento quadro del negoziato per l’adesione alla Ue ed il vicepremier turco Abdullah Gul è partito per Lussemburgo. Dopo una giornata di stallo, la situazione si è sbloccata in serata quando le tv turche hanno annunciato «un importante sviluppo positivo» nelle febbrili consultazioni durate l’intera giornata tra Ankara e Bruxelles e all’interno dello stesso gruppo dirigente sul documento quadro approvato ieri dai 25. «Abbiamo raggiunto l’accordo» - ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, prima di partire in aereo a Lussemburgo dove lo avevano atteso per l’intero pomeriggio i ministri degli Esteri dei 25 per la cerimonia di avvio del negoziato di adesione della Turchia all’Ue. «Le riserve della Turchia sul documento-quadro negoziale sono state dissipate, anche se il testo del documento non ha ancora una forma ufficiale» - ha scritto, contemporaneamente l’agenzia turca semiufficiale Anadolu lasciando pensare a qualche aggiustamento del testo del documento concordato per telefono in extremis. In mattinata l’Austria aveva abbandonato la sua posizione, cioè l’inserimento del «partenariato speciale» che fino a l’altro ieri sera Vienna voleva che fosse menzionato nel documento quadro negoziale come possibile sbocco del negoziato alternativo a quello della piena membership preteso da Ankara, «senza alternative». L’Austria ha rinunciato alla sua posizione ma ha voluto «un rafforzamento» della formulazione nello stesso documento della condizione che comunque vi sarà, prima dell’effettiva adesione della Turchia (prevista tra almeno un decennio) una verifica della «capacità di assorbimento» da parte dell’Ue di un paese popoloso come la Turchia (oggi 71 milioni di abitanti che tra un decennio diventeranno almeno 85 milioni).
    Superato questo primo scoglio, a bloccare l’accordo se ne era presentato un altro: uno degli articoli del documento (il “paragrafo 5”) afferma che Ankara si impegna a non ostacolare l'adesione della Repubblica di Cipro (che la Turchia non riconosce) alle organizzazioni internazionali. Ma Ankara voleva che fosse sancita l’eccezione della Nato, nel senso di mantenere per sé il diritto a impedire che Cipro entri nella Nato. La presidenza di turno inglese si era detta pronta ad offrire una dichiarazione propria, ma Ankara voleva che fosse una dichiarazione dell’intero Consiglio europeo. A quel punto ci erano state telefonate febbrili tra il premier turco Erdogan ed i leader europei che più lo hanno appoggiato negli ultimi mesi ed anni: Jacques Chirac, Gerhard Schroeder e Silvio Berlusconi. Ed Erdogan aveva ricevuto anche il conforto di una telefonata del segretario di stato americano Condoleezza Rice che gli aveva assicurato «l’appoggio americano» e che il documento negozoale «non avrebbe interferito con la Nato». Sembra che la soluzione di compromesso trovata sia stata quella di definirla come «dichiarazione della presidenza britannica, con il consenso del Consiglio». Prima di partire per Lussemburgo, Gul ha tenuto una breve conferenza stampa all’aeroporto affermando che «con l’avvio questa notte del negoziato di adesione è stato raggiunto un momento storico ed una nuova fase è cominciata».


    [Data pubblicazione: 04/10/2005]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
    Totila
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    Predefinito Re: «Da oggi l’Europa non è più se stessa»

    Originally posted by Der Wehrwolf
    LE REAZIONI NELLA LEGA
    Borghezio: Bruxelles calpesta l’identità e i valori dei nostri popoli. Salvini: inascoltato Benedetto XVI

    FRANCESCA MORANDI
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    «La Turchia nell’Unione europea significa la fine dell’Europa». Mario Borghezio, capo della delegazione della Lega Nord al Parlamento europeo è deluso per l’accordo raggiunto sull’apertura dei negoziati di adesione della Turchia alla Unione europea. Deluso e preoccupato: «L’Europa sta rinunciando alla propria identità e ai propri valori - dice Borghezio - Questa decisione fa capire dove ci vogliono portare gli uomini che stanno a Bruxelles e che passeranno alla storia per quello che sono: traditori dei nostri popoli».
    «L’entrata, sia pur lontana, di questo cavallo di Troia islamico in Europa è un tragico segno dei tempi - continua l’europarlamentare del Carroccio - Non si può dimenticare la secolare contrapposizione tra l’Europa e l’impero ottomano e, tornando al presente, non si può far finta di niente di fronte agli attuali problemi posti dall’Islam».
    «In queste ultime ore si è resa palese l’arroganza con cui il primo ministro turco Tayyp Erdogan bussa alle porte dell’Ue - prosegue Borghezio - Pretende e si comporta da padrone. Con lui entreranno nei confini europei 100 milioni di turchi».
    «Sebbene sia una magra consolazione la decisione sull’avvio dei negoziati con Ankara appare tuttavia molto sofferta rispetto all’irresponsabile entusiasmo di qualche mese fa - afferma l’eurodeputato leghista - L’atmosfera in Europa è cambiata, proprio in questi giorni abbiamo visto emergere malumori diffusi e l’Austria ha avuto il coraggio di prendere una posizione chiara. Basta poi pensare ai paletti posti da un’esponente di rilevo come il capogruppo del Ppe Hans Poettering alla procedura di adesione di Ankara».
    «Certamente molti Paesi europei, che hanno lasciato solo il governo austriaco, si sono comportati in maniera vile perché nessuno ha osato andare contro gli ordini di questo governo mondialista che prende decisioni sulla pelle dei popoli - sottolinea Borghezio - Al posto che ascoltare la propria gente Bruxelles ha aperto la porta alla Turchia sulla base di interessi economici e disegni geopolitici. È un fatto gravissimo».
    «Una volta che la Turchia sarà entrata nell’Unione europea - dice ancora il rappresentante della Lega al Parlamento europeo - L’Europa confinerà con l’Iraq e la Siria, i Paesi più pericolosi di quest’area del mondo».
    «Bisogna inoltre rilevare l’ipocrisia con cui l’Unione afferma di rispettare i diritti umani ma con l’ingresso di Ankara nelle sue frontiere chiude un occhio sulle violazioni dei diritti che tuttora sono compiute nel Paese islamico che, tra l’altro, non ha ancora ammesso la sua responsabiltà nel genocidio armeno avvenuto all’inizio del Novecento».
    Sull’apertura delle trattative tra la Turchia e l’Ue è intervenuto ieri anche l’eurodeputato leghista Matteo Salvini secondo il quale quella di ieri è stata «una giornata tragica per chi ama l’Europa».
    «È una giornata tragica - ha ribadito Salvini - per chi ama l’Europa, i suoi valori e i diritti. È rimasto inascoltato anche Papa Benedetto XVI che un anno fa diceva un chiaro no all’ingresso di quel Paese nell’Unione».


    [Data pubblicazione: 04/10/2005]
    Nessun accenno all'intervento della Rice? Perchè?

  5. #5
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    Perchè siamo al governo.
    Sic.

 

 

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