Risultati da 1 a 2 di 2

Discussione: Clamoroso

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Clamoroso

    Il vertice governativo tra Francia e Italia che si è svolto ieri a Parigi ha segnato il ritorno di convergenze politiche notevoli.
    Da anni il rapporto tra Francia e Italia era incrinato da una serie di handicap. Silvio Berlusconi e Jacques Chirac rappresentano due personalità assai diverse: da un lato l’alto funzionario dello Stato francese che costruisce passo passo la propria carriera nelle istituzioni, dall’altro l’imprenditore televisivo che approda in politica mettendo in atto una discesa in campo.
    Interpretavano due parabole dell’ascesa al potere, quella legata alle istituzioni e quella legata all’azione individuale, due paradigmi che rendono bene l’idea delle differenze tra il sistema pubblico francese, incentrato sull’amministrazione, e una sociologia del potere italiana dove i partiti politici sono espressione delle varie componenti sociali. Da questo quadro di incomprensione al vertice è spesso derivata una serie di tempeste in bicchieri d’acqua, occasioni in cui lo stile francese era percepito a Roma come troppo arrogante e quello italiano era considerato troppo folkloristico a Parigi.
    Ieri nel palazzo dell’Eliseo si respirava però un’aria diversa. Berlusconi e Chirac hanno espresso posizioni comuni, dimostrando anche un’intesa piuttosto inedita.
    Già la cortesia dell’approccio del governo italiano che ha declinato il turno di presidenza del vertice per rispettare la convalescenza del presidente Chirac era stato un segno di distensione molto diplomatico.
    Alcuni passi in avanti sono stati fatti sui dossier tecnologici e industriali. Nell’energia, la presenza dell’EdF nell’Edison italiana sembra ormai stabilizzata: la ricerca di una reciprocità di accesso per l’Enel al mercato transalpino ha anche significato la fine del blocco dei diritti di voto francesi nel capitale dell’Edison. Inoltre si stanno gettando le basi di un ritorno indiretto dell’Italia alla tecnologia atomica con programmi di cooperazione fra Enel e il nucleare francese.
    C’è da parte italiana un chiaro interesse a poter recuperare le capacità tecnologiche e produttive che sono state azzerate dalla chiusura delle attività nucleari sul territorio italiano.
    Nell’ambito tecnologico i successi di STMicroelectronics, l’azienda franco-italiana produttrice di semiconduttori, vengono spesso citati, ma poche volte imitati.
    La personalità di Pasquale Pistorio, presidente di STMicroelectronics e vicepresidente di Finmeccanica, potrebbe giocare un ruolo chiave nello sviluppo di poli di eccellenza tecnologica fra i due paesi.
    Anche perché Parigi ha già lanciato una sua agenzia per l’innovazione tecnologica incaricata d’incentivare distretti di eccellenza e Roma si dichiara intenzionata a percorrere questa strada in comune.
    Nel comparto dell’industria aerospaziale e della difesa, l’accordo fra Telespazio, Alenia Spazio e Alcatel aveva già segnato la svolta di un rinnovo delle cooperazioni. Oggi la ricomposizione dell’elettronica della difesa vede la francese Thales guardare con attenzione Finmeccanica. Vanno anche menzionati i progressi registrati sui dossier del collegamento Torino-Lione, un cantiere che è stato promosso dall’Italia e che oggi vede Parigi collaborare pienamente. Ci sono quindi passi avanti settoriali, ma quello che colpisce maggiormente è il ritorno della politica.
    Per l’Iraq, si prospetta un futuro autonomo per gli iracheni, modo egregio di conciliare il non intervento francese e la dichiarata pianificazione di ritiro delle truppe italiane. Per la Turchia, Berlusconi e Chirac potevano rallegrarsi dell’apertura dei negoziati, una comune posizione se si lascia nell’ombra il tiro mancino fatto da Chirac a proposito della necessità di un referendum in Francia per l’eventuale adesione di uno Stato membro.
    Ma soprattutto Berlusconi e Chirac hanno aperto la conferenza dichiarando la loro visione congiunta del futuro europeo.
    In un momento in cui l’alleanza con la Germania si fa più incerta, la Francia ha un interesse vitale a poter rinnovare il proprio discorso sull’Europa con altri partner. Allo stesso tempo anche per il governo italiano bisogna cercare di definire un nuovo corso europeo, necessario anche per un Berlusconi che si deve presentare di fronte al proprio elettorato con un rinnovato progetto politico.

    Da il Foglio

    saluti

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La Francia e l’Italia hanno un approccio paragonabile nel settore delle industrie tecnologiche.
    I due Stati conservano un forte ruolo di vigilanza e di controllo su attività spesso legate alla difesa. Essi hanno a lungo mantenuto strutture industriali capaci di fornire l’insieme dei sistemi, in particolare per il settore della difesa, portando a una concezione a volte autarchica della loro evoluzione. Il controllo di queste industrie è considerata una questione di sovranità, concetto che rende complicati i negoziati nel caso di fusioni internazionali. Negli ultimi due decenni, il controllo degli Stati non si è allentato, ma si è assistito a una ricomposizione europea del settore, dettata da logiche di dimensione critica sia per gli aspetti tecnologici sia finanziari. A differenza del settore dell’energia, il carattere di difesa di gran parte della produzione modera l’effetto della liberalizzazione e lascia agli Stati una parte importante delle loro prerogative. La cooperazione franco italiana nei settori dell’alta tecnologia è a volte citata come esempio: si tratta del caso di STMicroelectronics, società nata nel 1987 da una joint-venture fra l’italiana SGS e la francese Thomson Multielectronics e controllata oggi in modo paritetico da gruppi francesi (Areva e France Télécom) e italiani (Finmeccanica e Cassa Depositi e Prestiti) nell’ambito di un patto d’azionariato corrispondente al 35 per cento. Il successo dell’azienda produttrice di semiconduttori è anche quello di un management indipendente che ha svolto un notevole lavoro di integrazione. Questa società è rimasta tuttavia un esempio isolato.
    L’interesse per il settore aerospaziale e della difesa è molto forte tra Francia e Italia. In Italia la holding Finmeccanica, controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, raggruppa l’essenziale delle attività, Fincantieri a parte. In Francia bisogna citare EADS, Thales, Alcatel, Dassault, Sagem/Snecma, DCN. Vari accordi di cooperazione sono già funzionanti. Nel settore aeronautico ATR, società paritetica francoitaliana (EADS-Alenia Aeronautica), produce aerei da trasporto turbo-elica. Questa joint-venture, già consolidata, sembra tuttavia aver raggiunto i limiti della generazione attuale di velivoli. Alenia è anche subfornitrice di Airbus, essendo l’Italia sempre rimasta fuori dal consorzio europeo. L’accordo firmato nel 2004 fra Alcatel Space e Alenia Spazio-Telespazio (società del gruppo Finmeccanica) definisce una strategia comune nel settore spaziale con i francesi (Alcatel), leader delle infrastrutture, e gli italiani (Telespazio), alla direzione di un polo di servizi.
    In seguito a tale accordo esistono due poli spaziali europei: EADSAstrium (franco-britannico-tedesco) e Alcatel/ Alenia/Telespazio (franco-italiano).
    Nel settore navale il progetto di fregate Orizzonte ha segnato nel 2000 l’inizio delle cooperazioni per la realizzazione di quattro navi (due francesi e due italiane). Un accordo tra i governi francese e italiano per la produzione delle fregate FREMM è stato firmato nell’ottobre 2004. Questo prevede un consorzio composto al 50 per cento dalla società navale francese Armaris (DCN e Thales) mentre Fincantieri e Finmeccanica hanno ciascuna un 25 per cento. Il numero relativamente importante di fregate (27 in totale, 17 francesi e 10 italiane) testimonia la crescita della cooperazione nel settore navale. Thales possiede il 33 per cento della società romana di elettronica della difesa Elettronica Spa mentre gli altri azionisti sono la famiglia fondatrice (35 per cento) e Finmeccanica (31 per cento).
    Queste cooperazioni intervengono in settori strategici. Non dovrebbero far dimenticare che l’integrazione europea nel settore aerospaziale e della difesa sembra saldamente ancorata all’asse Parigi-Berlino, con un ruolo importante per il Regno Unito. L’Italia fino a oggi ha privilegiato l’asse britannico, rimanendo ai margini di questa centralità europea. Il triangolo Parigi-Berlino-Londra si esprime con realizzazioni industriali come Airbus che concretizzano, e a volte precedono, una volontà di integrazione politica. La tradizione tecnologica italiana, che affonda le proprie radici in un ricco patrimonio di invenzioni, non può essere valorizzata in un contesto esclusivamente nazionale. La Francia, sistema a lungo chiuso, ha iniziato una ristrutturazione industriale che cerca di inserire le proprie società in gruppi che raggiungano una dimensione critica, giocando EADS un ruolo centrale nella ricomposizione del settore. Mentre l’Europa della difesa progredisce, mentre un mercato europeo è in via di definizione, e mentre la ricerca da parte dell’Italia di un’alleanza privilegiata con gli inglesi di Bae Systems non ottiene i risultati previsti, il rapporto con l’industria francese riveste per l’Italia un carattere cruciale, quello del rapporto nei confronti dell’Europa.

    Il rapporto con gli Stati Uniti
    Gli industriali e i responsabili politici italiani insistono spesso sui legami con gli Stati Uniti per spiegare la posizione equidistante dell’Italia nel contesto delle ricomposizioni industriali. Dal lato francese i programmi di cooperazione italiana con gli Stati Uniti, in particolare nel settore aeronautico (Boeing 787, JSF), vengono a volte percepiti come scelte di un paese che ha deciso
    di non aderire al campo europeo. Queste posizioni caricaturali rivelano le poste in gioco politiche di tale settore. La relazione dell’Italia con le industrie americane affonda le proprie radici in una lunga cooperazione, nella scelta di campo operata a seguito della Seconda guerra mondiale e che
    si è tradotta in una ricostituzione dell’apparato industriale italiano in collaborazione con gli Stati Uniti. In modo chiaro questo passato non è stato dimenticato e spiega il forte senso di appartenenza alla comunità atlantica.
    Inoltre, gli industriali italiani hanno difficoltà a lasciare il controllo delle proprie attività a gruppi di altri paesi. In Italia, come in Francia, le industrie aerospaziali e della difesa sono il prodotto di una serie di investimenti pubblici, di decisioni politiche eminentemente nazionali, e rappresentano un patrimonio difficile da sacrificare, con un carattere sociale importante legato al mantenimento delle capacità di produzione nazionali e alla localizzazione delle industrie. Non c’e da stupirsi se una sola holding controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze raggruppa l’insieme del settore in Italia.
    Tuttavia la minore dimensione delle aziende italiane rispetto ai gruppi bi o tri nazionali che si
    costituiscono in Europa intorno all’industriafrancese spiega le reticenze ad accordi industriali che non possono essere superate senza un’accurata valutazione industriale e una forte volontà politica.
    E la dimensione superiore dei gruppi francesi nei genera confronti degli omologhi italiani detta il
    senso della relazione.
    Nel settore della cantieristica navale, la cooperazione franco-italiana potrebbe prefigurare l’integrazione di aziende italiane in un polo navale franco-tedesco che si sta delineando (alleanza fra le francesi Thales, DCN con Thyssen-HDW). Si tratta di un gioco a tre nel quale la Germania potrebbe essere favorevole all’entrata dell’Italia per controbilanciare la Francia.
    Nel settore dell’aeronautica civile, il know-how di Alenia nella trasformazione di aerostrutture (gli stabilimenti Officine Aeronavali di Venezia) potrebbe costituire un assetto adatto alla realizzazione della versione cargo dell’Airbus A 380 o delle versioni aerei cisterna/trasporti dei velivoli Airbus. La partecipazione italiana al programma del caccia americano JSF non segna la fine degli scenari di cooperazione fra la Francia e l’Italia. L’addestratore avanzato sviluppato dalla Aermacchi (M346) si trova confinato nel quadro nazionale italiano.
    Una cooperazione industriale con la Francia, possibile per sistemi essenziali per il velivolo (motori, elettronica) potrebbe permettere l’apertura dei mercati europeizzandone la produzione, e realizzando quindi l’eurotrainer. Infine nel settore degli aerei senza pilota (UAV, Unmanned Aerial Vehicles), la partecipazione dell’Italia al pool franco-svedese già costituito intorno a Dassault e Saab segna un investimento significativo per lo sviluppo comune della futura generazione di velivoli da combattimento. Ulteriori raggruppamenti sembrano essere nell’agenda del settore europeo aerospaziale e della difesa. Il polo franco-tedesco EADS ha la capacità di svolgervi un ruolo centrale. Tuttavia le voci che lamentano un aumento esagerato del peso francese sono numerose nell’indicare che l’operazione snaturerebbe il carattere europeo del gruppo. Si tratta dunque di uno scenario di ricomposizione dell’azionariato di controllo di EADS nel quale le industrie italiane potrebbero svolgere un ruolo. La questione dei rapporti franco-italiani nel settore tecnologico, aerospaziale e della difesa riveste un’importanza cruciale legata a una comune concezione del ruolo dell’industria nazionale, diversa dal modello inglese. La costruzione di accordi rappresenta dunque un’occasione per far progredire la definizione di obiettivi politici comuni che possano anche contribuire a forgiare una rafforzata identità di sicurezza e di difesa.

    Jean-Pierre Darnis su il Foglio

    saluti

 

 

Discussioni Simili

  1. Clamoroso!
    Di DiegoVR nel forum Destra Radicale
    Risposte: 43
    Ultimo Messaggio: 04-02-11, 21:33
  2. clamoroso !!!!
    Di marocchesi nel forum Destra Radicale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 30-11-09, 20:48
  3. clamoroso
    Di Willy nel forum Fondoscala
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 13-03-07, 13:09
  4. Clamoroso!!!!!!!!!
    Di raggioverde nel forum Fondoscala
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 19-04-06, 20:01
  5. Clamoroso!!!!!
    Di uno di sinistra nel forum Fondoscala
    Risposte: 37
    Ultimo Messaggio: 14-10-05, 20:27

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito