E' Hitler...non Tripod![]()


E' Hitler...non Tripod![]()


Acquerello raffigurante il Palazzo del Parlamento e la Ringstrasse di Vienna, uno dei soggetti preferiti da Hitler, mostra la sua abilità nel disegno architettonico
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.


mi sembra un artista un po' ossessivamente ripetitivo. Però interessante lo squarcio sul minimalismo del contrasto bianco nero con la dinamica del cambiamento della dimensione del carattere tra il sopra e il sotto, a perenne monito per gli umani della forte azione di rivoluzione e contro rivoluzione. dopo di che, a sintesi di yin e yang calati nell'acerbo e ostile contesto del malato occidente, l'artista ci propone come un raggio di sole i doppi cerchi intersecati, a stimolare la visione di un sottoinsieme compartecipato della vita nell'attento osservatore, abbagliato dal verde e stordito dall'azzuro, allegoria, quasi banale di cielo e terra del mondo, su cui si stagli amaestoso il severo logone tripod, a finale esclamazione della vittoria del consumismo.In Origine Postato da ITALIANO
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http://www.worldmilitaria.com/newsite/museum.htmlIn Origine Postato da itloox
come hai fatto?![]()
mai postare foto kol link originale quando si fanno domande...
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


Esatto.....bravoIn Origine Postato da agaragar
http://www.worldmilitaria.com/newsite/museum.html
mai postare foto kol link originale quando si fanno domande...![]()
Non che i quadri di Hitler siano tanto sconosciuti agli sporchi nazi-fascisti come me'![]()
C'ho pure un cd dei Nahkampf con in copertina una pittura di Hitler
Ho risposto ma tanto tu non mi leggi![]()
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In Origine Postato da Nanths
mi sembra un artista un po' ossessivamente ripetitivo. Però interessante lo squarcio sul minimalismo del contrasto bianco nero con la dinamica del cambiamento della dimensione del carattere tra il sopra e il sotto, a perenne monito per gli umani della forte azione di rivoluzione e contro rivoluzione. dopo di che, a sintesi di yin e yang calati nell'acerbo e ostile contesto del malato occidente, l'artista ci propone come un raggio di sole i doppi cerchi intersecati, a stimolare la visione di un sottoinsieme compartecipato della vita nell'attento osservatore, abbagliato dal verde e stordito dall'azzuro, allegoria, quasi banale di cielo e terra del mondo, su cui si stagli amaestoso il severo logone tripod, a finale esclamazione della vittoria del consumismo.
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Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


In Origine Postato da Nanths
mi sembra un artista un po' ossessivamente ripetitivo. Però interessante lo squarcio sul minimalismo del contrasto bianco nero con la dinamica del cambiamento della dimensione del carattere tra il sopra e il sotto, a perenne monito per gli umani della forte azione di rivoluzione e contro rivoluzione. dopo di che, a sintesi di yin e yang calati nell'acerbo e ostile contesto del malato occidente, l'artista ci propone come un raggio di sole i doppi cerchi intersecati, a stimolare la visione di un sottoinsieme compartecipato della vita nell'attento osservatore, abbagliato dal verde e stordito dall'azzuro, allegoria, quasi banale di cielo e terra del mondo, su cui si stagli amaestoso il severo logone tripod, a finale esclamazione della vittoria del consumismo.
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In Origine Postato da Nanths
mi sembra un artista un po' ossessivamente ripetitivo. Però interessante lo squarcio sul minimalismo del contrasto bianco nero con la dinamica del cambiamento della dimensione del carattere tra il sopra e il sotto, a perenne monito per gli umani della forte azione di rivoluzione e contro rivoluzione. dopo di che, a sintesi di yin e yang calati nell'acerbo e ostile contesto del malato occidente, l'artista ci propone come un raggio di sole i doppi cerchi intersecati, a stimolare la visione di un sottoinsieme compartecipato della vita nell'attento osservatore, abbagliato dal verde e stordito dall'azzuro, allegoria, quasi banale di cielo e terra del mondo, su cui si stagli amaestoso il severo logone tripod, a finale esclamazione della vittoria del consumismo.
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