OMNIA SUNT COMMUNIA
Ieri sera,dal balcone della Camera del Lavoro di Milano Hugo Chavez, Presidente del Venezuela, è intervenuto pubblicamente su invito del PRC di Milano. Il pazzale e Corso XXII Marzo straboccavano di migliaia di persone che era venute per vederlo. Due piccole note introduttive: 1) Chavez è veramente così carsimatico come si afferma. L''affabilità, la simpatia, si uniscono a una riflessione dinamica e sempre interessante. 2) Chavez risulta essere assai più a sinistra del PRC (si pensi solo alla sua battuta "la nostra è una rivoluzione non violenta... non del tutto ovviamente..." o quqndo ha affermato che in caso di invasione il popolo veenzuelano difenderà con le armi in pugno la rivoluzione bolivariana.
Nel suo intervento di oltre un'ora. Non ha solo richiamato i grandi eroi nazionali che uniscono l'Italia al Sud America (Grabaldi e Bolivar) ma si è presto allargato a una sua ripresa della riflessione gramsciana, ma facendo delle rapide incursioni anche in Marx e (udite!, udite!) in Lev Trotsky (a proposito della rivoluzione in permanenza). Nel suo intervento ovviamente si è soffermato sulla criminale guerra in Iraq ma soprattutto ha esaltato quella parte del popolo americano, che si sta battendo contro BUsh e che ha dovuto subire gli effetti dell'Uragano Katrina. La sua denuncia del capitalismo e dell'imperialismo si è unità al richiamo alla prospettiva socialista e alla costruzione di una "europa antimperialista".
Sarà facile ironizzare per tutti i settari senza speranza sulle contraddizioni e i limiti di Chavez (il suo richiamo all'unità con lo screditato Lula e perfino con Kirchner, una struttura burocratica e un apparato dello Stato venezuelano ancora troppo legato al passato che rappresentano freni assoluti all'avanzare di una prospettiva socialista in Venezuela). Tuttavia la riflessione chavista è in pieno sviluppo collegandosi alla dinamica veenzuelana e internazionale: i suoi insistenti richiami alla rivoluzione socialista, il suo porsi da leader internazionale e non semplicemente da leader nazionalista (evidente nella lunga citazione di Noam Chomsky) fanno sì che i comunisti rivoluzionari debbano guadare al suo esperiemento criticamente ma anache senza paraocchi sapendone cogliere gli avanzamenti e gli arretramenti. Sono le determinazioni che producono gli uomini. Come scrive giustamente R. Massari nella sua recente monografia su Chavez, forse egli non sarà mai un comunista rivoluzionario...ma gl auguriamo di andare il più lontano possibile!
La serata si è conclusa con il canto corale di Bandiera Rossa
TUTTO E' DI TUTTI




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