(ANSA) - BERLINO, 2 OTT -
''Uno dei piu' strenui avversari del comunismo'' : cosi' la Stasi, i servizi segreti della vecchia Germania comunista (Ddr), considerava negli anni della Guerra Fredda e della cortina di ferro Joseph Ratzinger - allora professore di teologia, poi cardinale e oggi papa Benedetto XVI. Il domenicale tedesco Bild am Sonntag, con l'autorizzazione del pontefice, pubblica oggi stralci dei dossier raccolti dalla Stasi a carico di papa Ratzinger. Ma in una delle tante note redatte sul papa tedesco dalla famigerata polizia politica di Berlino est, Ratzinger viene anche definito come uno che ''dispone di uno charme accattivante'', ''nonostante all'inizio si mostri in qualche modo timido con il suo interlocutore''.
La prima annotazione a carico di Ratzinger risale al 26 aprile 1974. Un agente della Stasi (Staatssicherheit, sicurezza dello stato) con il nome in codice 'Birke', scriveva sull'uomo sorvegliato, identificato con l'iniziale R.: ''R. si e' intrattenuto in aprile nella Ddr, tenendo al seminario di Erfurt conferenze davanti a studenti di teologia e accademici sui problemi della teologia moderna''. Lo scorso febbraio - quindi prima dell'elezione di Ratzinger a nuovo pontefice avvenuta il 19 aprile - la Bild am Sonntag aveva chiesto di poter prendere visione degli atti della Stasi relativi alla Chiesa, e in particolare alla persona di Joseph Ratzinger. I responsabili dell'Ente che in Germania si occuopa della cura degli archivi dei vecchi servizi segreti della Ddr hanno fatto delle ricerche e hanno trovato in aprile e nelle settimane successive ''vari documenti''.
I dirigenti dell'Ente per gli archivi della Stasi - afferma il giornale tedesco - ''hanno scritto al Vaticano mettendo tutto il materiale a disposizione del papa eletto il 19 aprile''. ''Con la sua autorizzazione scritta (del pontefice), copie dei documenti sono stati fatti pervenire venerdi' scorso alla Bild am Sonntag'', precisa il domenicale, che all'argomento dedica la sua prima pagina con il titola in grande: 'Dossier Stasi Ratzinger', con una foto di papa Benedetto XVI accanto a uno dei documenti della Stasi relativi all'allora professore di teologia Joseph Ratzinger. ''Noi abbiamo informato il papa della richiesta di alcuni giornalisti di visionare la documentazione sulla sua persona. Con una lettera personale egli ha comunicato di non avere alcuna obiezione al riguardo'', ha detto alla Bild am Sonntag Marianne Birthler, responsabile dell'Ente sugli archivi della Stasi.
Dal 1974 Joseph Ratzinger venne tenuto sotto stretto controllo dei servizi comunisti, sorveglianza che si ando' intensificando dopo che il 25 novembre 1981 papa Giovanni Paolo secondo nomino' l'allora arcivescovo di Monaco di Baviera alla carica di Prefetto per la congregazione della fede . La polizia politica di Berlino est si rese conto del peso crescente che andava acquistando Ratzinger. ''Ratzinger e' attualmente in Vaticano, dopo il papa e il segretario di stato (Agostino) Casaroli, il politico piu' influente e il maggiore ideologo'', si legge in una delle note di allora. La Stasi rilevo' peraltro gli stretti contatti instauratisi tra Ratzinger e il futuro papa polacco Giovanni Paolo secondo. ''Dalla meta' degli anni settanta Ratzinger fu legato da una stretta amicizia con l'allora cardinale (Karol) Wojtyla, per la cui elezioni a papa egli si era impegnato tanto''.
E si osserva come Wojtyla avesse incaricato Ratzinger nel 1980 ''di organizzare l'appoggio ecclesiastico in Germania occidentale a favore degli sviluppi controrivoluzionari in Polonia'' Il riferimento era ovviamente al sindacato libero Solidarnosc e alla sua lotta contro la dittatura comunista in Polonia. E in un'altra occasione, l'agente segreto di turno annotava: ''In Vaticano Ratzinger e' ritenuto uno dei piu' strenui avversari del comunismo''. Ogni tanto pero' anche gli infaticabili 'segugi' della Stasi si sbagliavano. Cosi', osserva la Bild am Sonntag, in un dossier del 23 aprile 1984 era stata indicata erroneamente la cittadina bavarese dove Ratzinger nacque il 16 aprile 1927: ''Merkl/Inn'', invece di Marktl am Inn. Un altro documento confuta inoltre la tesi, sostenuta in particolare dalla stampa inglese, sul presunto passato nazista di Ratzinger. ''La Stasi non ha trovato alcun materiale compromettente negli archivi nazisti'', scrive la Bild am Sonntag.
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