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«Abbiamo molta stima per la storia e la cultura del popolo cinese» «Santa Sede pronta al dialogo con la Cina» Le parole del Segretario Vaticano Angelo Sodano all'inaugurazione del centro congressi della Pontificia Università Gregoriana
Il cardinale Sodano (Ansa)
ROMA - «Speriamo che presto queste tensioni del momento possano cessare». Con queste parole il segretario di Stato Vaticano, cardinale Angelo Sodano, ha fatto il punto martedì sera in merito ai rapporti tra la Chiesa cattolica e la Cina, ripetendo gli auspici per l'apertura di un nuovo dialogo. «Abbiamo sempre spiegato - ha detto il card. Sodano a margine dell'inaugurazione del nuovo centro congressi della Pontificia Università Gregoriana - che la Santa sede ha molta stima per la storia, la cultura del popolo cinese, in cui sono fioriti tanti grandi uomini grandi e anche tanti santi. E quindi speriamo che queste difficoltà possano presto tramontare».
«È dispiaciuto ai vescovi di tutto il mondo riuniti in Sinodo - ha proseguito - di non vedere i confratelli dalla Cina, questi quattro confratelli che il Papa aveva invitato. Però speriamo che presto, come loro hanno anche scritto al Papa, possano prender la strada di Roma e darci un abbraccio fraterno. La storia cammina e io credo che presto vedremo superate queste difficoltà». A proposito dei tempi, però, il segretario di Stato vaticano ha invitato a «non entrare nei piani della Provvidenza». «La Santa Sede - ha ribadito - ha sempre detto che è pronta al dialogo, è pronta ai contatti, è pronta a spiegare le sue tradizioni. Però dobbiamo sempre insistere su questo concetto: che la Chiesa è una, in tutto il mondo, in tutte le culture, in tutte le nazioni, e i governi civili non hanno diritto di dire agli uomini e alle donne come devono vivere la loro fede». «Questo è un diritto alla libertà religiosa di ogni uomo - ha aggiunto -, scritta nella Dichiarazione universale dei diritti umani, scritta nella storia stessa del popolo cinese, che tanto ama anche la libertà. E quindi speriamo che questo sole della libertà presto spunti anche su questo grande paese».
Secondo il cardinale Sodano, l'attuale presenza della Chiesa a Taiwan «non è un ostacolo». «Ho detto tante volte - ha spiegato - che se possiamo avere contatti con Pechino, non domattina ma stasera stessa il nunzio, o meglio l'incaricato d'affari che è a Taiwan va a Pechino». «Ma la Santa Sede - ha ammonito - non può essere trattata peggio degli altri Stati. Quando gli altri Stati terminarono a Taiwan andarono subito a Pechino. E perchè la Santa Sede, se termina i contatti con Taiwan, non può andare a Paechino?». Il capo della diplomazia vaticana ha ricordato che «lì c'era la Nunziatura in passato, di lì la Nunziatura fu obbligata ad andare a Taiwan, dopo essersi spostata prima a Nanchino poi ad Hong Kong». A tale proposito Sodano ha anche ricordato la figura del cardinale Giuseppe Caprio, morto la scorsa settimana, che «col nunzio Riberi fu uno di quelli cacciati dalla Nunziatura e che presero poi la via di Taipei». «E adesso - ha continuato - se fosse possibile, come speriamo, si ritornerebbe nella sede originaria a Pechino. L'intestazione della nostra carta da lettere è sempre la stessa: reca ancora la scritta 'Nunziatura in Cina' come quella che c'era a Pechino, non l'abbiamo cambiata». Sodano ha parlato dell'esistenza attuale non tanto di «trattative» col governo cinese («la parola e eccessiva»), ma di «conversazioni, contatti. Quanti uomini di Chiesa - ha rilevato - vanno in Cina? Quanti rappresentanti del governo cibnese ci sono nel mondo, ambasciatori, uomini di cultura, uomini d'affari, uomini di commercio? C'è un osmosi continua perchè il mondo è unico. Oggi il mondo è unito e anche la Chiesa è unita». «Noi sentiamo come nostri fratelli e sorelle i cattolici cinesi - ha concluso il card. Sodano - come tutti gli altri uomini di buona volontà. Continuiamo a tendere ponti, perchè la Chiesa non cerca altro se non annunciare i principi cristiani del Vangelo di Cristo, nel rispetto di tutto gli uomini e di tutte le culture. La Chiesa è cattolica, cioè universale, e sempre ha messo le radici in tutti i popoli e in tutti i continenti».
25 ottobre 2005




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