Buongiorno a tutti!
Vorrei riprendere in mano un argomento già discusso nel remoto passato, ma poi sepolto: i vortici di scia, quelli che dovrebbero far cadere le tegole, per intenderci.
Come ben sapete, l'argomento venne alla ribalta nella primavera del 1999 a causa dei tetti scoperchiati a Lonate Pozzolo, presso Malpensa; per quanto mi riguarda, ebbi modo di leggere un esaustivo articolo sul numero di giugno '99 della rivista "Volare", secondo il quale i vortici di scia di molti aerei sarebbero effettivamente in grado di spostare tegole anche molto pesanti. L'articolo riferiva che episodi simili erano stati studiati in Inghilterra, paese nel quale esistevano già da anni programmi di protezione dai vortex strike; si citavano i casi di Heathrow e Manchester.
Il suddetto articolo era corredato da un'intervista al dottor Raffaele Marazzi, ingegnere aeronautico, nonché da un resoconto "sul campo" del giornalista: quest'ultima era certamente la parte più curiosa dello speciale.
L'Autore si era recato sotto il sentiero di discesa di una pista di Malpensa e aveva potuto constatare personalmente gli effetti dei vortici: alcuni alberi dei boschi circostanti venivano scossi violentemente dopo il passaggio di alcuni aerei. L'entità e la durata del "colpo" sembravano aleatori, ma ciò era probabilmente dovuto alla grande quantità di variabili in gioco: modello, peso, velocità e configurazione del velivolo, nonché intensità e direzione del vento e, probabilmente, altri parametri atmosferici.
in conclusione, l'Autore segnalava lo scetticismo di un pilota di MD-80 nel venire a sapere che questo tipo di aereo produce un vortice molto forte e ben visibile anche a terra..
L'argomento era stato poi discusso in questa sede un paio di anni fa, ma l'atteggiamento più diffuso tra i forumisti era quello di generale scetticismo; di conseguenza anch'io rimossi ben presto questo tema dai miei pensieri.
Veniamo all'oggi, anno 2005.
Ai primi di giugno sono a Malpensa; in attesa dell'arrivo di mio padre con un volo serale, programmo una sosta sotto il sentiero della 35R per godermi gli arrivi della terza ondata. Appena passato un MD-80 sento accanto a me un padre che dice al suo bambino: "Senti, senti la scia adesso!"
Lo guardo un po' perplesso...
Passano dieci-quindici secondi... ed ecco un rumore, mai sentito prima, che sale da monte (la direzione di provenienza dell'aereo) e scende verso valle (la pista); è un rumore strano, una via di mezzo tra una frustata e uno scarico di gabinetto; dura alcuni secondi, poi si perde.. Lo accompagna un agitarsi scomposto di fronde nel boschetto appena oltre la strada.
Sbalordito davanti a questa osservazione, mi metto in ascolto ad ogni passaggio. Dopo un'oretta di atterraggi (solo narrow body ho riscontrato che: i vortici di scia esistono, possono arrivare fino a terra e possono essere anche molto intensi; diversi tipi di aerei producono diversi vortici. MD-80 e 737 fanno proprio un gran macello (vortici rumorosi e grande scuotimento di alberi), i 32x non si fanno notare, i Fokkerini e gli ERJ producono un vortice dal sibilo piuttosto acuto ma non particolarmente dannoso a terra.
Mi sono deciso a ritirare fuori questo argomento dopo essere stato due giorni fa sotto il sentiero di Linate: un solo aereo in atterraggio (un 737 LH), niente alberi nelle vicinanze... ma un scia da paura!
Per finire, vi segnalo questo link (è un .pdf), scoperto proprio oggi: http://www.bhx.co.uk/Environment/30.pdf




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