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PREMIERATO-DEVOLUTION, COME CAMBIA LA COSTITUZIONE
ROMA - Passa alla Camera, in terza lettura la riforma della
Costituzione, che modifica profondamente l'architettura istituzionale
italiana. Perché il disegno di legge passi davvero manca ora l'ultimo
sì del Senato e poi il referendum previsto dall'articolo 138 se la
Costituzione è modificata da una maggioranza inferiore ai due terzi.
La riforma cambia la forma di Stato e di governo. Un premier indicato
dagli elettori, per il quale è sufficiente un voto sul programma per
insediarsi, con il potere di sciogliere la Camera, di nominare e
revocare dei ministri e il compito di determinare la politica
generale, prenderà il posto di un presidente del Consiglio nominato
dal capo dello Stato sulla base del responso elettorale e delle
indicazioni dei gruppi parlamentari.
Il bicameralismo perfetto (due Camere con eguali poteri) viene
sostituito da un sistema con due assemblee che hanno basi elettorali
e poteri diversi: una Camera "generalista" e un Senato federale.
Nasce la cosidetta devolution (obiettivo numero uno della Lega),
saranno le regioni a 'dettar legge' in alcune materie: sanità,
organizzazione scolastica, quella parte dei programmi di studio
di "interesse specifico" della regione, polizia amministrativa
regionale locale.
PARLAMENTO. E' composto dalla Camera dei deputati e dal Senato
federale.
DEPUTATI E SENATORI, UN TAGLIO ALL'ORGANICO. Si riduce il numero dei
parlamentari (di circa il 23%). I deputati scendono da 630 a 500, i
senatori da 315 a 252. Restano 18 (ma saranno tutti deputati) i
parlamentari eletti dagli italiani all'estero.
DEPUTATI A VITA. Prendono il posto dei senatori a vita e scendono da
5 a tre.
UNA VENTATA DI GIOVENTU'. Si abbassa il limite d'età per poter
varcare i portoni dei palazzo della politica: basterà aver compiuto
21 anni (ora ne servono 25) per entrare a Montecitorio e 25 (ora ne
servono 40) a palazzo Madama.
SENATO FEDERALE. La 'Camera alta' è forse il luogo dove il restyling
istituzionale è maggiormente visibile. I senatori saranno eletti in
ciascuna regione contestualmente ai rispettivi consigli. Ogni regione
dovrà eleggere almeno sei senatori (ma a regioni 'mignon' come il
Molise o la Val d'Aosta ne spettano rispettivamente due e uno). Ai
lavori del Senato partecipano, ma senza poter votare, rappresentanti
delle regioni e delle autonomie locali.
DURATA DELLA LEGISLATURA. La Camera è eletta per 5 anni. I senatori
eletti in ciascuna regione o provincia autonoma restano in carica
fino alla data della proclamazione dei nuovi senatori della medesima
regione o provincia autonoma.
IN COSTITUZIONE LE REGOLE PER ELEGGERE I PRESIDENTI DELLE ASSEMBLEE.
Non sono più demandate ai regolamenti parlamentari ma entrano
direttamente in costituzione le regole per l'elezione dei presidenti
di Camera e Senato. Servirà un'ampia maggioranza, i due terzi dei
componenti l'assemblea (ossia 347 voti alla Camera e 168 al Senato)
nei primi tre scrutini, poi il quorum si abbassa: dal quarto
scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti (261
alla Camera e 128 al Senato).
ALLE OPPOSIZIONI LE COMMISSIONI DI GARANZIA. Esponenti dei gruppi di
opposizione presiederanno le commissioni o i comitati con compiti
ispettivi, di controllo e di garanzia.
CAMBIA L'ITER DELLE LEGGI. La Camera esamina le leggi su materie
riservate allo Stato (ad esempio politica estera, promozione
internazionale del sistema produttivo e economico, immigrazione;
difesa; giurisdizione e norme processuali, politica monetaria e del
credito; sicurezza e ordine pubblico; norme generali sull'istruzione,
tutela dell'ambiente, ecc) Il Senato ha 30 giorni (15 se si tratta di
decreti) per proporre modifiche ad un testo approvato dalla Camera,
ma sue queste modifiche è la Camera che decide in via definitiva.Il
senato esamina leggi che riguardano materie riservate sia allo Stato
che alle regioni (le cosiddette materie concorrenti, quali, ad
esempio, i rapporti dell'ue con le regioni, il commercio con
l'estero, ordinamento sportivo regionale, protezione civile,
remittenza regionale, ecc). La Camera può proporre modifiche ma sarà
il Senato ad avere la parola definitiva.
PER ALCUNE MATERIE UN CAMMINO AD HOC. Alcune questioni quali la
determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni che
riguardano i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su
tutto il territorio nazionale o la legislazione elettorale locale,
ecc, Senato e Camera legiferano alla pari. Ma se non trovano
l'accordo su testo entra i campo una terza assemblea "derivata" i cui
60 componenti sono indicati dai presidenti delle due camere: questa
camera di compensazione avrà il compito di scrivere un testo
unificato dal sottoporre al voto di Senato e Camera.
LA DEVOLUTION. Alle regioni viene affidata la
legislazione "esclusiva" per quanto riguarda l'assistenza e
l'organizzazione sanitaria, l'organizzazione scolastica, la gestione
degli istituti scolastici e di formazione, la definizione della parte
dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della
regione; polizia amministrativa regionale e locale.
CLAUSOLA DI INTERESSE NAZIONALE. Il governo può bloccare una legge
regionale se ritiene che pregiudichi l'interesse nazionale: invita la
regione a cancellarla ma se la risposta è negativa sottopone la
questione al parlamento in seduta comune che ha 15 giorni di tempo
per annullarla.
REFERENDUM CONFERMATIVO SEMPRE POSSIBILE. Il referendum sulle leggi
costituzionali sarà sempre possibile anche quando i testi vengono
approvati dal entrambe le Camere con un'ampia maggioranza nella
seconda votazione (i due terzi dei componenti).
UNA ASSEMBLEA DELLA REPUBBLICA ELEGGE IL CAPO DELLO STATO. Il
presidente della Repubblica è eletto dall'Assemblea della repubblica
composta da deputati, senatori, presidenti delle regioni e da due
delegati per ciascun consiglio regionale. Per i primi tre scrutini
serve la maggioranza dei due terzi dei componenti. Nel quarto e
quinto scrutinio il quorum si abbassa alla tre quinti dei componenti.
Dalla quinta votazione in poi è sufficiente la maggioranza assoluta.
UN PRESIDENTE GIOVANE. Al Quirinale potrà entrare anche chi ha solo
40 quarant'anni (oggi si deve aver compiuto i 50 anni). Resta in
carica 7 anni.
POTERI DEL QUIRINALE. Il presidente della Repubblica rappresenta la
nazione, è garante della Costituzione e dell'unità federale della
Repubblica. Può inviare messaggi alle Camere, indice le elezioni e i
referendum, promulga le leggi, nomina i funzionari dello Stato, i
presidenti delle Authority e del Cnel, comanda le forze armate,
presiede il Csm e ne nomina il vicepresidente, può concedere la
grazia, scioglie la camera, ma solo su richiesta del premier (o in
caso di morte o dimissioni del primo ministro) o in caso di sfiducia.
PREMIER. E' la figura centrale del governo i cui poteri aumentano
notevolmente e non ha più bisogno della fiducia della Camera per
insediarsi (ma solo un voto sul programma) dal momento che la sua
legittimazione avviene al momento dell'elezione che è di fatto una
elezione diretta. I candidati premier si collegano con i candidati
alla Camera (oppure con una o più liste di candidati a deputati).
Sulla base del risultato elettorale nomina premier il candidato della
coalizione vincente. Il premier è un vero capo del governo, determina
(e non più dirige) la politica dell'esecutivo e ha il potere di
nomina e revoca dei ministri e di sciogliere la Camera.
SFIDUCIA COSTRUTTIVA. Contro questa decisione i deputati della
maggioranza possono presentare una mozione di sfiducia (sottoscritta
almeno dalla maggioranza dei componenti la Camera) che deve indicare
anche il nome del nuovo premier. Il nuovo primo ministro però dovrà
incassare entro cinque giorni la fiducia della Camera sul suo
programma.
NORMA ANTIRIBALTONE. Se la Camera vota la sfiducia al premier ma con
l'apporto determinante dell'opposizione il premier si deve dimettere.
CSM. I giudici vengono eletti per i due terzi dai magistrati, per un
sesto dalla Camera e per un sesto dal senato federale.
CORTE COSTITUZIONALE. I giudici che la compongono sono sempre 15 ma
salgono da 5 a 7 quelli di nomina parlamentare: 4 ne nomina il Senato
federale 4 e 3 la Camera). Il presidente della Repubblica ne nomina 4
(attualmente 5), 4 sono indicati dai magistrati. Per i tre anni
successivi alla scadenza dell'incarico i giudici non potranno far
parte del governo, del parlamento, né ricoprire incarichi di nomina
governativa.
TIMING, RIFORMA A REGIME... Una parte della riforma entrerà in vigore
subito dopo il referendum: eleggibilità e immunità dei parlamentari,
età per il Quirinale, Authority (che entrano così in
Costituzione),federalismo, interesse nazionale. Una seconda parte
andrà in vigore andrà in vigore solo a partire dal 2011: Senato
federale, iter delle leggi, nuovi poteri del presidente della
repubblica, premierato. Un'ultima parte della riforma andrà in vigore
ancora più tardi, nel 2016 (5 anni dopo l'elezione del primo Senato
Federale): riduzione dei parlamentari, età per essere eletti alla
Camera, contestualità tra elezione del Senato federale e dei consigli
regionali.
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Citazione:
Testo originale scritto da Rodolfo
Io non sono assolutamente centralista,ma federalista.
Questa riforma,però, non è certo federalista.
Se si va infatti a leggere la proposta è semplicemente uno statalismo regionale...nulla a che vedere con le comunità di popolo che un reale Federalismo dovrebbe proporre.
Quoto Rodolfo. Anch'io sono federalista e localista. Solo che questa legge è tutto tranne che realmente federalista, è solo un contentino da dare all'elettore medio leghista, per potergli dire "visto? abbiamo fatto il federalismo, ri-votaci".
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Pardon...
Qualcuno saprebbe elencarmi tutti i passaggi parlamentari sotto i quali è passata la riforma costituzionale?
Sotto, un link comparativo tra la "vecchia" costituzione e la costituzione che verrebbe fuori dal DDL, se approvato
http://www.riforme.net/leggi/Modific...stituzione.htm
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Citazione:
Testo originale scritto da fedalmor
Sicuramente. ;)
Facevo riferimento allo Statuto del mio partito, ovviamente...
Polizia / scuola / sanità regionale sono delle vaccate: in primo luogo, le forze di polizia sono troppe. In quale nazione si vedono quattro corpi di polizia indipendenti? Io sono per un unico corpo di polizia (che non significa licenziare le guardie, quanto ridurre la burocrazia) che abbia al suo interno dei dipartimenti (che ci sono già).
A cosa servono la Polizia Postale e la GdF "informatica"? Vigili, ausiliari del traffico e stradale/Carabinieri che svolgono funzioni da stradale? :eek: Solo corpi che si sovrappongono. :rolleyes:
si vede che non sei molto tecnico come forma mentis.
sono tutti sub-corpi che assieme formano l'apparato di difesa e controllo.
fare un unico calderone vorrebbe dire farli diventare dei tuttofare con conseguente scadimento della qualita' a livello di terzo mondo.
piu' si specializzano invece e piu' e' ovvio e sacrosanto che si creino sezioni separate e dedicate a una mansione come ad esempio polizia postale, GdF etc
quanto al centralismo, perche' mai un paese della bassa dovrebbe fare richiesta a roma per costruire un ponte o una strada o un asilo nido ? va da se' che e' la cosa piu' breve e piu' ovvia che l'ok lo dia il comune, la provincia o la regione.
infine il problema etico e morale : i soldi che i veneti pagano di tasse e' sacrosanto che vengano spesi nel veneto e rimangano in Veneto, cazzo c'entrano i calabresi o i napoletani coi nostri $$ ?
come dici ? che senno' morirebbero di fame ?
ah behh raccolgono cio' che hanno seminato.
che sventolino il tricolore alle finestre e aspettino il miracolo ...
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Citazione:
Testo originale scritto da Alvise Nutti
Uhm, perché ritieni che le Regioni non abbiano nessuna corrispondenza col territorio? Io, personalmente, le ritengo gli enti meglio riusciti dal punto di vista delle identità locali.
Insomma... una parte di Romagna sta nelle Marche, una parte di Liguria in Toscana, una parte di Lombardia in Emilia, un'altra parte di Lombardia in Piemonte, il Veneto è spaccato in due regioni, ci sono regioni che racchiudono entità alquanto diverse tra di loro (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia)... non mi paiono così azzeccate 'ste divisioni regionali del territorio...
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Citazione:
Testo originale scritto da Fenris
Insomma... una parte di Romagna sta nelle Marche, una parte di Liguria in Toscana, una parte di Lombardia in Emilia, un'altra parte di Lombardia in Piemonte, il Veneto è spaccato in due regioni, ci sono regioni che racchiudono entità alquanto diverse tra di loro (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia)... non mi paiono così azzeccate 'ste divisioni regionali del territorio...
Ma il punto non è questo... che qualche aggiustamento di confine ci voglia, più che d'accordo. Che Emilia e Romagna sarebbero da considerare due regioni a sé stanti, pure. E nel Sud, per fare un esempio, se vai nel Cilento (Campania) trovi paesini che si chiamano Vallo della Lucania. E quella tra Abruzzo e Molise è una divisione discutibile.
Ma il ragionamento che fai tu presuppone, appunto, l'esistenza di comunità regionali. E va detto che, pur con varie e numerose imprecisioni, le regioni amministrative italiane ricalcano delle realtà regionali reali.
Il che non è esattamente la stessa cosa del definire le regioni come "creazioni burocratiche senza nessuna corrispondenza col territorio". La proposta di "eliminare le regioni" è una critica al concetto di regione, non ai singoli confini ufficiali delle regioni italiane.
(mi scuso per la sintassi, ma sono a casa ammalato)
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Citazione:
Testo originale scritto da Alvise Nutti
Ma il punto non è questo... che qualche aggiustamento di confine ci voglia, più che d'accordo. Che Emilia e Romagna sarebbero da considerare due regioni a sé stanti, pure. E nel Sud, per fare un esempio, se vai nel Cilento (Campania) trovi paesini che si chiamano Vallo della Lucania. E quella tra Abruzzo e Molise è una divisione discutibile.
Ma il ragionamento che fai tu presuppone, appunto, l'esistenza di comunità regionali. E va detto che, pur con varie e numerose imprecisioni, le regioni amministrative italiane ricalcano delle realtà regionali reali.
Il che non è esattamente la stessa cosa del definire le regioni come "creazioni burocratiche senza nessuna corrispondenza col territorio". La proposta di "eliminare le regioni" è una critica al concetto di regione, non ai singoli confini ufficiali delle regioni italiane.
(mi scuso per la sintassi, ma sono a casa ammalato)
Su Abruzzo e MOlise non saprei... l'Abruzzo è una regione che conosco molto bene, in effetti gli abruzzesi sono alquanto imparentati con i "cugini" molisani, e questi ultimi sono molto diversi dai confinanti pugliesi. Ma la divisione l'hanno voluta loro, non è stata imposta, quindi vorrà dire che un certi identitarismo separatista ci deve essere.
Comunque, al di là di questi dettagli, è pur vero che le regioni approssimano discretamente le diverse entità territoriali, ma è anche vero che amministrativamente ci sono troppi piani. Io in effetti più che la regione abolirei la provincia.
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Anche secondo me l'Italia federale sarebbe una bella "rivoluzione", quello approvato si sa che non è vero federalismo però è sempre un inizio, non sarà bellissimo ma è pur sempre un inizio!
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quella approvata e' na schifezza ma questo offre il convento, meglio di niente, aspettando tempi migliori.
fenris : come veneto direi che sarebbe ora di accorpare veneto + friuli + trentino in una unica macro-regione, anche per motivi storici, il che non guasta, la si potrebbe chiamare "venezia tridentina", altra cosa in linea con la tradizione.
(anche X Regio suona bene ma un po' troppo filo-romana quindi la scarterei a priori)
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Citazione:
Testo originale scritto da El Venexian
quella approvata e' na schifezza ma questo offre il convento, meglio di niente, aspettando tempi migliori.
fenris : come veneto direi che sarebbe ora di accorpare veneto + friuli + trentino in una unica macro-regione, anche per motivi storici, il che non guasta, la si potrebbe chiamare "venezia tridentina", altra cosa in linea con la tradizione.
(anche X Regio suona bene ma un po' troppo filo-romana quindi la scarterei a priori)
Hmmm... sul Trentino non saprei, sul Friuli (anzi, sulla Venezia Giulia) è quello che ho detto quando ho scritto che il Veneto è spaccato in due regioni. La Venezia Giulia a rigor di logica dovrebbe essere accorpata al Veneto e separata dal Friuli, se si volesse dividere amministrativamente seguendo le identità locali. Il Trentino mi pare un po' un caso a sè...