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    Post Niente primarie? Facciamo le secondarie...

    fonte: www.destrasociale.org

    Niente primarie? Facciamo le secondarie...


    Ieri sono andato, contrariamente alle mie abitudini, al mercato del sabato, che si tiene nel piazzale dello stadio di Bergamo: mia moglie mi aveva suggerito, in modo piuttosto perentorio, di comprare la solita batteria di felpe per mio figlio ad una bancarella, piuttosto che nel negozio in centro, che te le fa pagare care come il fuoco. Così, vincendo la mia idiosincrasia per i luoghi affollati, ho fatto un bel bagno di popolo: ho trovato le felpe a poco prezzo, da una bancarella di cinesi, che, ovviamente, non mi hanno rilasciato alcuno scontrino, limitandosi a domandarmi: “Tledici eulo”. Giuro che parlano davvero così! Ma non è di questo che volevo dire. Mentre me ne stavo andando, mi ha avvicinato un signore un po’ su d’età, dall’aria non proprio florida, che mi ha offerto molto gentilmente un volantino. Ho pensato che si trattasse del solito questuante che bussava a spiccioli. Invece, il signore voleva soltanto che io andassi a votare per Prodi alle primarie. Dato che ho mostrato interesse per la cosa, il vegliardo mi ha felicitato anche di un foglietto fotocopiato, in cui, per sommi capi, mi si spiegava quale straordinario favore avrei fatto a me stesso e alla mia gente, votando per la Margherita: vede? Qui è spiegato tutto...Era il solito mucchio di cazzate, naturalmente, ma mi ha suscitato un’immediata riflessione: io la vedo così, mi accorgo che sono tutte balle o mezze balle, scorro il foglietto e lo cestino, senza rimpianti. Ma io sono una porzione niente affatto significativa dell’elettorato: sono un privilegiato della politica, non l’uomo della strada. Faccio il commentatore politico, a tempo perso: do del tu a deputati e senatori, con cui la gente normale non avrà mai a che fare, se non in fuggevoli attimi ufficiali, mi telefonano a casa ministri della Repubblica...insomma, sono uno del giro che conta. Poco conta che io, personalmente, non conti un bel nulla nel giro che conta: conto sempre più di uno che davvero conta una sega. Capito? E chi non conta davvero una sega, ha un solo modo per sapere come vanno le cose e, perciò, scegliere su quale cavallo puntare: quel che gli viene scritto sul volantino fotocopiato, tanto per fare un esempio. Ecco, mi sono detto: Alleanza Nazionale ha sbagliato tutto. Non che me lo sia detto per la prima volta: ho perso la mia verginità alleanzina dal tempo del cucù. Ma, stavolta, c’era qualcosa di più profondo. AN è un partito che è stato creato dalla gente, col suo voto, inimmaginabile prima di “Mani pulite”, che ha catapultato il MSI ad uno strepitoso 15%, nelle elezioni del 1993. Un partito al 15% non poteva mantenere l’assetto del vecchio MSI, perciò è nata Alleanza Nazionale. Alleanza di chi? Di vecchi liberali, democristiani di destra, monarchici, missini, cani sciolti, radicali liberi, che si sono accordati su di un progetto di massima (un minimo comun denominatore, livellato inevitabilmente verso il basso), allo scopo di incrementare il successo elettorale e diventare destra di governo. Qualcuno citò a vanvera il gollismo, qualcun altro la destra cattolica tedesca: per farla breve, nessuno pensò di mantenere e migliorare il modello missino, ritenuto, da un lato, ingombrante e, soprattutto, imbarazzante e, dall’altro, inadeguato ai tempi nuovi. Eppure, la gente aveva decretato il successone del MSI proprio perchè era il MSI: un partito che sapeva essere durissimo su alcuni temi forti, un partito che vantava un’invidiabile tradizione di onestà (anche, forse, perchè non aveva mai avuto reali occasioni di rubare...), un partito che richiamava, istintivamente, le tradizioni di un’Italia più povera, più sobria e più seria. Un’ Italia meno americana. Meno pubblicitaria e meno televisiva. Intendiamoci, non che il MSI fosse davvero questo paradiso della politica: tuttavia, questa era l’immagine che dava all’esterno e questa fu l’eredità che arrivò nelle mani di Fini nel 1995. Da allora, AN non ne ha azzeccata una, e ha continuamente perso terreno: gli espertoni del partito lo hanno spiegato in mille modi. La verità è che AN è un partito dalla debolissima immagine, che ha combattuto una serie di battaglie politiche dalla parte opposta rispetto a quel suo elettorato missino del 1993: ha cercato, per dirla in breve, di diventare una cosa diversa rispetto a quello che la gente si aspettava che diventasse, ossia un partito di notabili. Per questo AN perde colpi e sempre più ne perderà: perchè i vecchietti, oggi, vanno a distribuire volantini per Prodi. Per Prodi: ex boiardo di Stato, graziato da Di Pietro, protetto da Scalfaro, timoniere di alcune tra le più imbarazzanti pagine dell’imbarazzante storia dell’IRI! Quanto di più lontano dall’entusiasmo di un ingenuo vecchietto si possa immaginare! Eppure, il vecchietto era lì, con il suo volantino: non me lo sono immaginato...Invece, lì avrebbe dovuto esserci AN: questa è la battaglia perduta. Dovevamo diventare il partito del popolo, onesto, industrioso, fedele, e siamo lontani anni luce da quel popolo che avevamo il dovere di difendere: quel popolo non ci capisce più, non ci segue più. Non ci ama più. Vede zuffe per le poltrone, ascolta discorsi vani, su argomenti capziosi, vede salire i raccomandati, affermarsi i mantenuti, assurgere gli immeritevoli. E, un poco alla volta, l’eredità si sbriciola, insieme a quel 15% di consensi. La gente sognava dei politici che, in Parlamento, puntassero il dito contro i soprusi e l’impunità: che parlassero di mutui sociali, di assistenza gratuita per i più deboli, di difesa dell’identità patria, di diminuzione dei privilegi e di aumento della qualità della vita della povera gente. Nulla di tutto questo è stato fatto. Nessuno ha parlato per il popolo. La politica è diventata solo conservazione del potere: del proprio potere feudale, privato, assoluto. La gente questo lo sa: vede la faccia dei potenti e vi riconosce il solito, arcinoto, sorriso di chi si sente intoccabile, invincibile, incriticabile. Basterebbe pochissimo: cercare di andare fra la gente, parcheggiando la fuoriserie lontano. Parlare, domandare, ascoltare. Invece, il vecchio comizio è scomparso: oggi, i politici visitano manifestazioni, come le veline quando fanno da special guest all’apertura di un nuovo centro commerciale. Oppure, parlano tra loro, in televisione, discutendo come giornalisti sportivi al processo di Biscardi. E la gente? La gente ormai fa di ogni erba un fascio: politici, veline e Biscardi. Tanto che le veline fanno le politiche. Poi, un bel giorno, saltò fuori la storia delle primarie: avvenne a Roma, e fu una novità entusiasmante. La propose AN, che subito se ne dimenticò. Così, oggi, l’Unione può far finta di averle inventate lei: e le sta portando alla meta, ufficiali (con tanto di tessera elettorale) e a pagamento (un euro). Il centrodestra tace: le primarie non si faranno. Troppe incognite: e se non dovesse vincere Berlusconi? Troppi rischi: e se la gente ci boccia? Così, meglio chiudere le tapparelle, che non entrano spifferi. Allora, io che non conto una sega, faccio la mia proposta al popolo della destra: facciamo le “secondarie”, le elezioni di chi davvero non conta una sega. Candidiamo gente qualunque, per cui far politica vuole dire tirare l’alba a ciclostilare, per cui esiste un elettorato che, prima di tutto, è il nostro prossimo. Basterebbe fare una specie di minireferendum in ogni circolo, per vedere che chi comanda non è quasi mai chi merita di comandare. Io di nomi, se volete, ne ho parecchi: guardatevi intorno e, smettendo di lamentarsi e basta, cercate una strada nuova. Che è poi la strada vecchia. Oppure, smettete comunque il piagnisteo, perchè vuol, dire che le cose vi vanno bene così. E amen.


    Marco Cimmino

  2. #2
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    AN è morta e sepolta,presto diventerà (con FI) la nuova DC!

  3. #3
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    non credo, piuttosto diventerà un partito di centro-destra leggermente conservatore, mentre forza italia diverra il partito di centro-destra leggermente liberale...
    è inutile che vi spieghi cosa implica quel "leggermente"...

 

 

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