In questo argomento sono di parte. Facendo parte di un gruppo prossimo all'uscita dell'album di debutto, vedo necessariamente la cosa dal punto di vista di chi è protetto dal copyright. Per cui, non lo trovo sbagliato in assoluto.
Spiego la mia situazione: suono black metal, un genere di nicchia, pubblicato (salvo i 3-4 nomi più grossi) da etichette a gestione familiare quando va bene. Per fare un esempio del lurido sfruttamento commerciale della nostra musica, vi dirò le condizioni del nostro contratto con la casa discografica:
* 700 euro sull'unghia (ci ripaghiamo meno di un terzo dei soldi spesi per la registrazione del disco)
* Delle prime 1000 copie stampate (distribuzione a livello europeo), 100 vanno gratuitamente a noi da vendere in prima persona tenendocene l'intero ricavato
* delle seconde 1000 ne avremo 50 gratuite, più 50 centesimi per ogni copia venduta delle 950 distribuite dalla casa discografica
* dal terzo migliaio in poi (ammesso che ci si arrivi nell'era degli mp3), nessuna copia gratuita, 50 centesimi per ogni copia venduta dalla casa discografica
Come si può facilmente calcolare, ci copriamo le spese e ci facciamo qualche pizza e birra in compagnia con l'avanzo. A fronte di 4 anni di duro lavoro come gruppo, settimane spese in studio di registrazione e sforzi promozionali durati un anno circa. Ed oltre a questo dovrei pure lasciare a Tizio o Caio la possibilità di prendere la mia musica e copiarla, integralmente o parzialmente, spacciandola per sua, o semplicemente di sfruttarla commercialmente, magari facendoci su dei gran soldi (pensate ad esempio ad una colonna sonora)? No, grazie, preferisco il copyright.
Non è contro il principio, giusto, del copyright che bisogna lottare, ma contro le sue applicazioni sbagliate, create per arricchire i soliti noti.




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