A poche ore dal varo della Finanziaria, un andirivieni di incontri e consultazioni tra premier, ministri e tecnici, fa pensare che molte cose potrebbero ancora cambiare. Al momento non è certa neppure l'entità della manovra, che potrebbe salire a 32 miliardi di euro. Quel che appare sicura, invece, è la scure che si abbatterà su chi percepisce un reddito superiore ai 70mila euro lordi annui. Per loro, infatti, l’aliquota Irpef salirà al 43%.
Chi ha invece un reddito tra i 45 e i 70mila euro, non avrà variazioni, mentre coloro che hanno entrate inferiori a 45mila euro (circa il 70% dei contribuenti) beneficeranno di sgravi fiscali.
Novità anche per la cosiddetta “no tax area”: l'area di esenzione Irpef salirà di 500 euro e per i lavoratori dipendenti si porterà (forse) da 7.500 a 8.000 euro. Tuttavia la modalità sarà differente da quella attuale: non si tratterà più di deduzioni (sconti dal reddito) ma di detrazioni (sconti d'imposta). E aumenterà la no tax area anche per i pensionati:da 7.000 a 7.500 euro.
L'intervento sulle aliquote, secondo il governo, sarà a saldo zero, costerà cioè 6 miliardi che verranno automaticamente compensati. E’ quanto ha spiegato il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco, in una riunione tecnica alla Camera, secondo quanto riferito da Natale Ripamonti, Capogruppo dei Verdi in Commissione Bilancio del Senato.
Ma questa delle aliquote non sarà l’unica novità. Il governo pensa di ricevere tre miliardi di entrate dalla revisione degli studi di settore, altri 2,5 provenienti dall'armonizzazione al 20% dell'imposta sulle rendite finanziarie.
Non è prevista poi nessuna reintroduzione della tassa di successione, ma troverà spazio una rimodulazione dei residui relativi al catasto. Si pensa poi a maggiori stanziamenti per il rinnovo del contratto del pubblico impiego rispetto al tetto di un miliardo annunciato in un primo momento, più contributi a carico dei lavoratori autonomi. E una supertassa per i possessori di Suv.
REVISIONE DEGLI STUDI DI SETTORE
Il governo punta a reperire 7 miliardi di euro dalla revisione degli studi di settore e dalle misure di lotta all'evasione. Il gettito dovrebbe arrivare per 3 miliardi dalla revisione degli studi di settore per i quali si aumenteranno gli strumenti di accertamento e per altri 4 miliardi da altre misure simili a quelle varate con l'ultima "manovrina".
OMOGENIZZAZIONE AL 20% RENDITE FINANZIARIE
Dall'armonizzazione al 20% per le rendite finanziarie il Governo si attende un gettito di 2,5 miliardi. In pratica verrà innalzato il prelievo sui Bot e sulle plusvalenze azionarie.
SUPERTASSA PER I POSSESSORI DI SUV
Sulle nuove auto Euro 4, non si pagherà il bollo per cinque anni. Sara' invece applicata una supertassa, modulata a seconda delle emissioni e della cilindrata, per i Suv.
Fortunatamente "Così non votiamo nemmeno con fiducia"
ll ministro della Giustizia Clemente Mastella avverte il governo. "Se la Finanziaria è per azzannare i presunti ricchi - ha detto il segretario dell'Udeur ai giornalisti presenti a palazzo Madama - vale a dire il ceto medio, noi non la votiamo, neanche con il voto di fiducia. Chiunque pensi all'esproprio proletario della presunta categoria dei ricchi troverà la nostra ferma opposizione".
Mastella si mostra scosso da quanto emerso dalle anticipazioni della Finanziaria e dalle successive prese di posizione all'interno della coalizione e sottolinea la sua ispirazione di fondo: "Io vengo dalla tradizione cattolico-democratica e democratico-cristiana: e chi dovesse tentare di confezionare una Finanziaria-telenovela, in cui i ricchi o presunti tali, piangono, troverà la nostra ferma opposizione. Noi siamo perché nessuno pianga", ha dichiarato il ministro.
"Sia chiaro che se qualcuno pensa di azzannare i ricchi, o i presunti tali, di fare un esproprio proletario ai danni del ceto medio, noi non ci stiamo", ha detto a chiare lettere il Guardasigilli. Clemente Mastella spera che appena Prodi avrà finito il suo intervento alla Camera sul caso Telecom, venga convocata una riunione di tutte le parti interessate e ribadisce che senza modifiche al testo della manovra non voterà la Finanziaria anche se sarà posta la fiducia. "Perché - ha spiegato il segretario dell'Udeur - sulla Finanziaria, senza una discussione approfondita, non c'é voto di fiducia che tenga".
Vedremo che cosa si inventano i sinistrati!!!




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