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Citazione:
Testo originale scritto da enrique lister
Io credo piuttosto che il problema non sia tanto la mancanza della famiglia, quanto il fatto che i bambini tendono a frequentarsi poco tra loro. Magari stanno pure insieme, ma dentro casa, a piccoli gruppi, a giocare al pc.
Non penso esistano più i grupponi di 10-15 bambini, che stanno per strada a fare casino, a giocare a pallone e a rompere i coglioni agli altri. Non ne vedo molti in giro, però mi ricordo che quando ero bambino io - solo 20 anni fa ( :ue ) - c'erano un sacco di gruppi e ci si divertiva sempre parecchio.
Perchè, appunto, l'atomizzazione non riguarda solo gli adulti ma anche i bambini e gli adolescenti.
In un altro 3d dicevo che là dove giocavo 20 anni fà a calcio o basket con i miei amici adesso c'è il deserto perchè sono tutti a giocare alla playstation. Lo sai chi ci trovo ogni tanto? I figli degli immigrati (maghrebini, filippini). E questo deve far parecchio pensare.....
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Massimilià, parliamoci chiaro, pure io anche se sono un pò più giovane di te ho passato la mia adolescenza a giocare a pallone ed andare in giro col motorino, ma perchè le playstation quella volta non c'erano,così come non c'era internet, non c'erano i telefonini.
Non dico che sia meglio o peggio, era semplicemente diverso. A tutti noi piaceva farci qualche partitina alle sale giochi, dove ricordo si buttavano monete da 200 lire, e non si riusciva mai a finire un gioco.
Oggi ci sono giochi enormemente migliori e gratis, a casa, a parte il prezzo di costo del supporto chiaro.
Internet poi nel bene e nel male apre le menti, io a 14 anni non avrei mai immaginato di avere una fonte di informazioni così composita e gigantesca. E non si venga a dire che internet fa parte del sistema per favore, quel sistema tanto deprecato, perchè dai noglobal a certa "area" tutti lo usano proprio perchè un metodo poco costoso per veicolare al pubblico le idee, che altrimenti rimanevano nel gruppetto dei soliti 4 gatti.
Come ho detto non sempre è positivo tutto ciò, ma fondamentalmente perchè gli uomini tendono invariabilmente ad usare tutti i loro mezzi anche per il male, fermo restando che il male per uno, è il bene per un altro, nessuno verrà mai a dire coscientemente: Io mi glorio di fare del male.
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Io penso sia solo questione di uso e abuso...
Da ragazzino, finché non mi sono venuti a noia, ho trascorso moderate quantità di tempo davanti ai videogiochi, mi sono divertito e ritengo che mi abbiano perfino giovato ai riflessi... Tantomeno credo di essere rincoglionito per questo.
Certo, chi gioca dieci ore al giorno e smette di leggere e comunicare è un caso clinico... ma, forse, in assenza di videogames, la sua debolezza psichica si estrinsecherebbe comunque...
In sintesi, sono contrario alle crociate avverso i videogiochi (o i "fumetti", la "televisione", ecc.)... Nell'ambito di una sana ed equilibrata educazione possono trovare posto, l'importante è insegnare al bambino a comandare il videogioco e non viceversa.
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Citazione:
Testo originale scritto da Rick Hunter
Massimilià, parliamoci chiaro, pure io anche se sono un pò più giovane di te ho passato la mia adolescenza a giocare a pallone ed andare in giro col motorino, ma perchè le playstation quella volta non c'erano,così come non c'era internet, non c'erano i telefonini.
Non dico che sia meglio o peggio, era semplicemente diverso. A tutti noi piaceva farci qualche partitina alle sale giochi, dove ricordo si buttavano monete da 200 lire, e non si riusciva mai a finire un gioco.
Oggi ci sono giochi enormemente migliori e gratis, a casa, a parte il prezzo di costo del supporto chiaro.
Internet poi nel bene e nel male apre le menti, io a 14 anni non avrei mai immaginato di avere una fonte di informazioni così composita e gigantesca. E non si venga a dire che internet fa parte del sistema per favore, quel sistema tanto deprecato, perchè dai noglobal a certa "area" tutti lo usano proprio perchè un metodo poco costoso per veicolare al pubblico le idee, che altrimenti rimanevano nel gruppetto dei soliti 4 gatti.
Come ho detto non sempre è positivo tutto ciò, ma fondamentalmente perchè gli uomini tendono invariabilmente ad usare tutti i loro mezzi anche per il male, fermo restando che il male per uno, è il bene per un altro, nessuno verrà mai a dire coscientemente: Io mi glorio di fare del male.
Rick quando avevo 12 anni c'erano i videogiochi dell'Intellivision e dell'ATARI (ricodi packman?!), poi a 14 anni c'era il Commodore 64 prima con i giochini su cassetta e poi con i primi floppy flessibili. Se avessi voluto giocare tutto il giorno avrei potuto starci, ma i miei genitori mi impedivano di stare tutto il giorno come un ebete davanti alla tv. Adesso no! A sempre più persone fà comodo tenere i figli davanti allo schermo.
Per i telefonini poi il discorso è ancora diverso: conosco genitori che hanno regalato al figlio di 12-13 anni un cellulare e gli hanno chiarito che la ricarica mensile è di 10-20 euro perchè deve servire solo per le emergenze, ed altri che invece spendono 200-300 euro per le ricariche del figlio che sta tutto il giorno attaccato al telefono. L'educazione è fondamentale e la famiglia è l'unico soggetto che può occuparsene, peccato che i genitori siano troppo impegnati in altre faccende.
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Citazione:
Testo originale scritto da Tomás de Torquemada
Io penso sia solo questione di uso e abuso...
Da ragazzino, finché non mi sono venuti a noia, ho trascorso moderate quantità di tempo davanti ai videogiochi, mi sono divertito e ritengo che mi abbiano perfino giovato ai riflessi... Tantomeno credo di essere rincoglionito per questo.
Certo, chi gioca dieci ore al giorno e smette di leggere e comunicare è un caso clinico... ma, forse, in assenza di videogames, la sua debolezza psichica si estrinsecherebbe comunque...
In sintesi, sono contrario alle crociate avverso i videogiochi (o i "fumetti", la "televisione", ecc.)... Nell'ambito di una sana ed equilibrata educazione possono trovare posto, l'importante è insegnare al bambino a comandare il videogioco e non viceversa.
Tomas, un bambino senza una guida non potrà che abusare di tutto ciò che gli piace: ghiochi, dolci ecc. ecc.
Trovami un bambino che autonomamente smette di giocare a qualche gioco della playstation e si mette a leggere un libro. I videogiochi non sono nocivi di per sè, ma ci deve essere qualche adulto che ne limita l'uso.
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...scusatemi
-PAPA' MANDALI A CACARE QUESTI SCEMI-
la frase di mio figlio,leggendo i post...drogato di play:D
era ipnotizzato nel leggere le discussioni,incazzato nero:D :D
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Citazione:
Testo originale scritto da Massimiliano71
Rick quando avevo 12 anni c'erano i videogiochi dell'Intellivision e dell'ATARI (ricodi packman?!), poi a 14 anni c'era il Commodore 64 prima con i giochini su cassetta e poi con i primi floppy flessibili. Se avessi voluto giocare tutto il giorno avrei potuto starci, ma i miei genitori mi impedivano di stare tutto il giorno come un ebete davanti alla tv. Adesso no! A sempre più persone fà comodo tenere i figli davanti allo schermo.
Per i telefonini poi il discorso è ancora diverso: conosco genitori che hanno regalato al figlio di 12-13 anni un cellulare e gli hanno chiarito che la ricarica mensile è di 10-20 euro perchè deve servire solo per le emergenze, ed altri che invece spendono 200-300 euro per le ricariche del figlio che sta tutto il giorno attaccato al telefono. L'educazione è fondamentale e la famiglia è l'unico soggetto che può occuparsene, peccato che i genitori siano troppo impegnati in altre faccende.
http://www.neave.com/games/pacman/wideshot.png
davvero bello quel gioco...
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Citazione:
Testo originale scritto da andreas
...scusatemi
-PAPA' MANDALI A CACARE QUESTI SCEMI-
la frase di mio figlio,leggendo i post...drogato di play:D
era ipnotizzato nel leggere le discussioni,incazzato nero:D :D
...la voce dell' innocenza :D