Sfrattati dal garage affittato come casa
Blitz di Irs con Gavino Sale e Assocasa per fermare sgombero e ufficiale giudiziario: a Stintino non ci sono case popolari ma solo residenze per turisti e qualche box auto. di Paola Medde
C'è la Stintino dei turisti lombardi che anzichè svernare, alla Pelosa ci passano l'estate. E c'è la Stintino dei servi pastori, degli scantinati e dei garage.
Questa è quella Stintino: uno dei comuni più ricchi d'Italia orfano di case popolari. Luca (è un nome di fantasia) ha sei anni e una malattia che gli ingabbia il fegato, il pancreas e il cuore. Sua madre lo guarda e dice che non sa per quanto potrà ancora correre in bicicletta, andare a scuola, respirare. Luca abita nello scantinato di una villa. Grate alle finestre, anzi, alla finestra, perché nel soggiorno dove vive con i genitori e i due fratelli c'è una sola finestra, alta e stretta. Soggiorno, cucina e due camere buie e affilate. Uno scaffale colmo di medicine «Il bambino ne deve prendere centosedici al giorno» conta la madre. E le medicine sono «l'unica cosa che lo Stato ci passa gratis». Anche perché il padre Giovanni, di chiedere aiuto allo Stato finora non ne ha voluto sapere: lui ha le sue braccia, forti e robuste, che gli sono bastate a tornare da una storia di emigrazione nel centro Italia e a risprofondare nella campagna sarda: 350 pecore da mezzadro. Quanto basta per pagare le trasferte in ospedale e l'affitto. Finchè la padrona di casa veniva a ritirarlo, l'affitto. Perché da aprile la proprietaria ha smesso di andare a prendere le sue quote e in compenso, dopo qualche mese, è arrivata una lettera di sfratto per morosità. Più le quote pregresse da pagare e le spese dell'avvocato: oltre mille euro. E poi, dove andare? «Non è facile trovare case a meno di 500 euro».
Ieri era il giorno dell'ufficiale giudiziario. Sbarcato dalla berlina per lo sgombero, si è trovato davanti una delegazione di Irs, in testa Gavino Sale con la sua testardaggine sardonica e garbata, e l'Assocasa, associazione che tutela gli inquilini. «Farò da garante per la famiglia» ha spiegato Sale all'ufficiale giudiziario, mentre l'Assocasa si è appellato al Comune per il pagamento delle quote pregresse. Accordo trovato a metà: la famiglia potrà stare nell'abitazione fino ad aprile. Poi, forse, per loro si troverà una casa vera. ■




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