Lo sgombero di una baraccopoli disposto dal sindaco di Bologna
BOLOGNA – Rischia di provocare un terremoto nella giunta bolognese di Sergio Cofferati la battaglia del sindaco per la sicurezza e la legalità. Ieri mattina sono entrate in azione le forze dell'ordine per sgomberare e le ruspe per abbattere una baraccopoli occupata da romeni lungo il fiume Reno: sono stati individuati 13 clandestini, due sono stati arrestati, sette portati al Cpt, gli altri rimessi in libertà. Un'azione decisa dal sindaco con Questura e carabinieri, ma senza il parere dei colleghi di giunta, a cominciare dalla vicesindaco Adriana Scaramuzzino che ha la delega per i servizi sociali. «Non ce n'era bisogno – si è giustificato Cofferati – visto che nell'area non c'erano donne con bambini, ma solo persone che occupavano illegalmente quella zona» (al momento della dichiarazione, il sindaco non sapeva che nello sgombero sono state coinvolte anche quattro donne romene con bambini di età inferiore a un anno). A prendere le distanze dall'ex leader della Cgil sono state le forze della sinistra radicale. Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi e “Cantiere” hanno attaccato il sindaco per le modalità con cui ha gestito la faccenda; qualche esponente della sinistra radicale è arrivato a minacciare l'uscita dalla giunta. Ds e Margherita, da soli, hanno 23 consiglieri, la metà esatta che diventa maggioranza col voto del sindaco. Dopo un'accesa riunione sono usciti con un comunicato che scongiura la crisi, ma lancia al sindaco un ultimatum: «Da oggi in poi, sulle politiche sociali per gli immigrati, ci sentiamo liberi, di fronte a scelte non discusse e non condivise, di agire autonomamente con nostre proposte rispetto alle azioni da “prefetto” e da “questore” di Sergio Cofferati». Da mesi i rapporti fra Cofferati e l'ala sinistra della sua maggioranza sono tesi, soprattutto sui temi della sicurezza e della legalità. Tensioni soprattutto dopo l'uscita di Cofferati sul giro di vite nei confronti dei lavavetri.
(giovedì 20 ottobre 2005)
Mi spiace che la sinistra in questo caso si agiti tanto... sono d'accordo con Cofferati ... far rispettare la "legalità" è dovere del primo cittadino...
B




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