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Discussione: Vicenza

  1. #1
    MONTINI
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    Predefinito Vicenza

    Il Giornale di Vicenza

    Alta tensione tra Piazza e Poste
    Contrà Muschieria per un'ora "terra di nessuno" in mezzo agli slogan
    di Antonio Trentin

    Duecento metri di centro storico, giusto nel cuore della città, sono
    diventati
    incandescenti - ieri verso sera - per le contemporanee manifestazioni di
    Alternativa sociale, che inaugurava in piazza la sua nuova sede «perché è un
    nostro pieno diritto», e della sinistra più o meno estrema, che protestava
    contro «il razzismo nazista estraneo a Vicenza non vuole». Se l'erano
    promesso: sarà confronto aspro. Hanno mantenuto.
    Le due cose erano annunciate, la tensione anche. «Vogliamo arrivare in
    piazza
    delle Poste», quindi praticamente addosso agli avversari e a ridosso della
    loro sede, aveva comunicato Francesco Pavin, capo-megafono dello
    schieramento
    "antagonista" che puntava a «riprendersi il territorio». Come replica: «Alla
    faccia della democrazia e del pacifismo... Sono patetici. Saremo qui ad
    aspettarli». In tutto questo, nessuna sorpresa per polizia e carabinieri.
    Stupore e qualche preoccupazione, invece, tra la gente a passeggio - che per
    un'ora ha visto isolata la zona tra piazzetta Palladio e piazzetta delle
    Poste - e gran fastidio per la trentina di negozianti che sono rimasti
    costernati a guardare dalla vetrina la provvisoria paralisi dello shopping.
    In
    serata è arrivata per loro la solidarietà dell'assessore alla sicurezza
    Valerio Sorrentino: «Penso sempre che le manifestazioni politiche del sabato
    pomeriggio andrebbero fatte fuori dal centro».
    Ma a fare le spese più di tutti sono stati, a un certo punto, gli scout
    arrivati da tutto il Veneto per festeggiare il 90. del Cngei vicentino.
    Presi
    in mezzo a un'inedita tri-colorazione degli schieramenti - i "neri" che
    stazionavano in contrà Garibaldi, i "rossi" che risalivano da piazza
    Matteotti, i "verdi" (cioè loro) schierati davanti alla loggia del
    Capitaniato
    - hanno caricato gli zaini sulle spalle e, a scanso di guai, hanno preso per
    contrà del Monte, tornando in anticipo nella "tana dei lupetti" a San
    Biagio.
    Una sede per l'estrema destra vicentina, per la mussoliniana Azione sociale
    e
    la più radicata Forza nuova che insieme fanno Alternativa sociale
    (aspettando
    che anche nel Vicentino spunti qualcuno della terza forza confederata, il
    Fronte nazionale). Per battezzarla sono arrivati «camerati e simpatizzanti»
    da quattro province e qualche Vip della loro dirigenza: il segretario
    nazionale
    e quello veneto di Fn, Roberto Fiore e Paolo Carattosidis; e l'avvocato
    veronese Roberto Bussinello che in primavera era candidato presidente in
    Regione e che ieri faceva contrasto di look con lo scledense Alex Cioni (in
    casual "di lotta" da piazza lui, in completo "da governo" il segretario
    regionale di Azione sociale). Presenza bucata, invece, quella
    dell'annunciatissima leader Alessandra Mussolini.
    Un gazebo, qualche manifesto programmatico e un'ottantina di attivisti -
    parecchi con il casco sottobraccio e qualcuno con tubi di plastica in mano -
    hanno fatto presidio in piazzetta delle Poste parlando di «valori della
    tradizione», attaccando l'accoglienza verso gli immigrati, criticando «chi
    fa professione di italianità ma dà il voto agli stranieri», aspettando
    l'ora fatidica. Quale? Quella del scontro - a opportuna distanza - con i
    trecento che stavano intanto arrivando in piazza dei Signori.
    Il corteo formato dai giovani dell'ultrasinistra (Capannone-ex Ya Basta,
    centri sociali del Vicentino, neofiti del Partito marxista-leninista,
    Disobbedienti e no-globalisti senza marchio) si era radunato in piazza
    Matteotti. A singhiozzo come permetteva la polizia, alla fine è arrivato
    sotto
    la torre Bissara, punteggiato da qualche emblematica presenza di capipartito
    (Olol Jackson dei Verdi, Carlo Pertile del Prc, Giorgio Langella del Pdci,
    di
    cui sfilava la federazione giovanile).
    Ancora una ventina di minuti, il tempo che i "verdi" del Cngei finissero
    sfrattati, e i "rossi" sono arrivati a portata di voce dei "neri".
    All'angolo
    di piazzetta Palladio, proprio davanti alla sede prodiana dov'era in
    allestimento il seggio per la Primaria del centrosinistra, la polizia ha
    fatto
    tappo: «Di qui non si passa». E via allora con gli slogan mortiferi contro
    «i fascisti che Vicenza non vuole» e con la contrapposizione ai «fascisti
    razzisti» a base di «la nostra città non ha confini, siamo tutti
    clandestini».
    I cento passi di contrà Muschieria sono diventati per un'ora una terra di
    nessuno. Ai poliziotti schierati davanti alla statua di Palladio con i
    blindati
    - mentre pochi metri più in là, in tutta tranquillità, i bar continuavano a
    servire gli spritz ai tavoli - facevano da pendant i carabinieri che
    alzavano
    gli scudi in vista del palazzo rosso delle Poste. In mezzo alla contrà - nel
    vuoto pedonale fatto dai vigili urbani e nel bel mezzo di un fronteggiamento
    a
    colpi di durezze parolaie mai visto negli ultimi anni a Vicenza - sono
    rimasti
    solo il questore Dario Rotondi con il suo collaboratore Tiziano Zonta, e il
    comandante dei carabinieri arrivati da Bassano, Danilo Lacerenza, con il
    luogotenente di Vicenza, Giovanni Aletta.
    «Contro il comunismo la gioventù si scaglia. Boia chi molla è il grido di
    battaglia»: questo e altri slogan storici del neofascismo sono rimbalzati
    verso la Basilica, incrociandosi con quelli urlati dall'ancora folto plotone
    capeggiato da Pavin. Poi è andato tutto rapidamente verso la conclusione.
    Salutato Fiore che partiva - dopo aver dichiarato che «i giovani sempre meno
    sono attratti dal marxismo e dal bolscevismo e sempre più dalla nostra
    triade
    Dio-patria-famiglia» - i suoi si sono tolti i caschi e hanno fatto rotta su
    contrà Fascina e la sede neoinaugurata. Dall'altra parte lo striscione di
    "Vicenza non vuole i fascisti" ha avuto il via libera per avanzare fino alla
    meta: «Siamo in piazza delle Poste. Vicenza libera, Vicenza libera...» è
    stato l'ultimo urlo - davanti ai capannelli di curiosi fermi con l'"ombra"
    sotto il Campanile o all'angolo di contrà Battisti - prima dello ritorno del
    corteo, molto sfoltito, verso piazza Matteotti.
    CITTÀ DIVISA. A sinistra Disobbedienti, studenti e sindacalisti in piazzetta
    Palladio, a destra Forza nuova e Azione sociale in piazza delle Poste,
    vicino
    alla fontana, che urlano slogan di appartenenza e accendono qualche
    fumogeno.
    In mezzo gli scout, che ieri hanno invaso il centro e con le casacche verdi
    sono passati indifferenti da una parte all'altra, marciando compatti.
    Durante
    la manifestazione non vi sono stati episodi di violenza o di cariche (una
    persona è rimasta ferita più tardi, a cortei finiti, in via Giuriolo): un
    successo per le forze dell'ordine.



    Provocazione coi manifesti, rappresaglia con un ferito

    Vigilia: scaramuccia allo Stadio
    Poi bastonate contro un furgone

    Una scaramuccia sotto il Menti "in notturna", con spintonamenti e urlacci,
    alla
    vigilia del confronto rosso-nero. Una bastonatura d'auto dalle parti di
    piazza Matteotti, come ultimo atto del pomeriggio di opposti estremismi.
    Sono i
    due unici momenti di vero scontro, prima e dopo il tandem di manifestazioni
    in
    centro-città che erano intrise di ben più feroce violenza verbale.
    L'altra sera un confuso episodietto ha visto arrivare una squdretta di
    estrema
    destra davanti alla base operativa RdB-Cub allo stadio, con colla, pennelli
    e
    manifesti (abusivi) da affiggere. Una provocazione? Fatto sta che c'è stata
    una breve bagarre - prima dell'arrivo della polizia - con calcioni che
    volavano contro gli infissi della sede sindacale e qualche modesta
    contusione,
    neanche meritevole di sèguiti medici. Sul piano giudiziario, invece, quattro
    denunciati per una fionda, una spranga e dei bastoni tenuti in una macchina.
    Più mirata la rappresaglia che ha colpito uno dei militanti di Alternativa
    sociale, il quarantasettenne vicentino Ruggero Dalla Libera, che transitava
    proprio verso la piazza dalla quale sfollavano i "nemici" dopo il loro
    corteo.
    Si è fermato mentre passavano in viale Giuriolo. È stato riconosciuto come
    uno degli affissori-provocatori della notte prima. L'hanno salutato con un
    bel po' di colpi sul furgone. Risultato: ammaccature, vetri infranti e anche
    un colpo di casco al capo (senza particolari conseguenze mediche).
    Presenterà
    denuncia, confidando sull'identificazione degli aggressori da parte della
    polizia che era in zona.



    Il sindaco in contrà Fascina con l'ex-sfidante Piccolo


    Non se lo aspettavano di sicuro e, sulle prime, neanche sapevano chi
    ringraziare
    per la rapida ma politicamente importantissima apparizione: «Il sindaco, è
    qui
    il sindaco...» si sono detti verso le sette di sera - dopo che la tensione
    tra
    piazza dei Signori e piazzetta delle Poste era cessata - i cinquanta di
    Azione
    sociale e Forza nuova che stazionavano davanti alla nuova sede unitaria di
    contrà Fascina.
    Enrico Hüllweck è arrivato alla chetichella - privatamente per dirla con il
    vocabolario del cerimoniale - e si è infilato nei locali al pianterreno, tra
    cimeli del Ventennio mussoliniano e riproduzioni dei giornali fascisti di
    settant'anni fa con le glorie della conquista d'Etiopia, accompagnato dalla
    battuta di un giovane con giubbotto nero e stemma tricolore («va dove lo
    porta
    il cuore»).
    Lo ha introdotto presso i big di Alternativa sociale Renzo Piccolo, nel 2003
    suo
    sfidante per la poltrona di palazzo Trissino con gli autonomisti
    dell'Unione,
    oggi dirigente del piccolo partito di Alessandra Mussolini. «Dopo una
    legittimazione del genere...» gongolava il leader regionale Roberto
    Bussinello.
    Ma all'ufficialità Hüllweck non ha concesso neanche una parola e in tre
    minuti ha chiuso la visita.
    Se n'è andato con Piccolo - merito suo la pur fugace presenza del sindaco al
    battesimo della sede - che strada facendo gli ha fatto commemorare la
    giovinezza all'estrema destra e le manifestazioni degli anni Sessanta alle
    quali partecipava.
    __________________________________________________ __

    Gazzettino

    CITTÀ BLINDATA L'inaugurazione della sede di Forza nuova e Azione sociale ha
    trasformato il centro in una zona off limits. Anche per chi non lo voleva

    Cronaca di un sabato ad alta tensione

    Mentre si fronteggiavano a suon di slogan le fazioni di destra e di
    sinistra,
    gli scout increduli hanno dovuto essere trasferiti

    (e.s.) Scene da guerriglia urbana ieri nel centro storico di Vicenza in
    occasione dell'inaugurazione della nuova sede di Forza Nuova e Azione
    sociale.
    Per circa un'ora via Muschieria è stata chiusa al traffico pedonale dalle
    forze dell'ordine: da una parte, in piazzetta Palladio, circa duecento
    manifestanti antifascisti; dall'altra, in Piazza delle Poste, quasi un
    centinaio di militanti di Forza Nuova e Azione Sociale. Questi ultimi erano
    attesi per le 18 in contrà della Fascina per l'inaugurazione dei nuovi
    locali
    ed invece hanno fatto dietro front per andare verso il corteo "nemico". I
    cordoni della polizia hanno impedito il contatto tra le due fazioni che
    hanno a
    lungo continuato a sfidarsi a suon di cori. Più di qualche militante però
    aveva già indossato un casco.
    Da una parte l'inno nazionale e "boia chi molla"; dall'altra "bella ciao" e
    "bandiera rossa". In mezzo, gli scout venuti da mezzo Veneto per festeggiare
    i
    novant'anni Cngei vicentina.
    Al corteo organizzato da Capannone sociale, LiberaZone, Coordinamento
    studentesco e Antifascisti, hanno aderito anche i Ds, i Comunisti italiani,
    i
    Verdi e Rifondazione Comunista.
    «Venerdì notte è successo un fatto gravissimo - ha denunciato Olol Jackson
    dei Verdi - Un gruppo di neofascisti ha cercato di entrare con cinghie e
    bastoni nelle sedi sindacali sotto il Menti. Nei prossimi giorni
    presenteremo
    un'interrogazione parlamentare al ministero degli Interni». Da Piazza
    Matteotti, punto di ritrovo del corteo "antifascista", i manifestanti hanno
    sfilato per Corso Palladio fino a Piazza dei Signori da contrà santa
    Barbara.
    Nel frattempo, in piazza delle Poste, i militanti di Forza Nuova, ribadivano
    i
    punti principali del loro programma: no all'aborto, all'euro,
    all'immigrazione
    "selvaggia" e ai diritti degli omosessuali. «Oggi a Vicenza si consolida la
    presenza di una forza politica che in questi anni ha affrontato grandi
    battaglie a difesa della nostra terra» ha detto il dirigente provinciale
    Daniele Beschin.
    I rappresentanti di Forza Nuova si sono lamentati per la mancanza di spirito
    democratico dimostrata dalla sinistra manifestante. «Ma questa nuova realtà
    fascista non è neppure vicentina: i suoi militanti vengono quasi tutti da
    altre province e regioni» ha ribattuto Francesco Pavin, leader del corteo
    dei
    giovani di sinistra. Solo dopo le 18 e 30 i militanti di Forza Nuova si sono
    spostati da Piazza delle Poste verso contrà della Fascina per
    l'inaugurazione
    della nuova sede. All'evento ha presenziato anche il sindaco di Vicenza
    Enrico
    Hullweck.

  2. #2
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    Predefinito Re: Predappio forever...

    [QUOTE]Testo originale scritto da Stratos


    Forza nuova
    [/QUOTE

    E a voi come e' andata la giornata del congresso vicentino? Quanti eravati? 5 o 6?

  3. #3
    MONTINI
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    Predefinito Re: Re: Predappio forever...

    [QUOTE]Testo originale scritto da Bandiera Nera
    Testo originale scritto da Stratos


    Forza nuova
    [/QUOTE

    E a voi come e' andata la giornata del congresso vicentino? Quanti eravati? 5 o 6?


    2-3...

  4. #4
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    Predefinito Re: Africa nera

    Testo originale scritto da Stratos
    Che cazzo ne so? E poi, impara a quotare, deficiente.
    Confida sempre nel tuo anonimato...

 

 

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