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  1. #1
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    Predefinito I numeri della Ndrangheta

    I numeri della ‘ndrangata:
    75 le cosche in Calabria con rete mondiale;
    7000 gli affiliati alle cosche (1 ogni 345 abitanti);
    35.000 euro il giro d’affari (120% del pil della Calabria);
    30 i consigli comunali sciolti per mafia dal ’95 ad oggi;
    89 le intimidazioni ai politici denunciate nel 2004.
    L’uccisione del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria è solo l’ultimo degli episodi di intimidazione mafiosa. Ha fatto notizia perché questa volta la ‘ndrangata ha alzato il livello, ma lo Stato non è mai riuscito a contrastare l’associazione criminale che, anzi, in questi anni è cresciuta.
    Possiamo fare tanti bei discorsi sul fatto che sono i calabresi che devono liberarsi della ‘ndrangata, ma le realtà è completamente diversa. A parte qualche isola felice, la Calabria è in mano alla ‘ndrangata.
    Io sono convinto che questi sono numeri impressionanti e che la malavita organizzata non si può combattere con le armi della democrazia e del garantismo. La rivoluzione culturale, anche se necessaria, non basterà a “liberare” questa regione. Se veramente si vuole abbattere questo mostro si dovrà ricorrere a leggi speciali di repressione con tanto di occupazione militare del territorio e utilizzo dei servizi segreti. Senza avere alcuna voglia di fare apologia, devo constatare che l’unica volta che lo stato è riuscire a battere le organizzazioni mafiose è stato con il Prefetto Mori. Ma gli italiani non amano la storia e da essa non traggono alcun insegnamento.

  2. #2
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    Predefinito Re: I numeri della Ndrangheta

    In Origine Postato da c@scista
    devo constatare che l’unica volta che lo stato è riuscire a battere le organizzazioni mafiose è stato con il Prefetto Mori. Ma gli italiani non amano la storia e da essa non traggono alcun insegnamento.
    Gli italiani sanno come il prefetto Mori limitò il potere della mafia: assediando interi paesi, calpestando ogni diritto dei cittadino, istituendo lo stato di polizia, la tortura. Lasciando espatriare i capi della mafia, anziché metterli in galera.

    Gli italiani sanno anche che i più grossi affari la ndrangheta e la criminalità organizzata in genere li fanno con il traffico di droga, il controllo del gioco d'azzardo e della prostituzione.

    Tutte attività praticamente libere, perché ce ne è una enorme domanda, di cui lo stato appalta l'offerta alle mafie.

  3. #3
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    Predefinito Re: I numeri della Ndrangheta

    In Origine Postato da c@scista

    35.000 euro il giro d’affari (120% del pil della Calabria);


    [/B]
    Sei sicuro di questa cifra?
    Questo è quello che ricavano in mezza giornata ti taglieggio ai negozianti.

    Ad ogni modo sono d'accordo con te, servono misure drastiche e incisive, la mafia in genere e quindi ‘ndrangata, camorra, ecc., esistono perché lo stato non è presente in modo incisivo e l'anarchia regna in quelle zone.

    Un maggiore presenza dello stato anche alivello militare porterebbe siburamente un aumento delgi atti violenti da parte delle cosche come risposta ma purtroppo ora non possiamo più permetterci di avere un peso sociel di questo genere se vogliamo davvero fare parte dell'europa.

  4. #4
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    Predefinito Re: I numeri della Ndrangheta

    In Origine Postato da c@scista
    I numeri della ‘ndrangata:
    75 le cosche in Calabria con rete mondiale;
    7000 gli affiliati alle cosche (1 ogni 345 abitanti);
    35.000 euro il giro d’affari (120% del pil della Calabria);
    30 i consigli comunali sciolti per mafia dal ’95 ad oggi;
    89 le intimidazioni ai politici denunciate nel 2004.
    L’uccisione del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria è solo l’ultimo degli episodi di intimidazione mafiosa. Ha fatto notizia perché questa volta la ‘ndrangata ha alzato il livello, ma lo Stato non è mai riuscito a contrastare l’associazione criminale che, anzi, in questi anni è cresciuta.
    Possiamo fare tanti bei discorsi sul fatto che sono i calabresi che devono liberarsi della ‘ndrangata, ma le realtà è completamente diversa. A parte qualche isola felice, la Calabria è in mano alla ‘ndrangata.
    Io sono convinto che questi sono numeri impressionanti e che la malavita organizzata non si può combattere con le armi della democrazia e del garantismo. La rivoluzione culturale, anche se necessaria, non basterà a “liberare” questa regione. Se veramente si vuole abbattere questo mostro si dovrà ricorrere a leggi speciali di repressione con tanto di occupazione militare del territorio e utilizzo dei servizi segreti. Senza avere alcuna voglia di fare apologia, devo constatare che l’unica volta che lo stato è riuscire a battere le organizzazioni mafiose è stato con il Prefetto Mori. Ma gli italiani non amano la storia e da essa non traggono alcun insegnamento.

    nel 2001 ha preso 10.923.342 voti.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: I numeri della Ndrangheta

    In Origine Postato da medsim


    Un maggiore presenza dello stato anche alivello militare porterebbe siburamente un aumento delgi atti violenti da parte delle cosche come risposta ma purtroppo ora non possiamo più permetterci di avere un peso sociel di questo genere se vogliamo davvero fare parte dell'europa.
    Cosa dovrebbero fare questi militari, sentiamo un poco?

    Dovrebbero mettersi con un mitra in mano fuori i tribunali, come faveano durante i "vespri siciliani", oppure a Napoli per qualche mese?

    E inanto i traffici criminali continuerebbero. Continurebbero gli agguati, le estorsioni, le intimidazioni a pubblici amministratori ecc ecc.

  6. #6
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    Predefinito

    18 Ottobre 2005
    PIPPO CALLIPO
    Il presidente degli industriali calabresi: la sicurezza «è» il problema, il ministro dice che controllano le auto...
    «Che aspetta Pisanu, che gli industriali scappino?»

    al.va.
    «Due anni fa il ministro Pisanu non mi ha risposto. Ora vorrei richiedergli: noi imprenditori, commercianti, artigiani, agricoltori dobbiamo farci la valigia e andar via dalla Calabria o possiamo restare?»
    Pippo Callipo, presidente degli industriali calabresi e proprietario di una fabbrica di tonno, ha la voce rauca.
    «È da stamattina che lascio dichiarazioni e lancio allarmi. Ma sto iniziando a chiedermi se vale veramente la pena».
    Callipo, contro la cui azienda hanno sparato raffiche di lupara è impegnato con determinazione contro le cosche. Da mesi e mesi va ripetendo:
    «La sicurezza è il problema principale della Calabria. Se non si risolve è inutile sperare che si avvii lo sviluppo».
    E avverte:
    «Gli industriali stanno già andando via. Quelli che restano hanno smesso di investire, comunque lo fanno di meno. O si vince la mafia o qui dobbiamo prepararci, ci sarà la catastrofe».
    Presidente, quando ha saputo dell’omicidio di Fortugno?
    «Ero solo in casa ho sentito la televisione e mi sono emozionato. Ho pensato che forse era ormai il caso di gettare la spugna. Vendere tutto e andare da un'altra parte come hanno fatto già tanti miei colleghi. Ormai è pericoloso: appena uno alza la testa gliela tagliano. E Pisanu viene da dire che hanno controllato 300mila automobilisti. Gli dico questo agli imprenditori per tranquillizzarli? La mia impressione, lo dico con dolore, è che faremo un grande funerale e poi più niente».
    Giudice la reazione insufficiente?
    «Per carità! Le parole vanno bene. Oggi in Consiglio ho capito che non sono più solo io a dire certe cose. Va bene così fino domenica. E poi lunedì che accade? Lo sa che oggi mia moglie si è messa a piangere: non voleva che uscissi per venire qui. Ha paura».
    Come interpreta l'omicidio?
    «È un segnale a tutto lo Stato. La 'ndrangheta fa sapere: noi siamo imbattibili, noi ci siamo e siamo forti».
    Un segnale contro la nuova giunta regionale?
    «Guardi, quello che so è che dopo lo spoil system la giunta deve accelerare il rinnovamento. Si potrebbe pensare: più cautela che questi sparano. Ma sarebbe la fine. Se avvertono un'incertezza, una pausa, ci saltano addosso a tutti».

    Cosa si aspetta dal nuovo governo regionale?
    «Quello che io voglio, anzi quello che vogliamo e ci diciamo noi imprenditori, è che arrivino dalla giunta del presidente Loiero proposte precise e determinazione. Un governo deciso, di polso. Solo così se ne può uscire convincendo tutti a schierarci contro la mafia».

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: I numeri della Ndrangheta

    [QUOTE]In Origine Postato da aguas
    [B]Gli italiani sanno come il prefetto Mori limitò il potere della mafia: assediando interi paesi, calpestando ogni diritto dei cittadino, istituendo lo stato di polizia, la tortura. Lasciando espatriare i capi della mafia, anziché metterli in galera.
    $$$$$$$$$$$$$
    I libri di storia ufficiale hanno quasi del tutto dimenticato la figura di Cesare Mori il "prefetto di ferro".Negli anni 20 Mussolini appena insediatosi al potere decise di rompere bruscamente l'antica consuetudine al compromesso col potere mafioso dell'italia pre e post giolittiana.Per il difficilissimo incarico fu scelto l'ex prefetto giolittiano Cesare Mori che era stato prepensionato dallo stesso Mussolini per aver osato applicare la legge contro gli squadristi bolognesi prima della marcia su Roma.(Secondo quanto scrive Montanelli Mussolini disse: "spero che sarà spietato cotro i mafiosi come lo fu cotro i miei").Mori arrivò in Sicilia con carta bianca e non esitò a ricorrere misure estreme.Sciolse il partito fascista siciliano colluso con gli uomini d'onore strinse in stato d'assedio intere città tagliando loro luce e acqua (famoso l'assedio di Gangi)fino al rastrellamento totale dei latitanti, arrestò i "padrini" sulla base del sospetto e nei casi in cui non riuscì a inchiodare nei processi con le prove i Don li condannò comunque al confino nei luoghi più sperduti.
    Molti capi dei capi (come Vito Genovese)fuggirono in America e dopo lo sbarco americano in Sicilia ritornarono per reinsediarsi come Sindaci della nuova italia libera (spesso anzi riuscirono a far passare le loro passate traversie giudiziarie come sopraffazioni del fascismo).

  8. #8
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    Predefinito

    brutale ma efficace insomma ma dubito che questi modi possano essere utilizzati nel 2005 anche prescindendo da qualsiasi considerazione di carattere morale

  9. #9
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    Predefinito

    quello che qui non viene sottolineato è un qualcosa di semplice se la n'drangheta fattura 35 miliardi di euro all'anno il modo più semplice per combatterla consisterebbe nell'impedire o nel rendere più difficile il riciclaggio ma obbiettivamente questo tipo di lotta da almeno 4 anni è diventato più dificile

  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Re: I numeri della Ndrangheta

    [QUOTE]In Origine Postato da c@scista
    [B]
    In Origine Postato da aguas
    Gli italiani sanno come il prefetto Mori limitò il potere della mafia: assediando interi paesi, calpestando ogni diritto dei cittadino, istituendo lo stato di polizia, la tortura. Lasciando espatriare i capi della mafia, anziché metterli in galera.
    $$$$$$$$$$$$$
    I libri di storia ufficiale hanno quasi del tutto dimenticato la figura di Cesare Mori il "prefetto di ferro".Negli anni 20 Mussolini appena insediatosi al potere decise di rompere bruscamente l'antica consuetudine al compromesso col potere mafioso dell'italia pre e post giolittiana.Per il difficilissimo incarico fu scelto l'ex prefetto giolittiano Cesare Mori che era stato prepensionato dallo stesso Mussolini per aver osato applicare la legge contro gli squadristi bolognesi prima della marcia su Roma.(Secondo quanto scrive Montanelli Mussolini disse: "spero che sarà spietato cotro i mafiosi come lo fu cotro i miei").Mori arrivò in Sicilia con carta bianca e non esitò a ricorrere misure estreme.Sciolse il partito fascista siciliano colluso con gli uomini d'onore strinse in stato d'assedio intere città tagliando loro luce e acqua (famoso l'assedio di Gangi)fino al rastrellamento totale dei latitanti, arrestò i "padrini" sulla base del sospetto e nei casi in cui non riuscì a inchiodare nei processi con le prove i Don li condannò comunque al confino nei luoghi più sperduti.
    Molti capi dei capi (come Vito Genovese)fuggirono in America e dopo lo sbarco americano in Sicilia ritornarono per reinsediarsi come Sindaci della nuova italia libera (spesso anzi riuscirono a far passare le loro passate traversie giudiziarie come sopraffazioni del fascismo).

    I metodi di Mori sono sicuramente estremi e ora non applicabili ma questo non significa che si debba intervenire duramente.
    I Padrini diedero man forte ai partigiani e agli americani sbarcati in sicilia proprio per poter riconquistare il potere che gli era stato tolto.

    Ora mi chiedo, cosa vogliamo fare?
    Continuare a guardare e tacere o davvero dichiarare una guerra alla mafia che porterà all riconquista di molti territori fuori dal controllo centrale dello stato?

 

 
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