Le critiche e le diffidenze che ci
vengono espresse da una certa
Destra partono dal disprezzo per
il nostro identitarismo cattolico;
anche se in realtà, il più delle
volte, non si parla di critiche ma
di vere e proprie messe al muro,
di attacchi lapidari, scherno e
derisione. Ma, francamente, a noi
non importa: rispondiamo solo a
noi stessi , di noi stessi ed alla
nostra coscienza.
Questo scritto non vuole
giustificare nessuna nostra scelta,
che non è frutto, ovviamente, né
di programmazione a tavolino,
né di chissà che altro, ma di una
netta, decisa e motivata
predispostone interiore e presa
di coscienza del nostro personale
Credo.
Cattolici per nascita, cattolici per
Credo, cattolici per sensibilità,
cattolici neo-conversi: questo
siamo.
Qualcuno azzarda la pretesa,
soprattutto in ambienti anarcosinistrorsi,
che il nostro Credo sia
un palliativo ed una
giustificazione ad un nostro
presunto razzismo ed ad una
nostra malsana vocazione
xenofoba. L’agghiacciante
pretesa di certuni é che il
Forzanovismo sia una qualche
teologia razzisticheggiante,
sviluppata ad hoc come
sostegno dottrinario ad una
fantomatica chiesa dell’Odio.
Intanto, a questi signori,
rispondiamo che se vi è un
razzismo esso è incarnato da
loro, con la loro squallida
ipocrisia buonista, con il loro
vuoto umanitarismo in nome di
un progresso indefinito e con il
loro sistematico e pianificato
progetto d’odio e distruzione di
ogni cultura, identità ed etnia. Il
sogno d’un Atea società
multirazziale, l’idea d’una
dittatura operaia ed il mito
totalitario dell’egualitarismo a
noi sembrano istigazioni all’odio
globale verso l’uomo ed il
Mondo.
Certuni hanno imparato a
storpiare, in maniera sofisticata,
il principio d’Amore verso la
propria terra, verso i propri cari,
verso la propria storia ed il
proprio futuro, verso il proprio
Credo come Razzista, ergo come
seme d’odio. Rabbrividiamo
davanti a tale soluzione
perversa, davanti a tale
agghiacciante contraffazione.
Non pensavamo fosse possibile
rivoltare il contenuto di una
parola nel suo esatto contrario.
Noi non siamo razzisti e
rifiutiamo ogni principio che lo
accompagna. Rifiutiamo lo
schematismo positivista e
biologista che supporta ogni
forma di razzismo.
Noi non odiamo Nessuno. Siamo
convinti che nel mondo, così
com’è stato creato vi sia un
ordine, bello, meraviglioso e
giusto di per sé e come tale lo
vogliamo lasciare. Lo vogliamo
difendere da ogni storpiatura e
deturpazione. Questo non è
certamente Odio.
Ovviamente, non ci aspettiamo
altre conclusioni su di noi e il
nostro pensiero da gente che ha
per paradigma ideologico il
materialismo. Non pretendiamo
che possano approdare a
riflessioni più fini, intime e
profonde di queste. Capisco che il
limite ideologico che li
accompagna non permette loro di
cogliere razionalmente il nostro
pensiero. L’incapacità di decifrare
certe sfumature li porta
naturalmente a schernirci, e non
potrebbe essere altrimenti…
crediamo che tutti conoscano la
fiaba della volpe e l’uva!
La domanda più consona alla
quale vogliamo rispondere non è
il perché del nostro essere cattolici,
ma, se ha senso, prospettiva e
valore un’azione politica che
prende spunto dai paradigmi
spirituali della cattolicità.
Partendo da questo interrogativo
diamo una risposta sulla reale
possibilità, esigenza e necessità
d’un Forzanovismo militante.
Da quel lontano giorno d’autunno
del 1517, con l’affissione delle 95
tesi di Wittemberg, in Occidente si
è realizzato un nuovo ordine
umano, culturale ed, ovviamente,
religioso. La pretesa più eclatante
proclamata da quel giorno in poi è
che ogni cosa umana potesse
sussistere a prescindere dal
sostegno dato dall’Ecclesia, cioè
da Dio, e che l’uomo, comunque,
avrebbe avuto la propria
redenzione con i propri mezzi.
Quello fu l’inizio della Modernità.
Da li in poi, diverse dottrine
hanno cercato di dare risposte agli
interrogativi dell’esistenza umana
e del vivere sociale. Dopo ben
sedici secoli d’unita e stabilità
morale europea, sono seguiti
cinque secoli, il nostro compreso,
d’instabilità, odio, violenza,
pressappochismo ed inquietudine.
Prendiamo atto, oggi, che ogni
sistema umano ha rivelato la
propria precarietà ed il proprio
fallimento. Tutti hanno cercato
d’instaurare un Paradiso in Terra
cadendo miseramente nell’oblio .
L’umana brama di potere,
ricchezza e superbia, sostenuta da
dottrine false quali l’illuminismo,
il liberalismo e socialismi vari
hanno solo creato sangue, paura,
smarrimento e desolazione.
La filosofia, da Cartesio in poi,
pervertendo se stessa, ha
gradualmente ricusato la ricerca
della Verità e dell’Assoluto, per
imporsi ilrelativo, il molteplice ed
il particolareggiato come fine
ultimo.
Tutti hanno fallito.
Che oggi la nostra società sia in
crisi sia sin dalle sue fondamenta
non è una novità. Se si osservasse
attentamente tale crisi si
evincerebbe che essa scaturisce
dallo scardinamento di quei
presidi che l’Ecclesia aveva posto
in difesa della Uomo in quanto
Persona: Famiglia, Vita, Salute,
Etica, Autorità, Proprietà, Forma.
Principi che prendono forza e
divengono conoscibili alla Luce
della divina rivelazione del Cristo.
È oggi, più che mai, che la pretesa
cattolica è chiamata ad agire e
combattere. Cento anni fa, con
tutto che non ci trovavamo in un
mondo perfetto, certi attacchi
verso l’uomo, la sua libertà e la
sua esistenza non erano stati
neanche pensati. Cento anni fa
certe parole o concetti come
aborto, eutanasia, controllo delle
nascite, liberalizzazioni di droghe
o “stili di vita alternativi” erano
limitate a parti oscure della sfera
del linguaggio. Queste istanze
oggi sono sulla bocca di tutti, se ne
abusa e li si impone. è stato
deturpato, dove i volti appaiono
tristi e solcati dalle
nevrosi, dove gli psicanalisti si
sono elevati ed auto ordinati
sacerdoti e curatori d’anime, dove
i sessuologi sono diventati
l’ultimo baluardo di saggezza, che
bisogna ristabilire la giusta
presenza del divino nel mondo
nelle spoglie visibili della sua
Santa Chiesa.
La volontà di Forza Nuova d’una
ricostruzione nazionale risulta
essere più interessante ed
autorevole di tante altre
esperienze ideali, perché, senza
mediazioni, pone al centro
dell’agire politico la Persona, il
Mondo, il Divino e la scala di
valori che fa da collante a queste
tre voci.
Il fallimento delle dottrine che
hanno messo al centro del loro
agire altre istanze o interessi,
come la classe sociale, lo sviluppo
economico, un impreciso concetto
di Libertà, il rigorismo sociale,
l’autorità, ci richiamano al ritorno
alle origini paradigmatiche del
Nostro Occidente, a quei valori
dimenticati ma mai estinti che ci
hanno accompagnati fin qua.
E’necessario un ritorno sentito e
cosciente alle nostre Tradizioni.
Non può esistere dottrina con
velleità identitarie che non passi
attraverso l’intuizione spirituale
che lo sviluppo storico è da veder
alla luce della presenza divina.
Il nostro richiamo alle tradizioni
ed alla Tradizione non è un ritorno
agli usi e costumi dei tempi
passati, come qualcuno
provocatoriamente intende, od a
modelli sociali superati, ma ai
dettami tramandati dall’ anno
Zero ad oggi, che continuano a
muoversi nella Storia, fino alla fine
dei tempi. La nostra azione è
chiamata a tener fede a tale
mandato. Il nostro agire nella
Politica è questo.
Vari segmenti della Destra sono
stati pronti ad appoggiare ed
esprimere solidarietà verso le
nostre battaglie politiche, che il
più delle volte erano da loro anche
pienamente condivise, ma che alla
fine non sono state da ponte verso
una più compatta ed univoca
strategia ed unità d’intenti. Il
limite che ha portato a tali
differenziazioni verte sempre sulla
nostra chiara e lampante adesione
religiosa. Siamo dispiaciuti per
loro, ma le nostre posizioni,
unanimemente condivise, su
usura (potere delle banche), diritto
alla proprietà della casa, lotta in
difesa della vita, giustizia sociale,
patriottismo, lotta ai poteri forti
partono da una ben chiara
coscienza religiosa. Alla base della
nostra politica vi è una certezza
basata su elementi metafisici. Ogni
analisi su tali questioni che
prescinde dalla cattolicità, a nostro
parere, è prettamente caduca ed
accidentale.
Siamo ben coscienti che la
Tradizione politico-culturale della
Destra si è da sempre
arroccata su due grandi
posizioni: una laicista e l’altra
spiritualista, e Proprio oggi, che
l’ateismo e lo gnosticismo
dominano, proclamando la
condanna dell’uomo
all’ignoranza, è necessario
mobilitarsi con un indirizzo
spirituale ben preciso.
In questo tempo dove ogni
sapere non siamo venuti qui a
vessare la prima davanti alla
seconda. Chiediamo ad i primi di
fare un passaggio mentale
cruciale nell’evolversi verso la
seconda ipotesi, che di per se
stessa non annulla la prima ma,
anzi, la completa.
Una destra che oggi decide di
arroccarsi sterilmente su istanze
ultra laiciste, decide
autonomamente di escludersi
dalla battaglia politica odierna.
Ciò è imperdonabile in un
periodo così storicamente
cruciale per l’intera comunità
umana. Bisogna essere degli
ottusi per non comprendere che
il dibattito sulla crisi moderna
parte dal dato agghiacciante che
l’Occidente ha rifiutato la
Cristianità, come Sua Santità
Benedetto XVI tende a
puntualizzare.
Il rifiuto del popolo francese ed
olandese della costituzione
europea, la stessa che aveva
sorvolato sulle radici cristiane
europee ci devono far pensare.
La “dittatura del relativismo”,
che ha imposto l’esclusione del
Prof. Bottiglione dalla
commissione europea perché
cattolico, ci chiama a rivedere
certe posizioni e a riflettere
attentamente sui rischi di un
laicismo ateo.
Vogliamo far notare che se tutte
le dottrine antagoniste alla
destra, dai radicali ai comunisti,
dai socialisti ai liberali, hanno
sempre avuto parole atroci verso
il Cattolicesimo un motivo ci
sarà. A buon intenditore poche
parole.
Vogliamo, infine, dissipare una
posizione che spesso e
maliziosamente ci viene
attribuita: Forza Nuova è
clericalista.
Forse non tutti sanno, anche
coloro che abusano di questa
parola, che il clericalismo è
quella dottrina che pone il Clero
alla reggenza della Struttura
dello Stato. Non ci sembra d’aver
mai fatto dichiarazioni in tal
senso, né tanto meno
intimamente lo vogliamo.
Crediamo che il cattolico in
politica abbia il dovere di essere
fedele ai dettami del Cristo, che
l’ Ecclesia divulga e difende. Da
qui a parare su istanze
Clericaliste ce ne vuole. La
sfumatura che abbiamo qui posto
pone una discriminante decisa e
sostanziale; chi ci vuole vedere
altro è certamente in cattiva fede.
Fernando M. Adonia
«Monsgebel» Bollettino FNCT




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