
Originariamente Scritto da
salerno69
Stanno scaricando addosso a lettori di giornali e spettatori di Tv un´ondata di rampogne. Tutte in nome della difesa del cosiddetto "ceto medio". Trattasi di milioni di persone, di donne e di uomini che guadagnano oltre 75 mila Euro ogni anno. Ora il fisco toglierà dalle loro misere buste paga qualche centinaio di Euro. Uno scandalo, una rovina. Anche se provvisoria, si affannano e mormorare ministri intenti a fuggire dal baratro nei conti pubblici ereditato dal centrodestra.
Ma chi sono questi del ceto medio? Nessuno lo sa bene. Qualcuno ha parlato di una cifra ridicola: sarebbero l'1,8 per cento dell´intera popolazione italiana. Una bugia pazzesca, immaginiamo. Nella realtà dovrebbero rappresentare un esercito sterminato, se no non si capirebbe l´urlo di dolore che nasce da ogni dove. Basti pensare che illustri studiosi ogni giorno rammentano che la famosa classe operaia di un tempo non esiste più. E dunque le fabbriche sarebbero diventate scatole vuote. Nessuno produrrebbe più frigoriferi, auto, forchette, tessuti… Almeno in Italia. Dunque nemmeno l´ombra di tute blu e un´immensa distesa di grigio ceto medio. Tutti inseriti lì e tutti al disopra dei 75 mila Euro.
Certo, magari anche nel ceto medio di massa ci sono dei poveracci che fanno quasi la fame. Non sono braccianti o edili o metalmeccanici. Non pensate a quel muratore rumeno sepolto vivo in un crollo qualche settimana fa. No, sono bottegai, idraulici, falegnami, orefici, dentisti, notai. Le loro denunce dei redditi, queste sì, alle volte fanno piangere. E´ gente costretta a sopravvivere con 20-25 mila Euro l´anno. Magri, tristi, rattrappiti, senza nemmeno un pedalò, altro che le barche. Fanno parte, come ha scritto qualcuno, della società low cost. Come i voli aerei a buon mercato
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