L'Armata Rossa di Romano Prodi
Giovedí 20.10.2005 110
di Gianni Pardo
Che cos’è una “non-notizia”? È quella che non c’è stata ma che ci sarebbe dovuta essere. Un esempio l’abbiamo sotto gli occhi: le primarie del Centrosinistra da un lato confermano delle ovvietà e dall’altra non risolvono i problemi tecnici di quella coalizione: questa sarebbe stata la vera notizia. Che non c’è stata.
Cominciamo con le ovvietà. La straordinaria partecipazione conferma l’eccellente radicamento territoriale e l’ottima capacità di mobilitazione della sinistra. Se sono capaci di portare a Roma centinaia di migliaia di persone, magari dal Trentino o dalla Sicilia, figurarsi se gli viene difficile far andare i militanti al seggio sotto casa.
La vittoria di Prodi è anch’essa un’ovvietà. Strana competizione, quella in cui anche gli altri candidati dicono che il vero e unico leader è il Professore. Fa pensare alle elezioni sovietiche, con una sola lista e un solo candidato. Qui, certo, si poteva votare per la Panzino o per Pecoraro Scanio, ma si trattava solo di voti di testimonianza. In realtà, il popolo di sinistra, votando al 74% per Prodi, ha solo invocato l’unità d’azione che quel nome rappresenta. Purtroppo si sa che ognuno vorrebbe questa unità intorno al proprio irrinunciabile programma ed è ciò che distrugge l’unità, in concreto.
La non-notizia è la mancata risposta a questa domanda: e ora? Va bene, “Viva Prodi!” ma in quale lista? Con quale programma? Questa sarebbe la notizia. Già è strano che si applauda un uomo politico che promette il proprio programma per fine gennaio 2006 (Porta a Porta, 17/X): ma chi assicura che esso sarà anche seriamente sottoscritto dalle ali estreme della coalizione? Ci si sposta in quattro milioni per dire una cosa ovvia e non si dice, anche in sole tre persone – Fassino, Rutelli, Bertinotti – come si presenterà il centro-sinistra alle prossime elezioni. Certo, ne parleranno: ma quando arriveranno ad una conclusione, quella sarà la notizia, finalmente!
Fra l’altro la “confusione sotto il cielo” tocca livelli impensabili. Neanche coloro - e non sono moltissimi – che leggono accuratamente i giornali politici sarebbero in grado di spiegare disinvoltamente le differenze fra Ulivo, Federazione (Fed), Grande Ulivo, Listone, Partito Unico, Lista Prodi e Unione. Né si capisce bene la differenza fra un’alleanza di governo e un’alleanza elettorale soltanto (il tram): perché se dei partiti si alleano per vincere le elezioni dopo non dovrebbero forse governare insieme? È inutile dire che non si ripeterà ciò che si è verificato anni fa con Bertinotti. Perché ciò non accada devono essere diverse le condizioni obiettive: e invece le persone sono le stesse.
La non-notizia è che non si è data risposta a tutte queste domande. Chi è chiamato a votare per il centro-sinistra sembra sia obbligato a farlo per un atto di fede: per quanto confusionari e contraddittori siano i partiti di centro-sinistra; per quanto manchino d’un programma; per quanto siano litigiosi e sospettosi l’uno dell’altro e incapaci di dar vita ad un blocco, se non monolitico almeno solido, hanno tuttavia per i militanti il merito d’essere contro Berlusconi. E tanto basta. Ma basta?
http://canali.libero.it/affaritalian...izia.html?pg=1
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direi commento impeccabile.




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