Oggi sono transitato dall'"autostrada" (che impropriamente chiamo così) che da Siracusa porta a Catania (in realtà l'opera è incompleta).
Passando dai pressi di Melilli si intravede quell'odiato complesso petrolchimico. Di solito si sente un fetore nauseabondo di sostanze petrolifere, pungente ed insopportabile. Non è un caso che a Priolo Gargallo vi sia il più alto tasso di tumori in Italia.
Ma oggi è stato diverso.
Mia madre che era in auto con me ha avuto un malore. Difficoltà respiratore, ingrossamento della gola, bruciore agli occhi tanto che sono dovuto ricorrere alle cure ospedaliere.
Sto parlando di una donna di 40 anni che non soffre di alcuna patologia.
Ancora una volta mi chiedo che senso abbia uno stabilimento del genere in Sicilia.
Si lavorano idrocarburi per un consumo diretto in gran parte in nord Italia, genovese è il proprietario del complesso, per contro ci ritroviamo kilometri di bellissima costa deturpata e acque cristalline non balneabili, mentre sul piano occupazionale l'incidenza è quasi inesistente.
Mentre i politici siciliani giocavano con i mafiosi, mistificando un complesso che nessuno voleva in grandi opere di investimento per il sud, la classe politica degli anni 60 ci ha imposto un modello di sviluppo sbagliato.
Turismo, agricoltura, allevamento, popolazione ne pagano le conseguenze. Per quanto ancora?


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