buon giorno mattino....buon giorno faustino....
http://www.sult.it/pdf/lineeguida_prc.pdf


buon giorno mattino....buon giorno faustino....
http://www.sult.it/pdf/lineeguida_prc.pdf


Fare un documento su un "nuovo piano industriale" e usare come immagine della compagnia quella di un 747 non fa ben sperare sui contenuti, che ho visto e che giudico un po' deliranti ...


Dio mio... Sembra il piano industriale della Cubana!


bhe per farsi 4 risate la mattina va bene.. Flotta tutta Airbus (e in copertina ci mettono un boeing) poche idee ma confuse, forse negli anni '50 un piano così era attuabile... ma ora?
poretti... l'ho sempre detto FALLIMENTO è l'unica soluzione...
ciao sky3boy


io non riesco a leggerlo
DISCOVER THE SKY


la parte piu' bella è il progetto di fusione tra Alitalia, AirOne e Meridiana
direi realistica e soprattutto...utile ad ampliare il parco rottami volanti
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forse è preoccupato di non poter più volare in Magnifica e si è dato da fare a stendere un magnifico piano di 37(mini) pagine
AZJumbo


- Non accordi fra vettori, ma accordi fra Stati!!!!
- Eliminiamo l'outsourcing, pero' poi sviluppiamo il nostro lavoro per terzi (coerentissimo)
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Credevo che in Italia fossero tutti commissari tecnici della nazionale. Invece sono anche tutti CEO di Alitalia.
Ormai sta diventando una barzelletta. Chiudiamola, riapriamola, mandiamo a casa questa gente e vietiamo i sindacati nel trasporto aereo.


Qualcuno ci sta pensando seriamente , forse in modo un po' provocatorio ed esagerato ma quando si tira troppo la corda poi .............In Origine postato da sarrebal
Ormai sta diventando una barzelletta. Chiudiamola, riapriamola, mandiamo a casa questa gente e vietiamo i sindacati nel trasporto aereo.
Dal Corriere della sera :
Le grandi imprese potranno citare le associazioni dei lavoratori per danni
Australia: lo sciopero diventa illegale Misure senza precedenti del governo: licenziamenti liberi, scioperi bloccabili, sindacati non potranno entrare in nuove aziende
SIDNEY (AUSTRALIA) - Per la prima volta da anni il diritto di sciopero in un Paese del mondo occidentale potrebbe smettere di esistere. Tra breve infatti in Australia scioperare potrà essere considerato illegale, i piccoli imprenditori potranno licenziare senza incorrere in penalità, e le grandi imprese potranno citare i sindacati per danni, portandoli in tribunale con relativa facilità.
LE MISURE DEL GOVERNO - Sono questi i punti principali delle nuove misure introdotte in Australia dal primo ministro conservatore John Howard, con l'intento di rendere il Paese più snello e competitivo sul mercato mondiale. Secondo il premier i cambiamenti sono «considerevoli ma giusti», e soprattutto eviteranno all'Australia di «finire con lo stesso tasso di disoccupazione della Germania». Il segretario del principale
Il premier John Howard (Epa)
sindacato, Greg Combet dell'Actu, ha però immediatamente ribattuto, definendo le nuove misure «estremamente repressive» e sottolineando il fatto che «fanno diventare la salvaguardia dei lavoratori una pura illusione».
SCIOPERI ILLEGALI - Quello che il quotidiano «The Australian» ha definito «il più grande attacco ai sindacati mai verificatosi in Australia», prevede che il governo possa dichiarare uno sciopero illegale se comporta un danno all'economia, e ammette contratti privati tra datore di lavoro e singoli impiegati. Secondo questi accordi, anche diritti finora regolati dalla legge e dai sindacati, come giorni feriali e orari di lavoro, potranno essere inclusi in contratti stipulati individualmente. Inoltre, aziende con non più di cento impiegati potranno licenziare in tronco senza motivi di «giusta causa» e senza incorrere in penalità. Ai sindacati sarà anche vietato l'ingresso nei posti di lavoro dove non vi sono contratti siglati attraverso un accordo sindacale. Secondo i nuovi poteri, il governo potrà di fatto interrompere ogni sciopero nel settore automobilistico, in quello minerario e in tutti i settori dei trasporti, da quello dei portuali a quello aereo e delle costruzioni.
L'OPPOSIZIONE - Il leader dell'opposizione, Kim Beasley, ha detto che «lotterà fino a che sarà necessario, per salvaguardare il diritto dei lavoratori australiani». Di parere opposto Peter Hendy, a capo dell'Australian Chamber of Commerce and Industry, che fornisce il più alto numero di impiegati alle aziende australiane, per il quale «le riforme non sono abbastanza coraggiose». Le nuove misure introdotte da Howard promettono di infiammare il dibattito tra conservatori e laburisti, soprattutto in vista delle prossime elezioni, previste per la fine del 2007. Per Dennis Shannnan, editorialista del quotidiano «The Australian», Howard avrebbe scelto bene i tempi, perchè «per allora i dibattito avrà perso consistenza, e i conservatori non rischieranno di perdere voti». Votare in Australia è obbligatorio per legge. Howard oggi ha sottolineato quanto sia importante per l'Australia muoversi nel mercato libero, e ha anche chiesto ai lavoratori «fiducia nelle nuove misure e fiducia nel governo, che non ha alcuna intenzione di introdurre misure che siano dannose per i lavoratori australiani».


I Paesi anglosassoni sono sempre all’avanguardia.
Beati loro.