Videogame: di nuovo sotto accusa
Ancora una volta sono i videogiochi a essere messi sotto accusa
Secondo una ricerca effettuata in Giappone, i bambini che giocano ai videogame potrebbero subire danni cerebrali permanenti
Gli scienziati dell'università giapponese Tohoku hanno scoperto che i videogame stimolano unicamente le parti del cervello dedicate a vista e movimento e non aiutano lo sviluppo di altre aree importanti del cervello. I ricercatori temono, in particolare, che passando molte ore davanti a un videogame, alcuni bambini non sviluppino i lobi frontali - che ricoprono un ruolo fondamentale nel controllo del comportamento e nello sviluppo di memoria, emozioni e apprendimento.
Al contrario, lo svolgimento di determinate operazioni, come per esempio quelle legate all'aritmetica, stimola l'attività cerebrale nel lobo frontale, che si pensa continui a svilupparsi fino al raggiungimento dell'età adulta. Il professore Ryuta Kawashima, responsabile del gruppo che ha condotto la ricerca, ha dichiarato che questa scoperta è estremamente importante: "Con la nuova generazione di bambini videogame-dipendenti insorgerà un problema che non avevamo mai visto prima. Le implicazioni sono molto serie per una società sempre più violenta, poiché questi individui si comporteranno sempre peggio se giocheranno ai videogame senza dedicarsi ad altre attività, come leggere ad alta voce o studiare l'aritmetica".
Kawashima ritiene che i bambini debbano essere incoraggiati a esercitarsi in matematica e anche in scrittura e lettura, in quanto anche queste attività stimolano il lobo frontale. Egli è convinto che i bambini eccessivamente videogame-dipendenti non svilupperanno i lobi frontali e saranno conseguentemente più propensi all'uso della violenza, poiché non riusciranno a controllare adeguatamente i loro comportamenti. Lo studio di Kawashima ha preso in esame l'attività cerebrale di centinaia di studenti che giocavano con un videogioco Nintendo e l'ha paragonata a quella di altri studenti che svolgevano operazioni di aritmetica basilari. Lo studio ha indicato che è necessaria una maggiore attività cerebrale per risolvere semplici operazioni matematiche di quanta ne sia necessaria per giocare ai videogame e che l'attività nel lobo frontale è nettamente preponderante.
Di Greame Wearden




Rispondi Citando