Non ci scaldiamo per pura propaganda.
Non sono solo i verdi ad avversare l'eolico, che ha costi enormi a fronte di quantità minime di energia prodotte.
Idem dicasi per l'energia solare.
Queste due fonti rappresentano insieme lo 0,05% della produzione mondiale di energia, e questo perchè sono più costose e danno meno risultati delle fonti più usate.
Sul nucleare il discorso è più complicato.
E' vero che si tratta di una fonte sempre più sicura ed economica, ma non è facile stimare se convenga una sua riattivazione in Italia, visto che si dovrebbero fronteggiare costi cospicui e un'opinione pubblica in larga parte sfavorevole. Per fortuna all'estero la demagogia dei politici non ha toccato i livelli italiani, e il nucleare si mantiene e prospera sempre più, cosicchè sia possibile anche per noi farne uso (con dei costi in più, ovviamente).
Non c'illudiamo: un problema energetico in Italia esiste, e si rispecchia nel 30% in più che paghiamo di energia rispetto al resto d'Europa. Ma non mentiamo a noi stessi: per la maggior parte non è colpa nè della rinuncia al nucleare nè del poco impegno nel settore delle energie alternative, bensì delle troppe tasse che gravano sul settore e della insignificante strada percorsa sul sentiero delle liberalizzazioni. E il governo Berlusconi su questi due ambiti non ha fatto nulla.




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