Vita dura per i pendolari dei cieli.
Assistenti di volo su e giù per la capitale tutti i giorni sottraendo posti ai passeggeri.
MALPENSA- Da mesi, qualcuno dice da anni. E’ insomma un sacco di tempo che tra gli addetti ai lavori circola la voce di una base a Milano per Alitalia. Un modo per potenziare la compagnia di bandiera nell’ aeroporto che stenta a diventare (ma dovrebbe) la punta di diamante dello Stato.
Curiosa la situazione dei dipendenti: in una zona dove i comuni alzano il loro tasso demografico grazie al trasferimenti di hostess e piloti i quelli di Alitalia provengono per lo più dai Roma. I pendolari dei cieli. Mille e quattrocento di loro sono attesi in brughiera per dare man forte a quelli già insediati. E per pesare meno sul bilancio: sono sopratutto i must go a costare ovvero, i trasferimenti di organico dalla capitale ( dove si tengono i corsi di formazione per gli equipaggi) a Malpensa. I dipendenti che devono svolgere un servizio qui arrivano in aereo come normali viaggiatori. E il mancato guadagno per l’azienda supera i 10 milioni, sotto la voce “biglietti invenduti ai passeggeri” Uno dei tanti svantaggi di non aver quartier generale a Milano.
Di fatto però è difficile sapere se il trasloco sia avvenuto sul serio o sulla carta. E ancora più arduo è sapere come la pensano i diretti interessati: il personale AZ. Per contratto non possono rilasciare dichiarazioni, men che meno in divisa e sempre per contratto è prevista la possibile richiesta di dislocazione. Solo, che fino ad ora non era stata avanzata. Il punto di ritrovo dei naviganti del cielo è una struttura collocata tra i due terminal chiamata “Crew briefing center” inaccessibile senz autorizzazione: fattore che accresce quell’ aura di fascino che permea il mondo dell’aviazione civile. “I sindacati parlano per noi”, è la dichiarazione di una hostess appena arrivata. Una di quei 1400 che da Roma sono finiti a Milano sul serio. Ad anticipare la realtà dei fatti ci ha pensato il mondo virtuale, nei forum su Internet se ne discute da Agosto. Ad esempio su www.politicaonline.net dove FlyIce scrive” Quello che cambia è che i base-Milano non hanno più il must go ma si devono arrangiare per il biglietto: o se lo pagano o se vogliono viaggiare gratis lo fanno se c’è posto, quindi prima vengono i clienti che pagano e solo dopo i crew. Ora era il contrario: la Fiumicino –Malpensa-Fiumicino era piena di equipaggi che bloccava posti in vendita».
Su internet si trovano anche notizie sul leggendario volo Az2120, che parte alle 8 da Fiumicino carico di piloti e personale di bordo destinati a Malpensa: se arriva in ritardo, questo si estende su altre partenze. Dai primi d settembre sono arrivati i primi rinforzi, un sacrificio non facile per chi ha famiglia in centro Italia, ma che si accetta di buon grado, per il mestiere che ama: spesso i comuni “terrestri” sminuiscono il ruolo degli assistenti di volo, li vedono come persone cordiali che offrono loro un rinfresco durante il viaggio. Dimenticando lo stravolgimento della vita privata a cui devono far fronte, i problemi anche fisici, che l’alta quota può provocare a lungo termine e, cosa più importante, sono addestrati a salvare la vita dei passeggeri in caso di incidenti. Molti sono fieri della divisa che indossano: «Sono fortunata perchè al mattino mi alzo contenta di recarmi al lavoro» è il commento di un’altra hostess appena arrivata al Crew Center.
Sul solito web, altre testimonianze degli sforzi del personale, come i post di DanieleAZ che spiega : « IO come tanti altri colleghi non residenti a Milano ma in forza su Malpensa, pendolo con i free (i biglietti gratuiti per il personale ndr). Se ho partenze la mattina vengo la sera prima e mi pago l’hotel, a Varallo Pombia». Ma non sono tutti dello stesso parere, qualcuno se la prende perché «come tutti gli impiegati statali» godono di trattamenti preferenziali rispetto ad altri. La questione assume sfumature politiche nel messaggio di marcogiov :«Militari, poliziotti e carabinieri vengono spostati su e giù per lo stivale senza tanti complimenti e non certo in aereo. Quindi Alitalia, con tutti i sodiche perde da sempre, è l’azienda delle principesse sul pisello. Se non vogliamo obbligare i Romani a trasferirsi li si lasci a casa loro, a Varese ci sono centinaia di persone orfane di un’altra compagnia che non si fanno problemi a lavorare a Malpensa. Invece che succede? Paghiamo questi equipaggi lombardi per stare a casa in casa integrazione, poi paghiamo gli altri per venire a Milano. Perché? In Italia ci sono milioni di disoccupati di cui non si occupa nessuno. ».
A.F.


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