Ma l’ennesimo attacco “islamico” contrassegna l’aggressione geopolitica alla sola potenza militare d’Europa

MOSCA - Il viceprocuratore generale russo Vladimir Kolesnikov, incaricato di coordinare le indagini sulla sanguinosa incursione islamica di Nalcik (Caucaso), ha confermato che ''la fase attiva'' delle operazioni delle forze di sicurezza in citta' si e' conclusa e che ''ogni forma di resistenza organizzata'' e' stata ormai neutralizzata. Fonti del dipartimento penitenziario locale hanno peraltro precisato che un'ulteriore azione delle teste di cuoio e' stata eseguita ancora in tarda mattinata per snidare un pugno di ribelli che si era barricato nel carcere cittadino.
Kolesnikov ha aggiunto che i pattugliamenti continuano a Nalcik e nei dintorni per trovare eventuali miliziani dispersi e impedirne la fuga verso le montagne circostanti. Stando agli ultimi dati diffusi dal viceprocuratore, 72 guerriglieri risultano essere stati finora uccisi e 27 catturati.

SOLDATI RUSSI ASSALTANO E LIBERANO NEGOZIO A NALCIK MOSCA - I soldati russi hanno dato l'assalto questa mattina a un negozio di souvenir nel centro di Nalcik, capitale della Cabartino-Balkaria, occupato ieri dai ribelli, hanno detto alcuni media russi. Due o tre, a seconda delle fonti, i ribelli uccisi nell'operazione. All'interno del locale non si trovava alcun ostaggio. I militari russi hanno fatto irruzione nel negozio alle 080 locali (due ore prima in Italia). Una decina di essi si sono avvicinati al negozio e hanno sparato con armi automatiche e lanciato granate. I ribelli hanno risposto al fuoco, ferendo un soldato. L'assalto e' durato meno di un'ora.
Fonti del governo locale affermano oggi che i morti civili causati dagli assalti simultanei di ieri di oltre cento uomini a tre commissariati, alle sedi dell'Fsb (i servizi di sicurezza) e del ministero degli Interni, all'aeroporto e ad un'armeria sono state da 14 a 24. Sempre stamattina, le forze dell'ordine russe hanno liberato anche il commissariato di Nalcik in cui da ieri erano barricati otto ribelli, uccidendo questi ultimi e liberando cinque ostaggi.
Le forze dell'ordine russe infatti hanno ucciso i ribelli barricati da ieri nel commissariato della citta', liberando gli ostaggi. Lo ha reso noto il vice-procuratore Vladimir Kolesnikov citato dall'agenzia Interfax. ''In seguito all'operazione compiuta per liberare il terzo commissariato di Nalcik otto combattenti sono stati uccisi'', ha dichiarato il viceprocuratore. Una fonte del ministero dell'Interno ha affermato che i ribelli sono stati uccisi mentre tentavano di fuggire a bordo di una camionetta. Ieri, nella capitale della caucasica repubblica autonoma della Cabardino-Balkaria, piu' di cento uomini armati (bollati dalle autorita' come "wahabiti", e cioé estremisti islamici) hanno seminato morte e devastazione dando in simultanea l'assalto a tre commissariati, alle sedi dell'Fsb (i servizi di sicurezza) e del ministero degli Interni, all'aeroporto e ad un'armeria. L'azione terroristica, rivendicata dagli indipendentisti ceceni sul web, ha provocato decine di morti, tra civili, poliziotti, combattenti.
L'azione terroristica - la più massiccia e violenta da quelle parti dopo la tragica occupazione della scuola numero uno di Beslan nel settembre 2004 - è stata rivendicata dagli indipendentisti ceceni su un sito Internet e ha dato la stura a ore di caotica, rabbiosa, sanguinosa guerriglia urbana. Ci sono state sparatorie, esplosioni e incendi in vari quartieri di quella città di 260.000 abitanti ai piedi del maestoso monte Elbrus (il più alto d'Europa) e il più aggiornato bilancio - ancora provvisorio - è pesante: a perdere la vita sarebbero stati dodici civili, altrettanti poliziotti e una cinquantina di ribelli.