Gli omosessuali si sentono ancora una volta 'esclusi' dalla Chiesa Cattolica e lamentano che nuove umiliazioni siano loro inferte proprio mentre i Vescovi di tutto il mondo riflettono sull'Eucaristia', un sacramento che 'sana e avvicina alla comunita'', e che, scrivono, 'ci riconosce uguali e diversi, ma anche fratelli e sorelle'.
'Nuova Proposta', associazione di 'uomini e donne omosessuali cattolici di Roma', esprime in questi giorni con queste parole 'sconcerto e sofferenza' per le affermazioni pronunciate nel corso della discussione del Sinodo dei Vescovi sul tema dell'Eucaristia, dal card. Lopez Trujillo, per il quale 'le coppie
di fatto e le unioni omosessuali attentano alla natura stessa della
famiglia'. 'Rimaniamo scandalizzati - scrivono gli omosessuali cattolici - dalle parole del prefetto della congregazione per la famiglia, per le parole di divisione, di rifiuto pronunciate proprio in un contesto di riflessione sulla comunione ecclesiale'.
E chiede di essere ascoltati!
'Riteniamo - affermano ancora i gay cattolici nel loro comunicato - che il dono gratuito dell'eucarestia sia per tutti gli uomini e le donne'. Secondo Nuova Proposta, 'usare ancora oggi l'arma della comunione, del divieto a riceverla sempre e solo per quanto riguarda la morale sessuale, solo per i divorziati, gli omosessuali eccetera, significa snaturare il senso profondo del dono che diventa con le parole del cardinale Trujillo una proprieta' di
pochi'. 'Ci aspettavamo - conclude la nota - parole di comunione, parole di dialogo per recuperare i lontani, gli esclusi, i diversi, coloro che in questi anni si sono sentiti ai margini delle comunita', non nuove parole di esclusione'.
Affari Italiani
Venerdí 07.10.2005 19:02
http://canali.libero.it/affaritalian...cattolici.html
LA RISPOSTA
LA VIA DEL CRISTIANO:
RICONCILIAZIONE ED EUCARISTIA
Il compito di ogni cristiano, qualsiasi sia la sua situazione, i suoi
problemi e le sue difficoltà personali, è quello di intraprendere un cammino
di crescita con l'aiuto di Dio.
Il cristiano sa che, come esseri umani, siamo estremamente vulnerabili, sia
che la nostra lotta riguardi le pulsioni sessuali disordinate, l'alcolismo,
la tossicodipendenza, la golosità, l'orgoglio, la violenza e ogni forma di
ingiustizia verso il prossimo che nasce sempre dalle nostre pulsioni
egocentriche e tiranniche: IL NOSTRO COMPITO E 'LOTTARE PER CRESCERE.
Solo crescendo verso il bene aumenta la nostra vera felicità e quella del
prossimo. Ogni strada sbagliata fa male e aumenta i nostri problemi invece
di diminuirli: il male fa male.
Dice il Signore:
"" Se qualcuno vuole venire dietro di me, rinneghi
se stesso, prenda la sua croce e mi segua"
( Mc 8,34 - 9,1. Testi paralleli:
Mt 16,21-28; Lc 9,23-27; Gv 12,25 ) .
( SOTTOLINEO IL " SE QUALCUNO VUOLE": la via indicata da Cristo non è
obbligatoria, è un atto di libera volontà quello di seguire il maestro ).
1) " Rinneghi se stesso":
rinnegare significa, etimologicamente,
CONTINUARE A DIRE DI NO A QUALCOSA CHE SI AMA e che, evidentemente, è in
contrasto con il progetto di Dio, con i comandamenti che indicano la strada
della nostra vera realizzazione.
2) " Prenda la croce":
la croce è la legittima sofferenza che nasce
dalla natura continuativa della lotta necessaria per crescere ogni giorno
verso il bene.
3) " Prenda la sua ":
la croce è propria di ognuno, sua, personale.
Ogni uomo ha problemi e difficoltà personali e a partire da essi
deve compiere un cammino di crescita per seguire il Signore.
Anche quando cadiamo volontariamente
nell'errore, Dio non smette di amarci.
Gesù conosce la nostra fragilità estrema.
Ecco perché sta scritto:"" Perfino il giusto sbaglia sette volte al
giorno""( Sp 24,16 ).
Dio non dice mai:" Ne ho abbastanza di te!"".
Poiché Dio non ci abbandona mai, nemmeno noi abbiamo il diritto di
arrenderci interiormente.
Gesù dice:
" SE UN TUO FRATELLO PECCA,
RIMPROVERALO; MA SE SI PENTE, PERDONAGLI. E
SE PECCA SETTE VOLTE AL GIORNO CONTRO DI TE
E SETTE VOLTE TI DICE: MI PENTO,TU GLI PERDONERAI ""( Lc 17,3-4 ).
Questo significa che, sia verso gli
altri, che verso se stessi bisogna avere un atteggiamento pacifico, non
aggressivo. Bisogna lavorare su se stessi in pace, con atteggiamento
compassionevole, accettando le sconfitte, ricominciando con pazienza e
sempre con amore, amore verso se stessi e verso gli altri.
Tutti gli esseri umani hanno problemi e difficoltà personali
ma anche opportunità di crescita.
I fratelli che hanno problemi e tendenze disordinate vanno
accettati, amati, perdonati, ma anche incoraggiati a
lottare contro i loro comportamenti sbagliati.
Essi devono essere sempre esortati e aiutati a compiere un cammino
di crescita nella direzione indicata dai comandamenti del Signore che sono
le strade lungo le quali possono svilupparsi le nostre potenzialità umane.
AMARE UN ALTRO VUOL DIRE DESIDERARE QUELLO CHE E'
VERAMENTE BUONO PER LUI, CIOE' I COMANDAMENTI
In questa vita, dopo il peccato originale, è possibile
una continua crescita ma non più la perfezione che
esisteva nel paradiso terrestre: la costruzione della
personalità è un compito che dura tutta la vita e che
si completerà soltanto in Paradiso.
Gesù attende con pazienza il nostro lavoro di crescita.
Egli è sempre pronto ad aiutarci e a perdonarci ma vuole che continuiamo a
lavorare su noi stessi, a camminare lungo la via "stretta".
La grazia ci dona una forza che aiuta la volontà e una luce
che illumina la mente, ma non si sostituisce
agli sforzi che dobbiamo fare, alla strada che dobbiamo percorrere.
Il cristiano sa che lasciarsi andare alle proprie tendenze
disordinate è una via "LARGA" ( cf Mt 7,13-14 ), cioè più facile,
in quanto basta non lavorare su se stessi: infatti, il Signore dice che sono
" molti" coloro che camminano lungo la via "larga". Questa "larghezza",
questa facilità è, però, una pericolosa illusione. Non accettare la
legittima sofferenza e la fatica che nascono dal mettere ordine dentro se
stessi produce uno stato di dolore maggiore perché la vera felicità non
nasce dall'ingannevole e illusorio tentativo di evitare le difficoltà che
accompagnano, inevitabilmente, ogni processo di crescita e ogni dinamica
realizzativa.
In realtà, non c'è persona che soffre di più di colui che non vuole
assolutamente soffrire: ovviamente, qui si parla della sofferenza
legittima che nasce dallo svolgere i propri doveri, dal lavorare su se
stessi, dall'affrontare le difficoltà chela vita pone. Questa è la VIA
STRETTA che Gesù ci esorta a percorrere ( cfr Mt 7,13-14 ).
Gesù, se da un lato
chiede a ciascuno di farsi carico dell'onere che l'adempimento del proprio
compito esistenziale esige ( "" Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi
se stesso, prenda la sua croce e mi segua""- Mt 16,24 ), dall'altro fa
presente la non gravosità della propria richiesta: "" IL MIO GIOGO INFATTI
E' DOLCE E IL MIO CARICO LEGGERO"" ( Mt, 11,30 )
TUTTAVIA, CIO' CHE CONTA VERAMENTE, PER NOSTRO SIGNORE,
E' L'INTENZIONE E IL "LAVORO" CHE VIENE FATTO,
NON I RISULTATI: DIO GUARDA IL CUORE .
PREGHIERA
DELL'UOMO UMILE E PAZIENTE
CHE VUOLE PRENDERE LA SUA CROCE
E SEGUIRE IL SIGNORE:
""Signore,
per quanti sforzi faccia io non riesco
ad evitare certi peccati.
Signore, perdonami se non so
realizzare il tuo disegno
ma tu sai che soffro per questo
e sai che ti voglio bene.
Fa che la mia debolezza
non diventi mai lo strumento
di misura del bene e del male.
Solo questo ti chiedo:
aiutami a confessare sempre e umilmente
i miei peccati e compi tu ciò che manca al mio tentativo.""




