Alessandra Longo per “La Repubblica” - Fai il direttore alla «Padania» per un po´, spari a zero sulla Rai dei «terroni» di Centro-Sud e alla fine dove vai? Proprio alla Rai, in quota Lega. E´ successo a Gigi Moncalvo, attualmente capostruttura di RaiDue e titolare di «Confronti», una trasmissione che lui apre e chiude facendosi il segno della croce per scacciare l´incubo Islam. E stava per succedere - giurano fonti vicine al Cda - anche a Gianluigi Paragone, erede di Moncalvo alla «Padania». I rumors di viale Mazzini lo davano già come autore del programma «Tornasole» affidato al dj Andrea Pezzi. Sembrava cosa fatta, secondo i bene informati, ma durante la riunione del Cda di ieri sarebbe arrivato lo stop a Paragone. Vero? Falso?
Lui si arrabbia e fa sapere che «sfida chiunque a trovare una carta firmata» che dimostri la sua ambizione ad entrare nella grande famiglia Rai. Però se non è questa volta sarà la prossima. Paragone gode della stima dei dirigenti della Lega. «E´ un uomo coraggioso», dice di lui Stefano Stefani, responsabile dei media padani, già sottosegretario al Turismo, quello che fece scoppiare un caso diplomatico con Berlino descrivendo i tedeschi come campioni «nelle gare di rutti».




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